Barbascura X è un ricercatore che si diletta anche con una proficua carriera nel mondo dell’intrattenimento. Avevamo anche avuto modo di intervistarlo poco tempo fa. Costui è una delle persone di spicco del mondo dei divulgatori italiani su youtube. Dopo aver finalmente conquistato il titolo di dottore di ricerca poi, dedica più tempo rispetto al passato al mondo dell’intrattenimento istruttivo. Fa live dedicate a vari argomenti, anche se non abbandona mai il suo ruolo di divulgatore scientifico. E in tutto questo, negli ultimi giorni, si è dedicato anche al fenomeno del momento: le fake news e le teorie della cospirazione sul Sars-CoV-2.

«Ma perché parlare di “genio”? Be’, signore e signori, io ho un problema con questa parola. Partiamo dal presupposto che ormai è stata totalmente svuotata del suo valore. Se dovessimo mettere in un grosso sacco tutti gli individui che sono stati definiti “geni” vi troveremmo in ordine sparso: Isaac Newton, Charles Darwin, Quentin Tarantino, Mago Merlino, Cicciogamer88, Margherita Hack, Pippo Baudo, Gandalf, Batman, quello che ha inventato l’hula-hoop, Dr. House… Ormai diamo del “genio” a qualsiasi essere umano, animale o ideale che abbia fatto qualcosa di figo. Hanno dato del “genio” pure a me, e tanto basta per affermare che la nostra civiltà s’è fottuta il cervello»

(da Il genio non esiste (e a volte è un idiota) di Barbascura X)

Il genio non esiste (e a volte è un idiota), il libro firmato Barbascura X uscito a marzo 2020

Visto che i pirati mi sono sempre piaciuti, ho pensato che potesse essere carino leggere il libro del pirata della scienza.

Il genio non esiste (e a volte è un idiota), libro di Barbascura X edito da Tlon.
Il genio non esiste (e a volte è un idiota), libro di Barbascura X edito da Tlon.

Da essere umano l’ho trovato una lettura pregevole, letto velocemente tra un lavoro e l’altro nell’arco di un paio di giorni. Da antropologa invece l’ho trovato un oggetto di analisi perfetto per quel che riguarda il mondo delle scienze e della divulgazione delle stesse. Perché Barbascura X, con il suo libro (ma in generale con il suo operato), veicola due messaggi che viaggiano paralleli:

  • La scienza non è argomento per pochi eletti, e tutti noi facciamo schifo nello stesso identico modo. Insieme però, piano piano, siamo in grado di fare anche grandi cose. Barbascura X tiene molto a questo messaggio, tanto che l’autoironia è la chiave del suo successo divulgativo.
  • Il concetto di genio è un concetto a posteriori con il quale si etichettano personaggi entrati nella cultura pop e nell’immaginario collettivo. Il genio però, se lo consideriamo come un qualcuno di irraggiungibile che non ha dovuto applicarsi troppo duramente, non esiste secondo Barbascura X. E per confermarlo mostra nel libro, seguendo un’accurata bibliografia, i lati più umani e i colpi di fortuna dei fantomatici “geni”.

Il successo è una questione di fortuna, di soldi e di perseveranza, ecco perché “il genio non esiste”

Nel suo libro Barbascura X demolisce fin dal titolo l’idea romantica e poetica del genio. Il genio è uno status che si guadagna faticosamente (tra qualche colpo di fortuna e qualche soldo ereditato dalla propria famiglia). Alcuni sono sicuramente più fortunati di altri, visto che magari sono nati in famiglie benestanti e hanno potuto dedicarsi pienamente allo studio. Altri invece quello status e quel riconoscimento popolare se lo sono dovuti guadagnare più faticosamente. Chiave poi della conoscenza, e questo trapela all’interno di tutto il libro di Barbascura X tra un riferimento ironico all’erasmus e l’altro, è il confrontarsi con gli altri.

Con maestria e buona parlantina il divulgatore descrive il processo scientifico sperimentale. Un processo costituito da una serie di avvenimenti concatenati, in cui ogni elemento è fondamentale per il formarsi di ogni piccolo passo successivo. In questo modo il divulgatore decostruisce i personaggi dei geni – Darwin, Tesla, Marconi, ecc. – mostrandoli come debitori di tutti i saperi precedenti e contemporanei.

