Dal 1976 al 1978, David Bowie e l’amico e collega Iggy Pop trascorsero due anni a Berlino. Consumati dall’uso di sostanze stupefacenti, i due artisti si erano rifugiati nella capitale tedesca, in fuga dai loro demoni. In effetti, il biennio berlinese li aiutò a disintossicarsi (almeno in parte), e il cantautore britannico compose alcuni dei suoi brani più significativi proprio in quel periodo. Mentre lui -seppure a fatica, e con molte ricadute- risaliva dagli abissi, una sua giovane fan stava velocemente sprofondando nelle sabbie mobili della dipendenza. Era nata ad Amburgo, era nel pieno dell’adolescenza, e si chiamava Vera Christiane Felscherinow: era Christiane F.
L’incontro tra David Bowie e Christiane F.
Durante la loro permanenza a Berlino, Bowie e Iggy Pop frequentavano assiduamente la discoteca Dschungel, all’epoca una delle più in voga. Proprio nel locale, Christiane riuscì a incontrare per la prima volta il suo idolo. Come lei stessa racconta, un paio di volte riuscì anche a scambiare quattro chiacchiere con lui, nonostante non parlasse bene l’inglese. Le loro strade, tuttavia, si erano già incrociate una volta.
Il 10 aprile 1976, l’Isolar Tour, tournée in supporto all’album Station to Station, aveva portato Bowie a esibirsi alla Deutschlandhalle di Berlino Ovest. Allo storico concerto, il primo del cantante in città, tra le migliaia di persone accorse c’era anche la quattordicenne Christiane. In quell’occasione, aveva potuto vedere per la prima volta il suo idolo in scena; quella sera, però, era successo anche altro.
Sopravvivere, nonostante tutto
Subito dopo lo show, infatti, la ragazza aveva provato per la prima volta l’eroina. Racimolata la somma necessaria, aveva deciso di fare il “grande passo”, raggiungendo così il punto di non ritorno. Il contatto con la “minaccia bianca” segnò profondamente il suo destino: come si legge nella celebre biografia Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, da quel momento in poi non ci fu più spazio per la famiglia, per gli affetti, per la scuola, e persino per la musica.
Se, fino ad allora, nella teenager era rimasta qualche traccia d’innocenza, il nuovo stadio della dipendenza la isolò totalmente, fino a farle toccare il fondo. Per fortuna, però, anche lei riuscì a tornare in superficie e a restare a galla, nonostante i continui incidenti di percorso. La sua storia diventò un libro, e poi un film, al quale prese parte lo stesso David Bowie, il suo beniamino. Durante la campagna promozionale del lungometraggio, i due si incontrarono nuovamente: entrambi, in qualche modo, erano sopravvissuti a loro stessi.
Federica Checchia





