Economia

Allarme di Goldman Sachs: “500 euro al mese in bolletta a inizio 2023”

Non è delle più rosee la previsione della banca newyorkese Goldman Sachs, che prevede per gennaio 2023 il picco massimo raggiunto dai costi energetici in bolletta per famiglie e imprese. Stando all’analisi dei prezzi, in totale le bollette costeranno 2 mila miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno, confermando l’assoluta emergenza della crisi energetica; stima che potrebbe raddoppiare fino a 4 mila miliardi di euro nel caso in cui la Russia bloccasse completamente la fornitura di idrocarburi. I costi energetici potrebbero ammontare fino al 15% del Pil europeo, se il prezzo rimane costante rispetto alle quotazioni odierne di 220 euro/KWh. Le soluzioni, stando alla banca, sono quelle sistemiche per cui si è già a lavoro in ambito europeo: tetto ai costi o “deficit tariffario” e rateizzazione dei costi.

2 mila miliardi di euro di costi in più: il peso della crisi energetica che secondo Goldman Sachs è “la peggiore dagli anni ’70”

Immancabili “ripercussioni strutturali” quelle che la grande banca statunitense immagina a seguito della grande crisi energetica che sta investendo tutto l’occidente e non solo. In un’analisi di Alberto Gandolfi e Mafalda Pombeiro, i costi che i paesi europei dovranno affrontare diventeranno progressivamente maggiori: si passerebbe, in percentuale di Pil, dall’8% dell’anno scorso al 15, fino al 23 prospettato per il prossimo anno. Nello scenario base, in Italia ciò comporterebbe un prezzo medio di 500 euro al mese, passando ai 590 nello scenario peggiore: peso maggiore, ovviamente, quello della componente gas. Intanto l’UE e i singoli stati stanno progettando nuove misure per un tetto ai consumi e un taglio netto agli sprechi.

Dalla transizione ecologica – che però non può accelerare più un tot – al price cap per l’energia: quello che però consiglia il colosso finanziario newyorkese, oltre alle misure già in corso di definizione, è il ricorso al “deficit tariffario”, che porterebbe alla diffusione dei costi “spalmandoli” sulle bollette successive fino ai prossimi 10 o 20 anni. Attraverso questa politica, secondo Goldman Sachs, il prezzo massimo che le famiglie dovranno pagare al mese per luce e gas in bolletta potrebbe raggiungere i 450€ soltanto nel 2040, imponendo poi una cartolarizzazione dei titoli finanziari, ovvero la trasformazione di alcuni di essi da non cedibili a cedibili, in modo tale da alleggerire i bilanci e postdatare la riscossione degli stessi.

Alberto Alessi

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