«La verità è ben diversa. La verità è che se ognuno di noi avesse investito la stessa quantità di tempo di quei “geni” nell’affinare la propria arte, commettendo gli stessi errori e nello stesso numero, scoprendo che qualche errore ci piaceva pure, provando, fallendo, mischiando, sperimentando, trovando il nostro personalissimo stile, forse oggi potremmo tranquillamente competere con loro ad armi pari»

(dal libro Il genio non esiste (e a volte è un idiota) di Barbascura X)

I grandi “non detti” nella storia delle discipline scientifiche mostrati da Barbascura X

Nel libro Il genio non esiste (e a volte è un idiota) poi, Barbascura X sostanzialmente rende espliciti molti “non detti” delle discipline scientifiche. In questo caso i principali “non detti” sono tre:

  • Una questione sociale e di classe sociale. La possibilità di dedicarsi a tempo pieno allo studio in passato è stato solo ad appannaggio di coloro che appartenevano a classi sociali agiate.
  • Dietro a ogni scoperta scientifica si cela un lavoro molto più intenso di quello che di solito trapela dalle maglie delle varie componenti.
  • La questione femminile. Anche tra le pagine del libro di Barbascura X appare la questione della presenza delle donne all’interno del mondo scientifico. L’autore non esita ad affermare con fierezza di come le donne facciano schifo esattamente come e negli stessi modi di un uomo. Buon modo per celebrare la parità!

Questa cosa potrà sembrare banale, ma non è esattamente così. E soprattutto Barbascura X è stato in grado di parlare di questo genere di cose dall’alto del suo status di uomo ormai notorio. Ok, la dico in modo più semplice e diretto: è uno youtuber che ha scritto un libro sulla scienza portando anche della bibliografia. I libri come il suo vendono di più di un saggio accademico o di un libro di sociologia o antropologia della scienza.

Un tentativo divulgativo riuscito quello dietro il personaggio di Barbascura X

Barbascura X sostanzialmente ha messo su carta molti concetti su cui da tempo lavorano sociologi e antropologi che hanno deciso di occuparsi di scienza sperimentale. E fa questo rendendo tutto il più divulgativo possibile e il più leggero possibile. Barbascura X va addirittura in teatro a parlarti della profonda umanità e delle psicosi di coloro che la tradizione ha eletto a “geni”. In qualche modo fa molto di più questo per la divulgazione della scienza che l’atteggiamento borioso di certi medici e scienziati che hanno ruoli preminenti dal punto di vista politico. Se qualcuno volesse parlare di scienza e divulgarla, è questo il metodo. Un metodo divulgativo che mostra la scienza come fallibile, come un insieme di passi avanti e indietro, di ripensamenti e tentennamenti. Non esattamente il tipo di scienza da “fiducia piena nel progresso irriducibile” a cui di solito il potere politico ama accompagnarsi.

Il mestiere di scienziato e la scienza come pratica

Barbascura X ha avuto il pregio di rendere divulgativo un qualcosa su cui sociologi e antropologi disquisiscono da tempo. Solo che nessuno li/ci legge. Non c’è nessun biasimo nelle mie parole ovviamente, molte volte si tratta di testi complessi anche per gli stessi addetti ai lavori. Barbascura X, da scienziato e non da epistemologo della scienza, ha fatto davvero un ottimo lavoro. Un lavoro che apprezzo e che penso faccia davvero la differenza per rendere intellegibile il processo scientifico alle persone. E ho apprezzato tutto il suo mostrarsi e mostrare il mondo scientifico attraverso episodi e aneddoti che ne illuminano le fragilità e le incoerenze. Aneddoti che mostrano anche come certi processi mentali e sperimentali siano stati guidati più dalle credenze dei “geni”, piuttosto che dalla ragion scientifica pura.

C’è però un dettaglio che compare di meno nel libro, e di più nelle frequenti live e video che Barbascura X mette a disposizione della sua ciurma: il problema del potere all’interno delle discipline scientifiche. Il problema del potere è poi l’elemento chiave di ciò che ha colpito Barbascura X negli ultimi giorni: le teorie del complotto riguardo al mondo scientifico. Una situazione che ha messo il nostro divulgatore pirata anche nella condizione di cautelarsi per vie legali, perché vittima di una serie di ingiurie e minacce tramite i social network.

Il video in cui Barbascura X parla dell’aver intrapreso le vie legali dopo una serie di insulti e minacce gravi dirette alla sua persona.

