Musica

Bob Dylan, “vento” leggendario e proteiforme

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Bob Dylan, il cui vero nome è Robert Allermann Zimmermann nasce a Duluth, dove visse fino all’età di sette anni, il 24 maggio 1941, per trasferirsi poi a Hibbing in Minnesota. Dal 1962 il suo nome ufficiale è Bob Dylan. Ha avuto il Premio Nobel per la Letteratura il 13 ottobre 2016. Creò la figura del cantautore e il genere folk-rock. I nonni paterni emigrarono da Odessa negli Stati Uniti dopo i pogrom antisemiti. I nonni materni erano ebrei della Lituania che emigrarono negli Stati Uniti nel 1902.

Bob Dylan trascorreva molto tempo ascoltando la radio e assimilò parecchi generi musicali: Blues, country, Rock and Roll. Durante la sua carriera scolastica formò delle band musicali con i suoi amici. Nel settembre del 1959 si traferì a Minneapolis poiché era entrato nell’University of Minnesota Twin City. Rimase folgorato dopo aver ascoltato la cantante folk Odetta e decise di abbracciare questo genere. Così mise in vendita la chitarra rock e acquistò una chitarra acustica.

Bob Dylan, in principio era il Folk

Alla fine del primo anno Bob Dylan abbandonò il college, lavorò nei circuiti folk. Nel 1961 si trasferì a New York per suonare e conobbe il suo idolo musicale Woody Guhtrie, ricoverato all’ospedale del New Jersey. Si esibì in un programma radiofonico Saturday of Folk Music, poi nel 1961 al Gerde’s Folk city ed ebbe una recensione positiva sul New York Times con la firma di Robert Sheldon.

In seguito collaborò con la cantante Folk Carolyn Hester per suonare l’armonica a bocca per il terzo album della cantante. John Hammond, talent scout della Columbia Records lo notò, lo scritturò e gli fece registrare l’album Bob Dylan. Purtroppo riuscì a vendere solo cinquemila copie. Mentre la Columbia Records era scettica, John Hammond spalleggiato da Johnny Cash, continuò a difenderlo. Bob Dylan continuava a registrare con un altro pseudonimo, fino a quando nel 1962 cambiò legalmente nome in Bob Dylan.

L’incontro con Joan Baez

Dopo aver cambiato nome al tribunale di New York assunse come manager Albert Grossman che rimase con lui fino agli anni Settanta. A maggio del 1963 pubblicò il secondo album con la Columbia Records, The Freewheelin’ Bob Dylan. L’album comprende Blowin’ in the wind, Oxford Town che narra della vicenda di James Meredith, il primo studente nero che si iscrisse all’Università del Missisipi.

A Hard Rain’s a Gonna Fall ebbe una notevole risonanza dopo la caduta dei Missili su Cuba e insieme a Blowin in the wind aprirono la strada alle liriche imagiste. La cantante Joan Baez divenne una sostenitrice di Bob Dylan e fu determinante nel portare Bob Dylan al successo. Nella prima metà degli anni Sessanta alcuni cantanti come Sonny e Cher, The Birds, the Hollyes, Peter, Paul and Mary, The Turtles riproponevano le canzoni di Dylan con una versione pop, mentre Bob Dylan e Joan Baez in maniera folk.

Dalle canzoni di protesta al ritorno al rock

Bob Dylan e Joan Baez furono sempre in prima linea con i diritti civili, cantavano insieme nei vari raduni, uno di questi fu la Marcia su Washington nel quale Marthin Luther King pronunciò il celebre discorso I have a dream. Pubblicò l’album The Times They are a changin nel quale tratta tematiche importanti come l’assassinio di un attivista per i diritti civili in Medgar Evers, il tracollo economico delle città minerarie e la conseguente povertà in Ballad of Hollis Brown e North Country Blues, l’assassinio di una cameriera nera Hattie Carrol ad opera di un giovane borghese William Zantzinger in The Lonesome death of Hattie Carrol.

Verso la fine del 1963 Bob Dylan si sganciò dai movimenti di protesta e nel 1964 incise l’album Another side of Bob Dylan in cui per la prima volta si accompagnò anche al pianoforte. Motorpsyco Nitemare si ricollega al surrealismo di Freewheelin’, Black Crow Blues e I don’t believe you abbracciano gli inizi rock di Dylan, in It Ain’t me babe esprime un rifiuto per il ruolo che gli è stato affibbiato. In Chimes of freedom sperimenta una nuova direzione espressiva che Allen Ginsberg definisce: “Catene di immagini squillanti” in cui il paesaggio diventa metafora e si affianca alla cronaca sociale.

