Halloween: l’importanza della colonna sonora

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Di Redazione Metropolitan

Photo credits: quinlan.it

Halloween – La notte delle streghe è il terzo lungometraggio diretto da John Carpenter nel 1978. Due sono gli elementi che hanno fatto di Halloween un film cult: Michael Myers, killer psicopatico scappato dal manicomio per tornare nella sua città natale, Haddonfield, e la colonna sonora, composta dallo stesso Carpenter.

Il connubio perfetto tra musica e immagine in Halloween lascia un segno indelebile nello spettatore. Infatti è pressoché impossibile pensare al film senza iniziare a sentire l’incalzante e ansiogena colonna sonora. Il regista fonde alla perfezione la dimensione visiva del film con quella musicale: per certi versi, Michael Myers e la musica sono la medesima cosa.

Un main theme inconfondibile

Halloween theme

Il regista di Halloween, al fine di realizzare una colonna sonora accattivante e frenetica, trae ispirazione dal motivo principale di Profondo Rosso (pellicola di Dario Argento del 1975), composto dai Goblin appositamente per il film. Caratteristica del main theme della pellicola di Carpenter è la semplicità. David Gordon Green, regista del remake di Halloween del 2018, afferma:

Il tema originale nella sua semplicità si adatta perfettamente al film. È quasi come “Lo Squalo”. Non hai bisogno di una sinfonia per suggerirti emozioni

Halloween, infatti, è privo di musiche sinfoniche elaborate. Il Tema principale è costruito su una melodia suonata al pianoforte piuttosto semplice, scritta nell’inusuale metrica di 5/4. Il massiccio uso dei Synth grava sull’emotività dello spettatore, il quale si sente immediatamente pervaso dall’angoscia. Per via della sua efficace semplicità, la melodia è estremamente orecchiabile, e ciò fa sì che il motivo, una volta ascoltato, non possa essere dimenticato.

Il pericolo è sempre dietro l’angolo

Un’altra caratteristica interessante della musica di Halloween è la sua onnipresenza.

Lo spettatore, pervaso dalla musica, è catapultato in uno stato di disorientamento costante. Il susseguirsi incessante dei pochi temi musicali della colonna sonora lasciano trapelare per l’intera durata del film il fatto che Michael Myers potrebbe celarsi dietro l’angolo in qualsiasi momento. Di conseguenza, il pubblico non è in grado di anticipare l’attimo in cui il killer apparirà. La sensazione di claustrofobia è centrale anche nelle scene apparentemente tranquille. Eccone un esempio:

Halloween – Laurie walks to school scene

La traccia che accompagna la protagonista, “Laurie’s theme”, mentre attraversa i cupi e semi-deserti viali di Haddonfield, consolida il senso di straniamento nello spettatore. La leggera e, al contempo, ossessiva melodia è sostenuta dall’inquieto pianoforte, dando origine ad una sensazione di incertezza e vulnerabilità.

L’ Ombra ti insegue

https://www.youtube.com/watch?v=5bUuptcEcWY
The shape stalks

È sulle note di “The shape stalks” che la tensione giunge al suo apice: Michael Myers insegue, a passo meccanico e sostenuto, le sue vittime. Anche in questo caso, la semplicità è l’essenza del brano: bastano una nota di pianoforte, un ritmo incalzante e poco altro. Man mano che il killer si avvicina, la musica si fa più incalzante, dando allo spettatore la sensazione di essere inseguito. Solo quando ormai la vittima è spacciata, la tensione abbandona il pubblico.

Matteo Tarragoni

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