Musica

Donatella Rettore, l’artista che ha diviso il Paese

Compie oggi gli anni una delle migliori e controverse cantautrici italiane: Donatella Rettore. In attività sin dai primi anni settanta, è diventata nota per il suo stile dissacrante e ironico. Fu tra le prime artiste italiane a capire l’importanza del look, sempre all’avanguardia e aggressivo. Anche le sue performance hanno lasciato il segno, molto ironiche e provocatrici. Donatella Rettore è anche considerata un’icona gay, grazie al suo concreto supporto alla comunità LGBT.

Gli inizi di Donatella Rettore

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Donatella Rettore è figlia di un commerciante, Sergio, e di Teresita Pisani, una nobildonna e attrice goldoniana che ha lavorato anche nella compagnia di Cesco Baseggio. Donatella, a soli dieci anni, mette su il suo primo complessino “I Cobra”, con il quale si esibisce in parrocchie cantando canzoni di Caterina Caselli e guadagnando cinquecento lire a sera. Ragazzina ribelle e poco incline alla disciplina, dopo la maturità decide di trasferirsi a Roma per trasformare la sua passione in lavoro: diventare una cantante. Nel 1973, Lucio Dalla, la introduce nel mondo della musica facendole fare da spalla durante il suo tour.

Da quell’estate del 1973 ne è passata di acqua sotto i ponti. La cantautrice, e attrice, ha all’attivo oltre 20 album pubblicati. E’ una grande protagonista della scena musicale tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta ed è a tutti gli effetti la prima vera rocker italiana. Trasgressiva e provocatrice, ha unito pop, rock e disco, Donatella Rettore ha saputo dare un’impronta molto personale e rilevante alla musica italiana. Criticata all’epoca per la troppa libertà, si è imposta, non solo come modello musicale, ma anche come punto di riferimento culturale per tutte le donne alla ricerca dell’indipendenza. L’anno della svolta arriva nel 1978 quando decide di chiamarsi solo Rettore. Al cambio nome coincide anche il cambio di look ed una diversa proposta musicale rispetto ai canoni del periodo. Per molti una scommessa che risulterà vincente.

Donatella Rettore: la discografia in breve

Gli album di Donatella Rettore sono stati pubblicati in diversi paesi del mondo, tra cui Svezia, Germania, Giappone, Portogallo, Francia e Grecia e consistono per il mercato italiano di 13 album in studio, 2 dal vivo e ben 6 raccolte ufficiali contenenti alcuni brani inediti. Considerando che è dagli anni 70 che canta può sembrare un numero non elevatissimo di pubblicazioni, ma dobbiamo tener conto che negli anni Ottanta e Novanta era impensabile produrre ai ritmi degli artisti di oggi.

L’esordio della Rettore risale al 1975 con “Ogni giorno si cantano canzoni d’amore” cui farà seguito, nel 1977, il disco “Donatella Rettore”. Il grande successo arriverà negli anni Ottanta con i vari “Estasi Clamorosa” del 1981 e “Kamikaze Rock ‘n’ Roll Suicide” dell’anno successivo.

Sono solo due i dischi pubblicati negli anni Novanta da Donatella, “Son Rettore e canto” del 1992 e due anni dopo pubblica “Incantesimi notturni”. Anche gli anni 2000 sono produttivi per la cantautrice, pubblica nel 2005 “Figurine” e nel 2011 “Caduta massi” che hanno segnato il ritorno a sorpresa della cantante sui grandi palcoscenici della musica italiana convincendo pubblico e critica! Ma Donatella non si è fermata e nel 2022 si è presentata al Festival di Sanremo in coppia con Ditonellapiaga, presentando il brano “Chimica” ed è da poco in rotazione radiofonica con il pezzo “Faccio da me” dove duetta con il giovane Tancredi.

Le canzoni più belle di Donatella Rettore

Non c’è spazio per raccontare la carriera di Donatella Rettore, per cui, come spesso accade nei nostri articoli, conosciamo l’artista attraverso le sue canzoni più conosciute. Come sempre buona lettura e buon ascolto.

Splendido Splendente

Un brano dal sapore disco music, che si fa forte di quei cori da antica scuola italiana e dalla solita voce tra il provocante e l’irrisorio. Il pezzo è uno dei grandi successi del 1979, un pop innovativo per l’epoca ma la Rettore è brava a rendere fruibile il genere a tutti. Grazie a questo brano, Donatella, conquista di diritto, e a pieno merito, un posto di rilievo all’interno di una società ancora fortemente maschilista.

Kobra

La canzone che ha diviso l’Italia in due. Da una parte chi l’acclama e canta, dall’altra chi la critica. Volutamente provocatoria, con tantissimi doppi sensi, la canzone presta il fianco a una lettura molto maliziosa. Il testo non sembra lasciare molti dubbi sul fatto che il gioco sui doppi sensi sia stato voluto da una cantante simbolo dell’irriverenza e della trasgressione. L’unica certezza è che a distanza di anni la canzone continua ad essere cantata e resta una dei brani più conosciuti di Donatella.

Lamette

Siamo nel 1982, e mentre la disco impazza, Donatella Rettore spiazza tutti con questo brano meno pop e un po’ più rock. Questa è l’evoluzione musicale di Donatella che con Lamette prende spunto a piene mani dalla musica americana. Una rivisitazione del rock commerciale con un testo leggero, a tratti banale, ma con parti ripetitive fatte ad hoc per rimanere nella testa degli ascoltatori. La batteria molto marcata, e la linea di basso molto ritmata, fanno da padroni a questo pezzo decisamente più strumentale rispetto agli altri.

Di notte specialmente

Ultimo pezzo della nostra selezione datato 1994. L’ondata del rock che ha colpito a pieno il nostro paese si è ritirata in favore delle cosiddette Power Ballad. Anche Donatella Rettore fa un passo in questa direzione, presentando questo pezzo al Festival di Sanremo. Una ballad che non ebbe un particolare successo alla gara canora ma che fu premiata dalle vendite e dagli ascolti.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.

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