Joseph Pulitzer fu un famoso giornalista ed editore ungherese naturalizzato statunitense. Egli nacque il 10 Aprile 1847 a Makò e morì a Charleston il 29 Ottobre 1911. Il suo cognome ancora oggi è famoso per il prestigioso premio da lui istituito che vuole riconoscere ogni anno, dal 1917, l’eccellenza giornalistica americana. Tra le sue volontà nel testamento c’era la costruzione dell’attuale scuola di giornalismo più importante degli Stati Uniti, la “Columbia University School of Journalism” e 20 milioni di dollari da distribuire in 12 premi ( tra le categorie premiate anche quella del disegno umoristico e della fotografia).

Joseph Pulitzer, il supereroe del giornalismo: da cameriere a editore milionario

“Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca così che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce”.

Joseph Pulitzer

Joseph Pulitzer era un uomo che amava ricordare che “si era fatto da sè”. Approdato negli USA nel 1864 non conosceva neanche la lingua. Combatté nella guerra di secessione e si traferì a St. Louis, nel Missouri. Imparò l’inglese facendo il cameriere e andando ogni giorno a leggere in biblioteca. Il mestiere di giornalista gli è giunto per caso: lui ed altri uomini erano in cerca di un lavoro che gli permettesse una paga più accettabile, sfortunatamente furono vittime di frode. Si trattava di un impiego tra le piantagioni di zucchero. Gli fu detto di salire su una nave per raggiungere il luogo di lavoro, ma dopo 30 miglia e dopo aver preso 5 dollari a testa gli fu “gentilmente” chiesto di scendere dalla nave e di ritornare indietro. Joseph scrisse un articolo come denuncia dell’accaduto. Il giornale che accettò di pubblicarlo si chiamava “Westliche Post”. Così iniziò a scrivere e non smise più. Lavorava ben 16 ore al giorno e aveva soli 22 anni.

Nel 1872 acquistò sia il Westliche Post, sia il St. Louis Dispatch e li fuse. Iniziò subito ad avere successo perchè le sue notizie suscitavano l’interesse della gente comune, i maggiori acquirenti. Quando poi nel 1883 acquistò il New York World era già diventato un milionario e la sua bravura precedeva il suo denaro.

 Il suo modo di fare giornalismo era legato all’etica e alla volontà di scoprire nuove verità. Egli riteneva che il mestiere del giornalista fosse come quello di un supereroe, pronto a difendere l’oggettività degli eventi e a smascherare i colpevoli. Un servizio pubblico impiegato per migliorare la comunità.

“L’anima di un giornale sta nel suo senso morale, nel suo coraggio, nella sua integrità, nella sua umanità, nella sua considerazione per gli oppressi, nella sua indipendenza, nella sua devozione al benessere pubblico e nel suo desiderio di fornire un servizio pubblico”.

Joseph Pulitzer

Giusy Celeste

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