Il campo scientifico e il mestiere di scienziato

C’è un libro che a mio avviso fa al caso nostro per parlare di scienza, ed è Il Mestiere di Scienziato di Pierre Bourdieu, in cui sono raccolte le lezioni che il sociologo/antropologo fece al Collège de France nei primi anni del 2000. Il Mestiere di Scienziato è un libro indubbiamente difficile, difficile anche a volte per gli stessi addetti ai lavori. Non per niente Pierre Bourdieu era noto per la sua prosa complessa e difficile da seguire durante la lettura. Pierre Bourdieu però era davvero un grande scienziato sociale, e questo è forse il libro che meglio descrive il percorso storico e sociale del “campo scientifico”.

In questa sede sarebbe davvero difficile dissertare riguardo a tutto il testo di Bourdieu, ma ne prenderò degli elementi che riguardano il tipo di discorso che vorrei fare su Barbascura X e le vicende che si sono susseguite nell’ultimo periodo intorno alla sua figura.

Chi è Pierre Bourdieu?

Pierre Bourdieu è il famoso sociologo che ha applicato il concetto di campo di forze alla società. Secondo il sociologo/antropologo infatti bisogna pensare alla società come a un insieme di forze che stabiliscono di volta in volta i loro equilibri, tra leadership e autorità. Ogni campo specifico poi, come quello scientifico, ha delle sue caratteristiche che lo rendono diverso dagli altri per le dinamiche di potere che si istituiscono all’interno.

La caratteristica principale del campo scientifico è quello di produrre una serie di conoscenze storicamente determinate che però diventano trans-storiche, cioè attraversano la storia e si muovono come un “capitale simbolico” cumulativo dal quale ogni membro del campo scientifico attinge, apportando anche i propri contributi nel corso del tempo. Dall’altra parte però non bisogna cadere nell’inganno di credere che il campo scientifico sia l’ideale della scienza pura senza interessi politici o economici. Tanto che il libro si apre su questa affermazione dell’autore:

«L’intreccio di industria e ricerca è oggi divenuto tanto stretto che non v’è giorno in cui non si ripropongano nuovi casi di conflitti tra i ricercatori e gli interessi commerciali […]. Vi è quindi da temere che la logica della concorrenza, la quale, come si è potuto vedere in altri tempi, nell’ambito della fisica, può portare i ricercatori più puri a dimenticare gli usi economici, politici e sociali che rischiano di esser fatti dei risultati del loro lavoro, possa combinarsi e coniugarsi con la sottomissione, più o meno coatta o calorosa, agli interessi delle imprese per far scivolare a poco a poco interi settori della ricerca verso l’eteronomia»

(da Il Mestiere di Scienziato di Pierre Bourdieu)

Questo però non significa che bisogna essere relativisti

Qualcuno potrebbe pensare che dietro a discorsi di questo genere si celi un pericoloso relativismo ai danni della scienza. Un qualcosa che potrebbe portare le persone a dubitare del processo scientifico in tutte le sue componenti e a cadere vittime di millantatori. Ma non è proprio così, anzi, è forse l’analizzare i pericoli che corre il campo scientifico, nel suo essere per l’appunto scientifico, che si preserva la sua scientificità. Infatti afferma Bourdieu che:

«Uno dei miei scopi è quello di fornire strumenti di conoscenza che possono ritorcersi contro il soggetto della conoscenza stessa, non per distruggere o screditare la conoscenza scientifica quanto piuttosto per controllarla e rafforzarla»

(da Il Mestiere di Scienziato di Pierre Bourdieu)

In poche parole, Pierre Bourdieu descrive la ricerca sociale intorno alle scienze sperimentali come un mediatore in grado di svelare le problematiche innescate dagli interessi economici e politici. Tramite lo svelamento dei “non detti” del campo scientifico, la scienza sperimentale è in grado di procedere al meglio e più consapevolmente dei pericoli a cui la scientificità va incontro.

In questa sede spolvero i miei strumenti del mestiere per un intento divulgativo da antropologa. Per di più nel mio percorso accademico ho affrontato e continuo ad affrontare il tema della scienza, della pseudoscienza e delle teorie del complotto. Questo mi rende particolarmente fiera perché mi ha permesso di ottenere uno dei soprannomi più belli che potessi desiderare da parte degli amici: antropologa dell’occulto (grazie, Martina).

