Cinema

Capone, Tom Hardy è il gangster più famoso d’America

Molti film di tutti i generi hanno subito cambi di programmazione, a causa del Coronavirus, da “No Time To Die”, ultimo James Bond con protagonista Daniel Craig, a “Fast & Furious 9”, rimandato addirittura al 2021. C’è, però, una buona notizia annunciata dalla diffusione del trailer di Capone, il film che racconta l’ultimo periodo di vita del gangster più famoso d’America. Uscirà il 12 maggio direttamente sulle piattaforme digitali.

La diffusione del trailer

Il regista e sceneggiatore Josh Trank ha diffuso il trailer del film sul suo account Twitter, a cui ha aggiunto anche la notizia della variazione del titolo, da “Fonzo” a “Capone”. Il precedente titolo si basava sul soprannome del boss, di cui il nome era Alphonse.

Tom Hardy in "Capone" fonte: skytg.com
Tom Hardy in “Capone”
fonte: skytg.com

È un’ardua sfida riproporre la famigerata figura di Al Capone, che è stata molte volte raccontata e idolatrata sul grande schermo, prima con “Scarface“, titolo che riporta uno dei suoi soprannomi, di Howard Hawks e poi con il celebre remake di Oliver Stone, anche se con alcune differenze nella storia. Da citare senza dubbio è l’interpretazione fatta da Robert De Niro ne “Gli Intoccabili“, a cui va aggiunta anche quella di Stephen Graham nella serie tv “Boardwalk Empire“.

Questa volta ad interpretare il leggendario criminale di Chicago è Tom Hardy, che torna nel ruolo del gangster dopo “Legend” e “Peaky Blinders“. Proprio come per il personaggio di Alfie Solomons, l’attore ha subito un cambiamento, ma sta volta è sorprendente ed impressionante la somiglianza di Tom Hardy al vero Al Capone, grazie al trucco.

La trama

Il film si concentra precisamente sull’ultima parte della vita di Al Capone, quella che anticipò la sua morte nel 1947, a soli 48 anni. Dopo aver trascorso tanti anni in carcere, tra cui un periodo nella celebre pigione di Alcatraz, il gangster è in un pessimo stato di salute, distrutto nel corpo e nella mente, affetto da demenza.A tormentarlo maggiormente sono i ricordi di quando era l’uomo più pericoloso degli Stati Uniti, definito dal direttore dell’FBI J. Edgar Hoover come il “nemico pubblico numero 1”.

Il film si muove attraverso svariate epoche, seguendo l’andamento della mente del protagonista. Un misto di passato e presente, ricordi, allucinazioni e amara consapevolezza. La pellicola sembra come ricalcare la struttura di The Irishman, con il racconto del suo protagonista e i ricordi che riaffiorano dolorosi.

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