Arte e Intrattenimento

Filastrocche sui mesi dell’anno: Renzo Pezzani e Luigi Santucci spiegano il tempo ai bambini

Nel nuovo appuntamento della rubrica Letteratura per l’Infanzia, due Filastrocche sui mesi dell’anno; Renzo Pezzani e Luigi Santucci spiegano, con i loro versi, lo scorrere del tempo ai bambini. Il fluire dei mesi, le loro caratteristiche e peculiarità che li contraddistinguono.

Filastrocche sui mesi dell’anno: Vien gennaio freddoloso di Luigi Santucci

Le Filastrocche sui mesi dell’anno rimandano, sicuramente, ai tempi delle elementari quando si imparava la consueta poesia sui mesi per apprendere da quanti giorni, quest’ultimi, fossero composti. La pratica delle poesie per bambini, un tempo più in uso, serviva didatticamente a insegnare ai piccoli allievi situazioni quotidiane tramite immagini divertenti ed esercizio mnemonico. Una delle prime filastrocche sui mesi dell’anno da citare, è quella del poeta Luigi Santucci; ritenuto dalla critica come il principale narratore milanese della seconda metà nel Novecento. Luigi Santucci si laurea in Lettere Moderne proprio con una tesi sulla letteratura infantile: Limiti e ragioni della letteratura infantile, (Firenze, Barbera, 1942). Successivamente modificata e ampliata in La letteratura infantile (Fabbri editori, 1958). Nel 1942, Benedetto Croce fa una dichiarazione sull’elaborato del Santucci, affermando come quest’ultimo avesse colto la «buona analisi dell’anima dei fanciulli».

Vien gennaio freddoloso
con la barba di ghiaccioli,
sotto il ciel cupo e nevoso
con i suoi undici figlioli.

Son febbraio, marzo e aprile,
maggio, giugno, luglio e agosto;
poi settembre il più gentile,
ed ottobre col suo mosto.

Ed infin novembre, brullo,
e dicembre, ultimo nato,
che riporta a ogni fanciullo
il Natal tanto sognato.

Che simpatica famiglia
reca sotto il suo mantello!
Nessun mese si somiglia:
e a suo modo ognuno è bello

Questa poesia, da annoverare fra le Filastrocche sui mesi dell’anno, mette al centro il mese di gennaio; iniziatore, capofila, e foriero di novità, un po’ come la mitologia latina insegna con la figura del Dio Giano da cui Ianuarius prende il nome. Ecco, gennaio sopraggiunge freddoloso e gelido con la schiera dei suoi undici figli: i mesi primaverili che lasciano il posto all’estate, la mitezza di settembre e ottobre col suo profumo inebriante di mosto. E ancora lo spoglio Novembre e l’ultimo, il più piccolo, dicembre; che riporta la felicità del Natale.

Ogni mese ha una propria peculiarità che lo caratterizza; il tempo scorre e così le stagioni ma nessun mese è uguale all’altro ed è proprio questo che lo rende bellissimo e unico.

Renzo Pezzani e i mesi dell’anno

Renzo Pezzani è stato uno dei più grandi poeti per bambini. Quello che impressiona di Renzo Pezzani è la copiosa produzione letteraria riservata al mondo dell’infanzia: una penna semplice, la sua. Nessun orpello, solo componimenti che rifuggono le leziosità poiché imbevuti di genuinità, umiltà, amore. Ma chi è il poeta per Pezzani? Colui che non rifugge il proprio passato di bambino, né dimentica il bambino che è stato ma, anzi, lo accoglie. Pezzani, infatti, si batte per l’utilizzo della poesia come strumento educativo.

Dice Gennaio “Chiudete quell’uscio!”
Dice Febbraio “Io sto nel mio guscio!”
Marzo apre gli occhi e inventa i colori;
Aprile copre ogni prato di fiori;
Maggio ti porge la rosa più bella;
Giugno ha nel pugno una spiga e una stella;
Luglio si beve un ruscello d’un fiato;
Sonnecchia Agosto in un’ombra sdraiato;
Settembre morde le uve violette;
Più saggio Ottobre nel tino le mette;
Novembre fà di ogni sterpo fascina;
Verso il Presepio Dicembre cammina!

Questa poesia, anche lei rientrante nell’elenco delle Filastrocche sui mesi dell’anno, ha la medesima struttura del componimento precedente. Il verso inizia con il nome di ogni mese e, a quest’ultimo, il poeta accosta una caratteristica che lo contraddistingue utilizzando delle metafore. Seppur queste filastrocche siano, ovviamente, composte in toni ludici poiché riservate ai bambini, lo scheletro dei componimenti fa pensare a un’altra poesia, seppur in musica, sui mesi dell’anno e questa volta, per adulti: Canzone dei dodici mesi di Francesco Guccini. Paragone azzardato, eppure, esistono delle analogie: il tempo è importante per gli uomini ed è scandito dal fluire delle stagioni e dei mesi.

Accade in Guccini, rivolto al realismo della vita: ”diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale”; e accade ai poeti dell’infanzia come Rodari, Pezzani, Valeri, Novaro, Gatto: insegnare in versi il tempo, scandirlo, e apprenderne l’unicità di ogni momento ma, anche, che differenza è opera delle azioni compiute e non degli anni trascorsi.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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