Barbascura X e le teorie della cospirazione intorno al Sars-CoV-2

Raccontiamo in breve i fatti. Da quando la pandemia da Sars-CoV-2 si è diffusa, con lei si sono diffuse a menadito teorie della cospirazione e “fake news” intorno al virus. Questo genere di processi è a dire il vero abbastanza comune, e ridurlo a un fenomeno dettato dall’ignoranza è pericoloso, perché si rischia di non carpire in tutti i suoi aspetti il fenomeno. Il non capire un fenomeno porta irrimediabilmente verso un non saper agire nel migliore dei modi per arginare il problema che può verificarsi in seguito al fenomeno stesso. Insomma, diciamo che le fake news e le teorie del complotto non sono state affrontate proprio benissimo a livello politico e sociale durante la quarantena. Soprattutto nel mezzo di questa pandemia in cui la scienza si è mostrata nelle sue fragilità e complessità.

Barbascura X, da scienziato, ha parlato delle teorie della cospirazione e delle fake news intorno al coronavirus nei suoi video. A dire il vero neanche in modi aggressivi nei confronti dei cospirazionisti stessi, ma in modo piuttosto canzonatorio, per quanto bonario. In seguito a questi video, in cui il nostro scienziato pirata ha parlato di molti esponenti dell’informazione alternativa ai canali ufficiali, sono cominciati ad arrivare i primi insulti. E dopo un po’ anche dei messaggi sul filo del minatorio che lo hanno portato a rispondere per vie legali.

La scienza non è proprio democratica, anche se punta idealmente a esserlo

Barbascura X afferma sempre come la scienza sia democratica. Questa è una delle definizioni che utilizza sempre più spesso all’interno del suo percorso divulgativo. L’idea di una scienza democratica è il fulcro del campo scientifico contemporaneo. Un fulcro che si lega al discorso sull’applicabilità della scienza sperimentale per fini sociali e potremmo definire ecumenici. Il problema è che purtroppo si potrebbe dire che, per quanto come ideale la scienza punti verso l’essere democratica, nella realtà dei fatti non è esattamente così. Insomma, si attivano spesso quelle componenti legate alla sfera del potere che purtroppo, stando anche agli accenni biografici riportati da Barbascura X riguardo alla sua vita, hanno colpito anche il nostro divulgatore pirata:

  • Molte volte avere un nome importante nel team di ricerca favorisce la pubblicazione di una specifica ricerca e la possibilità di ottenere o meno dei finanziamenti.
  • A volte il tipo di ricerche svolte hanno a che fare più con determinati interessi economici e politici, che con la necessità di trovare una soluzione a problematiche stringenti.
  • Il mondo scientifico ufficiale legato a determinate componenti politiche ed economiche, mettendo sotto silenzio la propria storicità e le proprie criticità, diventa un alleato delle forze che sono alla base di quella che Paul Farmer, antropologo e medico, definisce violenza strutturale.

Il campo scientifico è un campo sociale soggetto a rapporti di potere come ogni campo sociale

Da questo punto di vista la scienza è democratica perché qualsiasi teoria o esperimento che non funzioni è prima o poi messo fuori dalla porta. Risulta però meno democratica per quel che riguarda gli aspetti umani di ogni rapporto di potere o convenienza. E qui entra il mondo dei colpi di fortuna di cui Barbascura X parla nel libro Il genio non esiste (e a volte è un idiota).

Questo status della scienza, e la sua particolare storicità che in molte occasioni l’ha fatta agire ai danni di alcune categorie di persone e di alcune classi sociali, è il motivo che si cela dietro lo scetticismo nutrito nei suoi confronti. Uno scetticismo che, sperando di non essere fraintesa mentre lo affermo, è anche legittimo. Lo scetticismo nei confronti della scienza sperimentale e della medicina è infatti un’altra realtà che va storicizzata e che ha un passato dalle profonde radici. Con il pesante passato che si trova alle sue spalle, dai tratti anche torbidi, lo scetticismo nei confronti della medicina e della scienza ufficiale, se non giustificabile, è quantomeno comprensibile. Da questo punto di vista le teorie della cospirazione o le fake news acquistano un significato politico più complesso.

Le teorie del complotto e le fake news: cosa sono?