Bob Dylan e la poesia Beat

Bringing it All back home album del 1965 è il primo nel quale Bob Dylan si accompagna con degli strumenti elettrici. Con Subterrean Homesick Blues diede vita al primo videoclip musicale della storia della musica. Nel brano si riconosce l’influenza di Too much monkey business di Chuck Berry. Inoltre il testo si richiama alla poesia Beat. Nel lato B dell’ LP ci sono delle canzoni che affrontano tematiche politiche, sociali e personali che affondano in una forma di misticismo. Una di queste Mr Tambourine man che verrà poi ripresa dai The Byrds.

Bob Dylan si esibì poi al Newport Folk Festival del 1965, ma venne fischiato poichè coloro che avevano seguito il Bob Dylan della fase puramente folk e degli strumenti acustici mal tolleravano l’introduzione degli strumenti elettronici. Qualche giorno dopo registrò in studio il singolo Positively 4th street e a giugno Like a Rolling Stone al secondo posto nella classifica americana e quarta in quella inglese.

Bringing it all back home, Highway 61 Revisited, Blonde on Blonde

L’album Highway 61 Revisited uscito nel giugno del 1965 si ricollega al Blues, ma anche allo spirito di Like a rolling stones con delle litanie surreali sottolineate dalla chitarra di Mike Bloomfield. Desolation Row dura circa 11 minuti e 21 secondi. E’ caratterizzata da un testo surreale e costituisce uno dei più alti esempi di lirismo poetico. Nello studio di Nashville registrò Blonde on Blonde nel 1966, affiancato da musicisti di alto livello proposti dal produttore Bob Johnston.

La critica considera i tre album Bringing it all back home, Highway 61 Revisited, Blonde on Blonde degli esempi migliori della cultura del XX secolo in cui si condensano vari generi musicali come il Rock, Blues, Beat inglese, gospel, country e poesia simbolista, surrealista, dadaista e beat. In seguito Dylan intraprese un tour tra L’Australia e l’Europa alternando gli strumenti acustici come chitarra e armonica, con quelli elettrici accompagnato dagli Hawks.

https://www.youtube.com/watch?v=ccRUMe4no-w

L’incidente con la moto e l’isolamento

Un misterioso incidente con la moto avvenuto il 29 luglio 1966 bloccò i vari progetti di Dylan. La stampa disse tutto e il contrario di tutto e fu difficile scoprire la verità. Bob Dylan decise di vivere in isolamento per un per un periodo, lontano dalle pressioni. Nel novembre del 1967 ritornò allo studio di Nashville accompagnato da Charlie McCoy al basso, Kenny Buttrey alla batteria, e Pete Drake alla chitarra. Da qui prese vita l’album John Wesley Harding.

L’album è ispirato alla figura leggendaria di un cowboy fuorilegge e affronta anche temi biblici soprattutto nella canzone All along the watchower tratta dal libro di Isaia 21, 1-12 ripresa poi da Jimi Hendrix. Quando Dylan riprenderà questa canzone nei concerti si ispirerà alla versione di Hendrix.

Nashville Skyline, pubblicato nel 1969 è un album country che contiene un duetto con Johnny Cash, il singolo di Lay Lady Lay scritto per il film L’Uomo da marciapiede. Negli anni di Woodstock rifiutò di partecipare per volare in Inghilterra verso l’isola di Wight il 31 agosto del 1969. Nel 1970 pubblicò il doppio LP Self Portrait che non incontrò il favore della critica. Inoltre scrisse a quattro mani con George Harrison I’d have you anytime.

Nel 1970 registra altre due canzoni con un suonatore di Banjo Earl Scruggs: East Virginia Blues e Nashville Skyline Rag. I singoli Watching The River FlowWhen I Paint My Masterplace e George Jackson presero vita nel 1971 al Blue Rock Studios. Tra il 1971 e il 1972 uscì l’album Bob Dylan’s greatest Hits vol. II. Nel 1972 prende parte a un ruolo minore nel film di Sam Peckinpah, Pat Garret and Billy the Kid e ne cura la colonna sonora dalla quale viene estratto il grande successo Knocking on Heaven doors nel 1973.

“Forever young” e “Hurricane”

Il contratto con la Columbia records terminò nel 1973, ma Dylan firmò un nuovo contratto con la Asylum Records fondata nel 1971 da David Geffen. Registrò Planet Waves con la Band. Forever young appartiene a quest’album e il critico letterario Christopher Ricks mise in relazione il ritornello della canzone con Ode su un’urna greca di John Keats. Bob Dylan and The Band Tour of North America il nuovo tour ebbe inizio nel 1974 e in seguito fu pubblicato il Live Before the Flood.

