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Zack Snyder non è un buon regista – Parte 5: Il regno di Ga Hoole

Quinto appuntamento con la nostra rubrica dedicata a Zack Snyder, oggi con il suo primo film d’animazione, Il regno di Ga’Hoole.

Tra 2009 e 2011, Snyder riuscì a presentare almeno un film per anno. Impresa difficile, soprattutto nel moderno mondo del cinema, e sorprendente, se si pensa che il precedente Watchmen era stato un grande flop. Tuttavia, il regista di Green Bay stava preparando il suo debutto nel cinema d’animazione già dal 2007. Un adattamento dei primi tre romanzi della serie letteraria per bambini I guardiani di Ga’Hoole, in cui i protagonisti sono giovani gufi guerrieri.

La leggenda dei Guardiani

Ga'Hoole
Soren abbraccia Gylfie – Photo credits: web

Kludd e Soren sono due fratelli che vivono tranquilli nella foresta con i loro genitori. Quest’ultimo, in particolare, è ossessionato dalla leggenda della battaglia tra i malvagi Puri e i Guardiani di Ga’Hoole. Un giorno, mentre i due fratelli fanno pratica di volo, vengono rapiti proprio da un gruppo di Puri, che schiavizzano giovani volatili per far di loro soldati o servitori. Il gruppo si starebbe preparando per una nuova guerra con i Guardiani; ma mentre Kludd sembra apprezzare la permanenza con i Puri, Soren vuole ribellarsi e raggiungere i Guardiani.

Pur non essendo prodotto da un gigante dell’animazione, Ga’Hoole colpisce senza dubbio per la sua qualità grafica. I modelli 3D sono di ottima fattura per essere un film del 2010, così come lo sono i movimenti dei personaggi. Inoltre, è affascinante come i modelli dei gufi riescano ad essere precisi, eppure non per questo “fastidiosi” da vedere animati come esseri umani. Insomma, sono lontani dalle chimere che avremmo poi visto in pellicole come il remake de Il Re Leone.
Anche le scenografie sono ben curate, così come le animazioni relative agli effetti ambientali: acqua, fuoco e campi magnetici.

Bambini soldato

Come in ogni film di Snyder, però, uno degli aspetti analizzati è la violenza. Ancora una volta, ci troviamo di fronte ad un’opera in cui le vite dei protagonisti sono sconvolte da questa irresistibile forza che porta le persone a farsi del male. Qui la violenza porta anche i due fratelli protagonisti a combattere tra loro. In realtà, colpisce molto di più il fatto che, a combattere, siano dei bambini. Bambini che vengono rapiti da questi fanatici della guerra che vivono in caverne buie, desiderosi di riprendere un conflitto interrotto secoli prima.
Come in 300, per altro, anche qui i “cattivi” sono, al solito, brutti, sanguinari e deformi. I “buoni”, invece, sono belli e colti, vivono in alberi e suonano buona musica. Ciononostante, alcuni personaggi sembrano contro la guerra: Ezylryb, veterano dell’antico conflitto tra Puri e Guardiani, racconta di come abbia combattuto per dovere, ma che non ci sia nulla di bello in ciò.

Tante belle parole, che però risultano difficili da prendere sul serio, quando, tra spettacolari rallenty, esplosioni e lacerazioni acrobatiche, la guerra viene presentata con bellezza. Come qualcosa di divertente e nobilitante. Il tutto, come detto, prende un piega anche più bizzarra se si pensa che a combattere sono dei bambini.

Scrittura inconsistente

I bei combattimenti e l’immancabile fotografia fredda riusciranno forse a distrarre il pubblico più giovane, ma per il resto, c’è ben poco da apprezzare. Specie quando, oltre ai dialoghi che contraddicono il tono e il messaggio del film, sembrano mancare intere scene. I personaggi spesso giungono a determinate conclusioni senza un particolare motivo, oppure maturano d’improvviso senza che ce ne venga data una spiegazione. Tra il secondo ed il terzo atto, è incomprensibile quanto tempo passi, o quanto si allenino i due fratelli per la battaglia finale.

Il regno di Ga’Hoole fallisce clamorosamente nel proporre qualcosa che possa colpire sia bambini che adulti. Per quanto provi fortemente a trattare tematiche mature come la guerra e l’odio, e a renderle accessibili anche ai bambini, incespica nel modo goffo in cui propone il tutto. Conclusa la visione, inoltre, è davvero difficile ricorda un momento degno di nota. Per quanto regga bene ancora oggi dal punto di vista visivo, Ga’Hoole è semplicemente un film incoerente e dimenticabile.

La prima parte
La seconda parte
La terza parte
La quarta parte
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