Dopo la Columbia, anche la Brown University ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l’amministrazione di Donald Trump. Negli ultimi mesi, il governo aveva infatti minacciato di sospendere i fondi federali destinati al prestigioso ateneo di Providence, Rhode Island. È la terza università in un mese ad aver ceduto alle ingerenze del presidente e al rischio di perdere miliardi di dollari in fondi pubblici alla ricerca.
Secondo la nuova intesa, il governo avrà il potere di influenzare programmi, criteri di ammissione e ricerca, e avrà voce in capitolo riguardo all’amministrazione del campus. Già lo scorso aprile, a seguito delle intimidazioni di Trump, la Brown aveva parlato apertamente delle difficoltà economiche e dell’impossibilità di proseguire senza i cinquecentodieci milioni di dollari che annualmente le spettano.
L’accordo tra Trump e la Brown University
L’accordo avrà una durata triennale, e prevede che l’amministrazione si impegni a erogare i finanziamenti all’università, a patto che questa destini cinquanta milioni di dollari allo sviluppo di nuova forza lavoro nello Stato del Rhode Island, in modo da incrementare l’economia locale.
Il campus dovrà inoltre combattere il presunto antisemitismo in circolo tra le sue mura, un’accusa mossa dal presidente dopo le manifestazioni studentesche pro-Palestina del 2024. Dal canto suo, il governo ha promesso che non altererà la didattica e i contenuti delle lezioni proposte dal corpo docente della Brown.
Federica Checchia