Che cosa sono le teorie del complotto e le fake news? Sembra una domanda banale, ma in realtà negli ultimi venti anni il tema è riapparso con prepotenza all’interno delle scienze sociali. Come accennavo sopra poi io come antropologa mi occupo proprio di questo genere di narrazioni e della loro valenza dal punto di vista sociale nei piccoli e grandi gruppi. Si lo so… alcuni fanno giardinaggio, altri collezionano francobolli, e io ho deciso di studiare le teorie del complotto dal punto di vista accademico. Ognuno ha i suoi hobbie…

Le teorie del complotto e le fake news sono prima di tutto dei discorsi e delle narrazioni profondamente politici. Ogni teoria della cospirazione o fake news poi è un discorso da contestualizzare all’interno di determinate cerchie sociali. Se una volta il contesto di appartenenza rendeva le narrazioni molto più caratteristiche di determinate aree, ora – con l’avvento della società dell’informazione – il bacino di quelle che il sociologo Michael Barkun chiama “conoscenze stigmatizzate” è diventato più ampio. Ognuno – individuo o gruppo – attinge poi ciò che è più in linea con le proprie visioni del mondo e con ciò che conviene in determinate situazioni.

I risvolti politici delle teorie della cospirazione e delle fake news

Semplificando e schematizzando, si potrebbe dire che i risvolti politici di questo genere di narrazioni siano i seguenti:

  • Da una parte abbiamo persone, di solito appartenenti ai gruppi sociali che non appartengono alle schiere del potere egemonico o che quantomeno vivono ai margini di questo, che si ritrovano nei discorsi cospirazionisti. Queste persone e questi gruppi si ritrovano in questi discorsi perché nutrono un sospetto nei confronti dei meccanismi del potere che agisce su di loro.
  • Dall’altra parte abbiamo determinati personaggi che sono estremamente lucidi riguardo ai meccanismi del potere all’interno della società. E sono estremamente lucidi riguardo a come certi gruppi e certe schiere di persone nutrano un sospetto. Un sospetto legittimo e motivato dalla storicità di certe discipline e di certe alleanze politiche. Questo sospetto diventa la chiave della propaganda di alcuni individui o gruppi che vogliono ottenere un ruolo di rilievo e autorità all’interno del campo sociale. Questo non significa per forza che essi stessi non credano in quello che dicono. Più ci credono e più saranno visti da coloro che non fanno parte delle schiere del potere egemonico come simbolicamente validi per opporsi a questo.

Per capire le teorie del complotto e le fake news è necessario storicizzarle

Quando i meccanismi del potere non sono pienamente comprensibili e agiscono seguendo delle logiche che non sono riconosciute da chi subisce il potere, il sospetto è una conseguenza normale. Un sospetto che ha delle ragioni storiche e sociali anche legittime. Quante volte i meccanismi del potere hanno agito in favore di chi apparteneva alle schiere del potere egemonico? E quante volte i “dominati” hanno subito le scelte del potere egemonico con discreti danni? La lista è molto lunga, si passa dai corpi indigeni abusati dalla scienza medica durante il colonialismo agli esperimenti di Mengele. E ora, come direbbe Paul Farmer, l’antropologo medico citato prima, la violenza strutturale di stampo globale porta certi settori del mondo a essere soggiogati da altri che hanno più potere economico e tecnologico.

Questo è particolarmente evidente quando si studia il processo di accesso alle risorse mediche da parte degli individui. C’è un altro antropologo, Didier Fassin, che ha parlato di come chiunque faccia ricerca nell’ambito dell’antropologia medica (lo studio dei processi di salute e malattia all’interno di vari contesti sociali e culturali), finisca per fare ricerca nell’ambito dell’antropologia politica. Dietro l’accesso alle risorse mediche vi sono una serie di meccanismi di potere che ne costituiscono la struttura. Si parla di farmaci testati su persone che vivono ai margini della società, si parla anche di pratiche mediche non necessarie ai danni di persone inconsapevoli.

Qualsiasi libro di storia della medicina è pieno di aneddoti e casi di questo tipo, non bisogna andare a cercare troppo lontano. Uno dei casi che ha fatto tanto scalpore recentemente è quello di un medico italiano che avrebbe asportato porzioni sane di intestino ai propri pazienti senza il consenso di questi. Un accademico importante la cui università tentenna sul sanzionarlo, nonostante le numerose prove raccolte da un giornalista scientifico e altri a suo carico.

Che c’entra tutto questo con Barbascura X?

