Attualità

Better.com licenzia 900 dipendenti via Zoom

Stati Uniti. L’amministratore delegato della società Better.com, Vishal Garg, ha licenziato 900 dipendenti, il 9% totale dell’azienda, tramite una conferenza su Zoom. «Il vostro rapporto di lavoro con noi finisce ora, con effetto immediato» ha detto nel messaggio pre-registrato senza nessuna possibilità di replica.

Le motivazioni dei licenziamenti

L’amministratore delegato di Better. Com, un sito che offre mutui per l’acquisto di una casa, avrebbe deciso di licenziare in massa numerosi dipendenti perché, come afferma lui stesso, «il mercato è cambiato e bisogna sopravvivere». Altra motivazione, secondo la compagnia, sarebbe stata l’improduttività dei dipendenti, impegnati da remoto solo per poche ore al giorno.

La scelta, come ammette Garg nella video conferenza, è stata una sua decisione e per questo ha voluto lui stesso effettuare il terribile annuncio, a ridosso delle festività natalizie. «E’ la seconda volta che faccio questa cosa» confessa «e l’ultima volta che ho fatto questa cosa ho pianto. Spero di essere più forte questa volta». Ha poi detto che ogni dipendente avrebbe ricevuto via mail maggiori dettagli sul proprio licenziamento e sulla relativa buonuscita.

I dipendenti sconvolti

Come ha dichiarato Il direttore finanziario in un’e-mail interna, ottenuta da TechCrunch, l’azienda avrebbe un miliardo di contanti nel bilancio. In più Forbes in ottobre l’aveva valutata 7 miliardi di dollari. L’opinione pubblica ai licenziamenti, soprattutto per i modi in cui è stato effettuato, ha gridato allo scandalo.

Numerose sono le voci disperate degli ex-dipendenti che si sono fatte sentire, tra cui chi afferma che la conferenza su Zoom, durata tre minuti al massimo, li ha fatti sentire mollati «come un sacco della spazzatura». Il direttore finanziario, Kevin Ryan, risponde, in una dichiarazione a Cnn Business, che mandare persone a casa è «sempre qualcosa che ti prende allo stomaco, specie in questo periodo dell’anno» e che nuova organizzazione «permetterà di aggredire il mercato».

Silvia Cristini

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