Boko Haram, organizzazione jihadista nata negli anni Duemila, ha compiuto un nuovo attacco nel nord est della Nigeria. I miliziani sono arrivati venerdì sera a Darul Jama, nello stato di Borno, vicino al confine con il Camerun, e hanno massacrato almeno sessanta persone nel villaggio, dove la popolazione era recentemente tornata dopo anni di sfollamento. I combattenti sono arrivati in motocicletta, sparando indiscriminatamente e dando fuoco alle case.
Babagana Ibrahim, comandante di una milizia allineata al governo, ha dichiarato all’agenzia di stampa AFP che, tra le vittime, ci sono anche sei soldati. Il capo di Darul Jama, che ha chiesto l’anonimato, ha fatto sapere a Reuters che sabato mattina sono stati recuperati settanta corpi e che altri cittadini risultavano ancora dispersi nella boscaglia circostante. «Sono andati di casa in casa, uccidendo uomini e lasciando indietro le donne. Hanno colpito quasi ogni famiglia» ha spiegato.
Il conflitto tra Boko Haram e il governo nigeriano
Da qualche mese, l’esercito nigeriano starebbe cercando di riprendere il controllo del territorio con operazioni contro Boko Haram e il gruppo conosciuto come Stato Islamico delle province dell’Africa Occidentale (ISWAP).
Secondo l’AFP, che ha citato una fonte di sicurezza, si ritiene che la zona sia sotto il controllo di un comandante di Boko Haram di nome Ali Ngulde, che ha guidato l’attacco. Il residente Babagana Mala, fuggito con i soldati nella città di Bama, a quarantasei km di distanza, ha affermato che i militari sapevano già da giorni del raduno di miliziani nei pressi del villaggio, ma che nessuno ha inviato rinforzi.
Federica Checchia





