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Il 25 luglio 1943, il giorno della caduta del regime fascista in Italia

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Il 25 Luglio 1943 passò alla storia italiana come il giorno che segnò la caduta del regime fascista. In quel 25 luglio, il Gran Consiglio del fascismo sfiduciò Mussolini, il Duce venne fatto arrestare dal Re e al suo posto venne chiamato per formare un nuovo governo il generale Badoglio. La popolazione italiana festeggiò con entusiasmo la caduta del regime, anche se non tardò a ricostruirsi nel Nord Italia. La caduta del fascismo avrebbe dovuto portare un pò di pace in un paese devastato, sotto tutti i punti di vista, dalla Seconda guerra mondiale, ma così non fu.

La nascita del regime fascista

Il fascismo nacque dapprima come un movimento politico fortemente contrario al socialismo. Il suo fondatore fu Benito Mussolini, ma ben presto si trasformò in un regime autoritario. All’epoca il fascismo si presentava come una terza via economica e sociale per uno stato: non era capitalista come gli Stati Uniti o l’Inghilterra ed era fortemente avverso al comunismo.

Dopo la Marcia su Roma, il 28 ottobre del 1922, l’ascesa al potere del fascismo fu molto rapida. Dopo soli tre anni, Mussolini riuscì a creare il suo regime, anche se non del tutto totalitario. Al contrario del nazismo in Germania, in cui Hitler acquisì tutte le cariche politiche e nessuno poteva destituirlo, il fascismo aveva una grossa falla nel sistema: il Re. Vittorio Emanuele III di Savoia, infatti, rappresentava il più grande pericolo per Mussolini.

Quando la situazione in Italia incominciò a degenerare? Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Mussolini strinse il famoso patto ”d’Acciaio’‘ con Hitler, poco prima che la guerra scoppiasse. Anche qui possiamo riscontrare una differenza sostanziale: la Germania aveva armamenti, veicoli e soldati eccellenti, Mussolini no. Questo portò in Italia tanta povertà, sconfitta e rimpianti.

La caduta del fasciamo in Italia

Nel 1943, l’Italia aveva capito che ormai la guerra era persa. Con l’arrivo degli americani e la sconfitta di Hitler in Russia, le sorti erano già segnate.  Per evitare la totale disfatta era necessario avviare trattative di pace con gli Alleati, ma Mussolini si rifiutò, per nessun motivo voleva abbandonare la guerra. L’unico modo in cui i gerarchi fascisti e la monarchia potevano proseguire con il loro piano di pace era eliminare Mussolini.

Il 25 luglio il Gran Consiglio del Fascismo e il Re scomunicarono Mussolini che venne arrestato. Le camicie nere scomparvero e i busti di Mussolini vennero distrutti. L’8 settembre 1943, il nuovo capo del governo, Badoglio comunicò ufficialmente per radio la firma dell’armistizio con gli Alleati. L’Italia cambiava schieramento, portando alla popolazione una devastazione ancora maggiore.

La sorte più dura la ebbe il Nord Italia, occupato immediatamente dai tedeschi, in cui risorse dalle ceneri il regime. Mussolini venne liberato dai soldati nazisti e si venne a creare la Repubblica sociale Italiana con capitale Salò. Solo alla fine della guerra, con la vittoria degli Alleati, l’Italia si liberò definitivamente del regime. Alle 16:10 del 28 aprile 1945, Benito Mussolini e Claretta Petacci furono fucilati davanti al cancello di Villa Belmonte, sul lago di Como.

Federica Tocco

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