Guerra, materiale umanitario sostituiti da armi

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Di Redazione Metropolitan

Sono partiti dall’aeroporto di Pisa un carico d’armi diretto in Polonia. Manifestanti hanno coinvolto l’Unione sindacale sulla questione.

Lavoratori si lamentano del carico d’armi

Lavoratori hanno protestato sulla presunta spedizione di un carico d’armi dall’aeroporto Galileo Galilei di Pisa. Le casse di armi erano dirette in Polonia. Tale situazione ha causato la disapprovazione di diversi lavoratori che si sono rifiutati di proseguire con l’operazione.

In questi ultimi giorni molteplici sono stati i voli che dall’Italia erano diretti in Polonia. Da Pisa, Grosseto e Pratica di Mare voli militari hanno volato verso la base militare Rzeszow.

La segnalazione da parte dei lavoratori è avvenuta sabato in seguito a quanto scoperto

Mentre ancora si fa finta di discutere sull’intervento in Ucraina dal territorio italiano partono carichi di armi non soltanto dagli aeroporti militari ma anche da quelli civili

L’Italia aveva detto che si sarebbe impegnata nella spedizione di armi e munizioni per aiutare la crisi che sta distruggendo l’Ucraina. Però, alla base di quanto è accaduto sabato, il problema sembra essere la spedizione di armi avvenuta da un aeroporto civile.

Dal Cargo Village presso l’aeroporto civile partono voli ‘umanitari’, che dovrebbero essere riempiti di vettovaglie, viveri, medicinali e quant’altro utile per le popolazioni ucraine tormentate da settimane da bombardamenti e combattimenti. Ma non è così, quando si sono presentati sotto l’aereo, i lavoratori addetti al carico si sono trovati di fronte casse piene di armi di vario tipo, munizioni, esplosivi

Così è quanto è stato affermato dall’Unione Sindacale di base.

Di fronte a questo fatto i lavoratori si sono rifiutati di proseguire con il carico di materiale che alimenta sempre di più la guerra.

L’Usb ha segnalato una manifestazione che si terrà il giorno 19 marzo alle ore 15 davanti all’aeroporto Galileo Galilei, dove un gruppo di lavoratori protesterà in seguito alla guerra in Ucraina e alla spedizione di armi in partenza dalla nostra nazione.

Rebecca-Asia Spadon

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