Blood on the tracks pubblicato nel 1975 provocò reazioni contrastanti. Il singolo del 1975 Hurricane, sostiene l’innocenza del pugile Rubin “Hurricane” Carter accusato di triplice omicidio. In seguito intraprese il Rolling Thunder Revue nel quale parteciparono diversi artisti tra i quali Allen Ginsberg e Joan Baez. Il tour fu documentato da uno speciale televisivo dal titolo Hard Rain dal quale fu poi ricavato un LP.

Il Gospel con Slow train coming

Con lo storico gruppo rock The Band fece un concerto d’addio nel 1976 al quale parteciparono Neal Young, Joni Mitchell, Muddy Waters e Van Morrison. Nel 1978 pubblica l’album Street Legal collabora con Eric Clapton in Sign Language, e con Leonard Cohen in Death of a Ladies’ Man. In uno slancio cristiano si avvicinò al Gospel nel 1979 con l’album Slow Train coming.

Ricevette critiche contrastanti per l’album Saved del 1980, poichè la sua rinnovata fede religiosa divideva critici e fan. Partecipò inoltre al famoso progetto di We are the world per raccogliere i proventi per combattere la carestia in Etiopia. Il 20 gennaio del 1988 fu inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Nel discorso di presentazione Bruce Springsteen disse queste parole:

«Bob Dylan ci ha liberato la mente come Elvis ci ha liberato il corpo. Ci ha dimostrato che solo perché la musica è fisicamente innata non significa che sia anti-intellettuale”

Gli anni Novanta e Duemila

Gli anni Novanta si aprirono con l’album Under The Red Sky che non ottenne successo. Tuttavia gli venne conferito il Grammy Award della carriera. Festeggiò inoltre i trenta anni di carriera al Madison Square Garden di New York. Dal concerto fu ricavato l’album The 30th Anniversary Concert celebration. Fu ricoverato in ospedale nel 1997 per una pericardite, ma si riprese e si esibì davanti a Giovanni Paolo II che parlò ai giovani di Blowin in the wind.

Vinse un Golden Globe e un Oscar per la canzone Things have changed scritta per il film Wonder Boys. Love and Theft pubblicato l’11 settembre 2011 ottenne il favore della critica e fu nominato per alcuni Grammy Award. Una laurea Honoris causa con l’Università di St. Andrews gli fu conferita il 23 giugno 2004. La sua arte divenne materia di studio. Il Professor Neil Corcoran scrisse una serie di saggi dal titolo: Do You Mr Jones: Bob Dylan with the Poets and the Professors,

https://www.youtube.com/watch?v=W_mIcsI3Jos

Bob Dylan e i tributi di registi, scrittori e studiosi

Martin Scorsese gli dedicò inoltre un documentario dal titolo No direction hom: Bob Dylan nel 2005, trasmesso dalla BBC2 nel Regno Unito e nella PBS negli Stati Uniti. Il film venne premiato nel 2006 con un Peabody Award. Il regista Todd Heynes gli dedicò il film I’m not there, nel quale diversi attori interpretano Bob Dylan a seconda delle varie fasi della vita dell’artista che per Heynes non è etichettabile.

Tra i vari riconoscimenti ottiene il Premio Pulitzer nel 2007, pubblica nel 2009 l’album Togheter Through life e un album di canzoni natalizie in Christmas in the heart per sostenere molte famiglie americane cadute in povertà. Suona per la prima volta alla Casa Bianca nel 2010 di fronte a Barack Obama. In occasione dei suoi 70 anni esce un libro edito da Feltrinelli dal titolo Bob Dylan. Play a song for me.

Il Premio Nobel per la letteratura

Alcuni grandi artisti tra i quali Patti Smith, Sting e altri realizzano nel 2012 un album tributo realizzando delle cover dei principali successi di Bob Dylan. Titolo della raccolta è Chimes of Freedom-The songs of Bob Dylan. Nello stesso anno esce l’album Tempest che contiene un tributo a John Lennon Roll on John. Riceve il Premio Nobel per la letteratura nel 2016 con la seguente motivazione:

“Per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana».

Martin Scorsese gli dedica un altro docufilm dal titolo Rolling Thunder Revue: A Bob Dylan Story by Martin Scorsese nel 2019 e a marzo 2020 Dylan pubblica sul web l’inedito Murder Most Foul, della durata di 16 minuti e 54 secondi attraverso il quale ripercorre la storia statunitense partendo dall’omicidio di Kennedy. Un artista unico, inafferrabile, un pioniere di generi e un uomo proteiforme che continuerà ancora a stupire il suo pubblico.

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