Barbascura X, nel suo ruolo di divulgatore e nel suo essere uno scienziato, è stato visto come un capro espiatorio. Per quanto lui sia uno dei divulgatori meno aggressivi nei confronti di coloro che non si riconoscono nelle parole della scienza ufficiale, l’attacco nei suoi confronti è stato molto forte. Lui, come altri divulgatori che si sono espressi contro le teorie sul coronavirus provocato dal 5G e sull’idea di un virus creato in laboratorio, è diventato il simbolo di quel potere egemonico per una parte di coloro che si riconoscono più nell’informazione alternativa che in quella ufficiale. Questo attacco da un punto di vista simbolico è interessante.

Barbascura X diventa un simbolo del potere egemonico

  • Da una parte Barbascura X è diventato il simbolo di quel potere egemonico da contrastare. Un simbolo con cui è anche più facile relazionarsi perché in fin dei conti non si tratta di personaggi come Roberto Burioni. Si attacca lui perché attaccare altro è più difficile e più pericoloso.
  • Dall’altra parte invece attaccare Barbascura X diventa un meccanismo con cui si dimostra la propria identità all’interno del campo sociale. Attaccare questo divulgatore che rappresenta simbolicamente i “poteri forti” è uno strumento attraverso cui si mostra la propria appartenenza al gruppo dei non allineati al regime politico vigente. Probabilmente la denuncia che ne conseguirà diventerà per molti anche un fiore all’occhiello con cui si dimostrerà di essere irriducibili. Mentre dall’altra parte la denuncia diventerà uno strumento simbolico con cui mostrare come i “poteri forti” facciano di tutto per attaccare chi non sia allineato.
  • In aggiunta a tutto questo poi, Barbascura X, attraverso i suoi video in cui parlava di personaggi appartenenti al mondo della pseudoscienza, ha legittimato agli occhi di coloro che appartengono all’enorme campo delle conoscenze stigmatizzate il loro operato. “Se un divulgatore scientifico ci attacca pubblicamente su youtube significa che abbiamo ragione e che stanno cercando di reprimerci e ridicolizzarci”.

Che poi Barbascura X è uno dei divulgatori su youtube che più di tanti altri ha svelato i meccanismi del potere all’interno del campo scientifico…

Coloro che hanno attaccato Barbascura X hanno mostrato di non conoscere lo scienziato in tutte le sue sfaccettature. Oltre che nel libro Il genio non esiste (e a volte è un idiota), anche nei suoi video Barbascura X ha mostrato i meccanismi del potere attraverso la sua biografia.

Video del 2018 in cui Barbascura X parla del suo percorso di studi, tra alti e bassi, rifiuti e passi falsi.

Tra le altre cose Barbascura X è colui che proprio in uno dei suoi ultimi video afferma che:

«Non voglio fare polemiche perché a me farebbe molto piacere se anche quelli che hanno dei dubbi seri riguardo a come funzioni [il mondo delle case farmaceutiche] li espongano… perché i dubbi sono più che leciti, da qualsiasi punto di vista. Diciamocelo, ci sono stati nel passato degli episodi simili a frodi dal punto di vista farmaceutico. Quello che deve essere chiaro però è che ce ne accorgiamo subito e tutti quelli della comunità scientifica se ne accorgono e attaccano pubblicamente quando succedono queste cose»

(Barbascura X nel video I segreti della Big Pharma)

In aggiunta a questo poi, Barbascura X si è molto speso nella descrizione di quella nota come “sindrome da premio Nobel”. Con sindrome da premio Nobel, di cui Luc Montagnier è un po’ il padrino, si intende quel fenomeno in cui vincitori di premio Nobel cominciano a fare affermazioni “discutibili” e in disaccordo con il resto della comunità scientifica.

Il problema dell’autorità e del prestigio all’interno del campo scientifico

La sindrome da premio Nobel è uno dei più chiari esempi di influenza del potere e dell’autorità percepita all’interno del campo scientifico. Determinate persone sono validate e credute all’interno di determinati campi in base alla loro autorità e al loro prestigio, piuttosto che per la scientificità delle loro teorie. Tanto che nel senso comune un vincitore di premio Nobel avrà di primo acchito un forte ascendente.

