Cultura

Giornata Internazionale della visibilità Transgender, l’arte promotrice di inclusività

La Giornata Internazionale della visibilità Transgender, si celebra oggi 31 marzo. Nata nel 2009, questa ricorrenza si celebra ogni anno a partire da allora, ed è stata fondata da Rachel Crandal, attivista trans americana. Giornata importante non solo per chi si sente coinvolto direttamente, ma anche e soprattutto per chi guarda a queste persone con diffidenza. Ebbene sì, nel 2022, c’è ancora chi ha bisogno di essere istruito riguardo alcuni temi. Il mondo dell’arte ci può dare una grande mano a proposito di sensibilizzazione.

Fortemente voluta, lo scopo della Giornata della visibilità Transgender, è primo su tutti quello di sensibilizzare la gente all’inclusione delle persone transgender e cercare di andare contro le discriminazioni e far sapere alla società che ci sono, che esistono e soprattutto che c’è bisogno di diritti.

Visibilità transgender nell’arte antica

Contrariamente a quanto si possa pensare superficialmente, il tema della sessualità non binaria, fluida, dell’intersessualità e della transessualità non è argomento di nascita recente. Probabilmente dal punto di vista giuridico e dei diritti civili è qualcosa di vergognosamente troppo recente e tanta strada va ancora fatta a riguardo. Per quanto riguarda il mondo dell’arte, invece, l’origine di questo tema è molto più antico di quanto si possa immaginare.

Statuetta ermafrodita proveniente da Erythrai in Asia Minore. Periodo ellenistico_photocredit:wikipedia
Statuetta ermafrodita proveniente da Erythrai in Asia Minore. Periodo ellenistico_photocredit:wikipedia

Nell’antica Grecia, ad esempio, la pratica del travestimento era molto diffusa. Non si parla però di travestimenti fini a se stessi, in quanto maschere teatrali o simili. Il travestimento aveva un significato più profondo e legato alla religione e alla mitologia. Molte le antiche figure di eroe, ben note per aver cambiato, temporaneamente o definitivamente, identità di genere. Alcune di queste sono diventate degli autentici transessuali

Niente di “scandaloso” quindi, ma soprattutto niente di così fuori dal comune. Erano pratiche e concezioni ben consolidate nella cultura di un popolo che, per tanti versi, può essere definito all’avanguardia rispetto ai tempi d’oggi. Cos’è cambiato allora? Perché poi si è passati ad una concezione negativa del termine e della persona trans? Perché, nel 2022 dobbiamo ancora trovarci di fronte ad atti denigratori e violenti verso le persone trans? 

Gerda e Einar/Lili

 Regina di cuori, 1928_photocredit:rocaille
Regina di cuori, 1928_photocredit:rocaille

C’è chi ha ipotizzato di vedere Leonardo da Vinci in abiti femminili quando si parla della “Monnalisa”. Ma al di là delle ipotesi, c’è, invece, chi il mondo trans lo ha davvero rappresentato. Gerda Wegener. Forse anche un po’ inconsapevole, la pittrice, danese di nascita, francese di famiglia, nata nel 1889, ha rappresentato nei suoi quadri dai soggetti femminili quelle che a posteriori potremmo definire delle vere e proprie donne trans. Il suo primo marito, Einar Wegener, artista di talento, ha sacrificato la propria carriera per aiutare la giovane moglie. Inizia a vestirsi da donna, nel segreto della casa, trasformandosi poco a poco nella modella preferita dalla moglie. Fino alla fine Einar decide di cambiare sesso e nel 1930, grazie alla prima operazione registrata di vaginoplastica, Einar diventa Lili Elbe.

Lili e Gerda, Verso Anacapri, 1922_photocredit:rocaille
Lili e Gerda, Verso Anacapri, 1922_photocredit:rocaille

Marcel Duchamp alias Rrose Sélavy

Perché non starnutire Rrose Sélavy, 1964_photocredit:wikipedia
Perché non starnutire Rrose Sélavy, 1964_photocredit:wikipedia

Marcel Duchamp è considerato uno degli artisti più importanti della storia dell’arte. Pioniere dell’arte concettuale ed esponente di spicco del dadaismo. La sua arte si contraddistingue per una profonda ironia, che invita alla riflessione. Sfidando le opinioni e la morale comune decide di “mettere in scena” il suo alter ego: Rrose Sélavy. il personaggio di Sélavy emerge, per la prima volta, nel 1921 in una serie di fotografie di Man Ray. Con questo travestimento Duchamp non voleva solo provocare. Utilizzò il suo corpo e la sua identità per mettere in discussione la “tradizione”. Due delle opere più famose opere firmate da Sélavy sono la scultura dal titolo “Perché non starnutire Rrose Sélavy?” e “Belle Haleine, Eau de Voilette”.

Belle Haleine, Eau de Voilette, 1920-21_photocredit:wikipedia
Belle Haleine, Eau de Voilette, 1920-21_photocredit:wikipedia

Giornata visibilità transgender, l’arte di Warhol e degli artisti contemporanei

E poi c’è Andy Warhol. Il padre della Pop Art che, nel 1974, fece una serie di ritratti inediti di drag queen e donne transessuali che hanno posato per lui, nel famoso club all’angolo tra la Eighth Avenue e la West 45th Street. Warhol è indubbiamente stato un precursore dei tempi, occupandosi di tematiche LGBT+ in un momento storico delicato per i diritti di omosessuali e transessuali. Grazie alla sua arte è stata data voce a uomini e donne che hanno lottato per le generazioni future.

Warhol, 1974_photocredit:artnet
Warhol, 1974_photocredit:artnet

Artisti contemporanei che cercano quotidianamente con la loro arte di sensibilizzare e dare visibilità al tema del transgender, ce ne sono per fortuna molti. Ne abbiamo però scelto uno. Mark Aguhar. Artista multidisciplinare, di origine filippina, si è suicidat* nel 2013, morendo così a soli 26 anni.

Mark Aguhar_photocredit:degenerateartstream
Mark Aguhar_photocredit:degenerateartstream

“Il mio lavoro riguarda la visibilità. Il mio lavoro riguarda il fatto che sono una persona genderqueer di colore, grasso, effemminato, gay, femminista e non so davvero cosa fare con quell’identità in questo mondo. È quella cosa in cui sei cresciuto imparando ad odiare ogni aspetto di te stesso e disimparare tutta quella miseria è davvero difficile da fare. È quella cosa in cui rimpiangi tutto ciò che hai fatto perché è così complice dell’egemonia bianca. È quella cosa in cui ti rendi conto che i tuoi tentativi alla manipolazione e al potere passivo-aggressivo non hanno scampo contro le forme strutturali di dominio sul tuo corpo, è quella cosa in cui l’unico modo per far fronte alla realtà della tua situazione è fingere che non esista, perché la leggerezza è un privilegio che non possiedi, ma farai comunque finta di averlo”.

Ilaria Festa

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