Il Natale si avvicina e Hogwarts è già in fermento: ecco chi darà vita alla nuova saga di Harry Potter.
A otto mesi dall’uscita della serie HBO, un documentario di 30 minuti ha già conquistato 24 paesi. Incontriamo il cast che dovrà portare il peso di una leggenda. Il 25 dicembre 2026 su HBO Max, la storia di “The Boy Who Lived” riparte da zero. Ma già oggi, grazie al documentario “Finding Harry: The Craft Behind the Magic” uscito a sorpresa il 5 aprile su HBO Max — sappiamo molto di più su chi abiterà il mondo di Hogwarts questa volta.

La voce di Hagrid ci fa da guida

"Finding Harry" il nuovo Harry Potter

Narrato da Nick Frost, che nella serie vestirà i panni del grande e buono Hagrid, il documentario di circa 25 minuti si presenta come uno sguardo intimo e artistico sulla realizzazione della tanto attesa produzione HBO. Frost è una scelta tanto azzeccata quanto furba: la sua voce rassicurante, la sua presenza fisica fuori dagli schermi che già immaginiamo dentro la capanna ai margini di Hogwarts, funzionano come una specie di passaporto emotivo. Non è solo un narratore: è già un personaggio, e questo si sente.

Il trio dorato: 40.000 bambini per tre ruoli

Se c’è una sequenza che nel documentario fa trattenere il fiato, è quella dedicata alla ricerca del nuovo trio protagonista. La casting director rivela che sono stati visionati oltre 40.000 provini prima di arrivare a Dominic McLaughlin, Arabella Stanton e Alastair Stout, scelti per interpretare rispettivamente Harry Potter, Hermione Granger e Ron Weasley. Quarantamila bambini. È un numero che, detto così, stordisce. Eppure è esattamente il tipo di dato che ti fa capire con quale serietà HBO stia affrontando questa operazione. Non si tratta di un reboot improvvisato, ma di una scommessa ponderata, costruita mattone su mattone.

Nel documentario “Finding Harry”, McLaughlin, Stout e Stanton vengono brevemente inquadrati mentre provano le scene, si preparano, si legano e ridono insieme. Questo spaccato di backstage dice qualcosa di importante: tra loro c’è chimica, c’è gioco, c’è quella spontaneità che nella saga originale era uno dei collanti invisibili ma fondamentali.

Lithgow, il nuovo, mirabolante Dumbledore

Se i tre ragazzi portano il peso del futuro, è John Lithgow a incarnare l’anima più profonda di questa produzione. L’attore premio Emmy e Golden Globe prende il posto di Richard Harris e Michael Gambon nei panni di Albus Silente, e nel documentario si vede subito che ha assorbito la grandiosità del personaggio senza lasciarsi schiacciare.

Nelle riprese del documentario, Lithgow descrive le storie di Harry Potter come “un fenomeno straordinario” e riflette sulla possibilità di reimmaginare il canone, di “lasciarlo respirare” e di portare in scena tutto quello che nei libri accade fuori campo. È una dichiarazione d’intenti precisa: questa serie non vuole replicare i film, vuole superarli nella fedeltà al testo originale. E con otto episodi per la prima stagione, come confermato dallo stesso Lithgow nel documentario, lo spazio per raccontare di più c’è davvero.

McTeer come McGranitt: “Wow”

Janet McTeer, che interpreterà la Professoressa Minerva McGranitt, riflette sulla grandiosità della Grande Sala, dove conduce la Cerimonia dello Smistamento, descrivendo, nel documentario “Finding Harry: The Craft Behind the Magic“, la sua prima volta sul set con un semplice, eloquente “Wow”. Un “Wow” che vale mille analisi. McTeer è un’attrice di razza, con le sue due nomination agli Oscar, teatro e cinema di qualità. Vederla così genuinamente stupita davanti a una scenografia racconta quanto il reparto produzione abbia lavorato per creare qualcosa di visivamente nuovo e non semplicemente riciclato.

Paapa Essiedu è Piton: la scelta più attesa, ma anche la più controversa

Non si può parlare del cast senza affrontare la questione che divide il fandom. Paapa Essiedu, acclamato attore britannico noto per “I May Destroy You” e “The Bear”, è stato scelto per interpretare il Professor Severus Piton un casting che ha sollevato accese discussioni online, principalmente per ragioni legate alla rappresentazione razziale del personaggio. Essiedu è nero, Piton nei libri non ha una descrizione etnica esplicita, ma nell’immaginario collettivo, costruito soprattutto dai film, il personaggio è sempre stato bianco.

Nel documentario appare brevemente, e basta quella manciata di secondi per intuire che sta portando al personaggio una profondità nuova. Chi ha già visto il suo lavoro su schermo sa che Essiedu non recita mai in superficie.

Il Natale 2026 è lontano. Ma Hogwarts è già qui, da qualche parte tra i corridoi di Leavesden, dove le cineprese girano e tre ragazzini imparano ad essere Harry, Ron e Hermione. Senza i nostri occhi addosso, per ora. Presto, però, il Cappello Parlante tornerà a parlare. E il mondo intero sarà in ascolto.

Angela della Ventura

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