In un certo senso si potrebbe dire che Pierre Bourdieu ci mettesse in guardia da questo genere di fenomeni, quando parlava di fare ricerca considerando il campo scientifico come un campo soggetto a forze politiche ed economiche. Alcune ricerche nell’ambito della sociologia della scienza poi, hanno mostrato come avere un premio Nobel nel team di ricerca favorisse la pubblicazione all’interno di certe riviste scientifiche a discapito di articoli che, per quanto ben fatti, non riportavano nominativi illustri al loro interno. Avere consapevolezza dei potenziali errori dettati da questioni di autorità e prestigio aiuta a preservare la scientificità e democraticità della scienza stessa.

Barbascura X è il pirata della scienza che meritiamo…

Nonostante il disguido con alcune realtà del mondo dei teorici del complotto, in realtà Barbascura X è il tipo di divulgatore scientifico più funzionale. Soprattutto nel pieno della pandemia da Sars-CoV-2.

«La ricerca ha un costo molto alto, però – nel momento in cui tu sei l’unico o il primo a trovare un farmaco che effettivamente funziona per una certa malattia – ecco… lì hai fatto tombola come casa farmaceutica. Molte volte noi parliamo di case farmaceutiche come se fossero della associazioni di beneficenza, in realtà sono delle aziende. Ed è in realtà bene che sia così perché i soldi muovono il mondo, e se non ci fosse una possibilità di guadagnarci soldi, nessuno farebbe proprio ricerca»

(Barbascura X nel video I segreti della Big Pharma)

Uno degli ultimi video di Barbascura X in cui si affronta il tema dei processi di ricerca e di business dietro il mondo delle industrie farmaceutiche.

In altra sede, abbiamo parlato di come molta informazione ufficiale abbia deciso di utilizzare, nel mezzo della pandemia, uno schema semplicistico per descrivere il mondo delle teorie del complotto e delle fake news. Uno schema dicotomico netto in cui il mondo si divide in cattivi e buoni. Questo processo, che aveva alla base l’idea di combattere le fake news e le teorie della cospirazione, ha ottenuto l’effetto opposto. Un effetto opposto prevedibile visto che poi non si analizzavano le fake news e le teorie della cospirazione come se fossero dei fatti sociali complessi, ancorati profondamente al contesto sociale e culturale. Tra le altre cose, sia io che altri colleghi scienziati sociali, notavamo come la task force messa in campo fosse carente per quel che riguardava la presenza di figure esperte della componente sociale e politica di questi fenomeni.

… e Barbascura X è anche il divulgatore di cui abbiamo bisogno

Alla luce di questo, un divulgatore che mostri i “non detti” e le fragilità del mondo scientifico, è il divulgatore più efficace per parlare del Sars-CoV-2. Soprattutto quando la stessa comunità scientifica è in una fase di analisi del virus in cui le interpretazioni e le teorie si contraddicono l’una con l’altra sulla stampa e sugli stessi tavoli da laboratorio. Ritengo che sia questo genere di divulgazione quella più funzionale e che punta verso un’idea di scienza pienamente democratica e a disposizione del cittadino. E in questa missione non è da solo. Accanto a Barbascura X ci sono molti divulgatori scientifici che si sono presi la briga di parlare in modo divulgativo e accessibile a tutti del Sars-CoV-2, come di altri temi scottanti.

E all’interno del mondo scientifico nel mondo globale, abbiamo sempre più bisogno di pirati della scienza in grado di renderla il più possibile democratica. Scienziati che mostrano con consapevolezza i lati più umani del campo scientifico, consapevoli sempre di più della storicità del loro ruolo. Persone che lavorano dall’interno per contrastare i “non detti” pericolosi di una scienza che nasconde i suoi interessi politici o economici. Insomma, Barbascura X, alla stregua di altri divulgatori a lui assimilabili, avrebbe fatto felice Pierre Bourdieu.

Rappresentazione grafica della battuta con cui Barbascura ha definito gli iscritti al suo canale "pirati di Soros" in seguito alle illazioni di alcuni teorici del complotto contro di lui.
Rappresentazione grafica della battuta con cui Barbascura ha definito gli iscritti al suo canale “pirati di Soros” in seguito alle illazioni di alcuni teorici del complotto contro di lui.

E se vi interessasse approfondire il tema delle teorie della cospirazione e delle fake news come fatti sociali…

Di seguito trovate due articoli correlati in cui parlo di teorie della cospirazione e fake news da un punto di vista socio-antropologico e in ottica divulgativa:

di Eleonora D’Agostino

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