I recenti attacchi contro l’Iran da parte di Israele e Stati Uniti hanno costretto numerosi paesi a fare i conti con quanto sta accadendo. In questo momento il primo ministro del Giappone, Sanae Takaichi, ha dichiarato che il paese adotterà misure volte a prepararsi a qualsivoglia rischio. L’obiettivo preminente del governo è quello di salvaguardare l’incolumità dei cittadini giapponesi residenti in Medio Oriente. Altresì, è di interesse anche collaborare con i paesi interessati per ridurre al minimo l’impatto sull’economia e sulla sicurezza.
Il Giappone attua misure di sicurezza, conseguente impatto anche sui trasporti
Una riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale, svoltasi presso l’ufficio del Primo Ministro sabato sera, ha visto la partecipazione di diversi membri, tra cui: Takaichi, il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi e il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi. Secondo quanto riferito da Motegi, i cittadini giapponesi attualmente presenti sul suolo iraniano sono circa 200. Attualmente non sono stati registrati feriti o vittime. Nonostante ciò, ancor prima che gli attacchi si concretizzassero, Takaichi aveva riferito ai giornalisti di aver incaricato le agenzie governative di garantire la sicurezza dei cittadini, non solo in Iran e Israele, ma anche in altri paesi come Bahrain, Qatar e Emirati Arabi Uniti.
Il governo, in seguito al primo attacco registrato, ha istituito un ufficio di collegamento informativo sulla situazione iraniana. Inoltre, sabato ha chiesto ai connazionali non solo di stare lontani dalle basi militari, ma anche di evacuare tempestivamente la zona. La Japan Airlines, infatti, ha già annunciato che cancellerà i voli tra Haneda a Tokyo e Doha fino a martedì. In questo momento la massima priorità è garantire la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio. Similmente, anche il transito navale attraverso lo Stretto di Hormuz è stato temporaneamente sospeso da Nippon Yusen. Secondo quanto riferito da un portavoce, anche una delle principali compagnie di navigazione, Kawasaki Kisen Kaisha, ha incaricato le proprie navi nel Golfo di rimanere in attesa.
Possibili complicazioni per il Giappone di individuare una posizione in merito agli attacchi
In questo scenario incerto e preoccupante, il Capo di Gabinetto Minoru Kihara ha ribadito l’opposizione del Giappone al programma di sviluppo di armi nucleari dell’Iran. Contemporaneamente, Kihara ha lasciato intendere una certa comprensione per le motivazioni che hanno spinta Stati Uniti e Israele ad attaccare. «Lo sviluppo delle armi nucleari da parte dell’Iran non può essere tollerata affatto», ha ribadito ulteriormente Kihara in una conferenza stampa. Inoltre, ha evidenziato l’importanza dei colloqui tra USA e Iran per «risolvere la questione nucleare iraniana.» «Il nostro paese -ha aggiunto- ha sostenuto con forza queste discussioni». L’intenzione è di premere ancora verso l’interruzione dello sviluppo di armi nucleari , aggiungendo che «il Giappone rispetta valori e principi come la libertà, la democrazia e lo stato di diritto come propria posizione fondamentale».
Le azioni di Stati Uniti e Israele, tuttavia, non sono state commentate. Il Giappone, difatti, dipende per il 90% delle sue importazioni di petrolio greggio dal Medio Oriente. Attualmente il paese è in difficoltà tra le relazioni amichevoli con l’Iran e gli interessi del suo alleato, gli Stati Uniti. Per questa ragione Takaichi potrebbe riscontrare complicazioni per evidenziare la posizione effettiva del Giappone in merito agli attacchi.
Stefania Cirillo




