Il 23 aprile 1976 usciva “Ramones”, il primo album dell’omonima band che ha cambiato per sempre la loro storia e, soprattutto, quella della musica a livello internazionale. In un periodo di profonda recessione, fatto di disoccupazione, disincanto, proteste, e in cui regnavano sovrani generi come la disco – music e il rock progressivo, nasce, così, il punk, come fenomeno di protesta e contrapposizione a qualcosa che iniziava a risultare, per l’epoca, troppo stantio e restrittivo. Questo disco ha fatto da spartiacque tra quello che è stato e che sarebbe stato, tra un passato che risultava ingombrante, un presente perlopiù disgregato e in bilico e un futuro ancora tutto da scrivere ma fatto di sogni, speranze e voglia di cambiare le cose. 

Questo lavoro, che contiene 14 tracce, è contraddistinto dalla brevità dei brani, rispetto a quelli dei colleghi rock, un ritmo semplice e fondi esigui utilizzati per la realizzazione dello stesso. Anche questi dati risultano fondamentali per il cambio di rotta che hanno dato alla musica del tempo, caratterizzata da canzoni molto lunghe, mega eventi negli stadi e grandi risorse utilizzate per la produzione dei cd. Infine, molti sono i singoli diventati iconici, tra cui “Judy Is a Punk” e “Beat On the Brat”, come la stessa copertina del cd, scattata da Roberta Bailey, diventata l’emblema del punk. 

L’eredità musicale dei Ramones

Seppur con scarse vendite, almeno inizialmente, posizioni molto basse nella classifica Billboard e concerti prevalentemente nei club, anziché negli stadi come i grandi del rock della prima ondata, i Ramones, con le diverse canzoni del loro omonimo album, hanno portato nei vari angoli del mondo la loro arte, nuova, rivoluzionaria, all’avanguardia, che ha influenzato e fatto sognare molti giovani ragazzi e artisti che nel tempo sarebbero diventati a loro volta dei grandi, come gli U2, i Sex Pistols e gli Offsprings. 

L’eredità che la band newyorkese ha lasciato ai posteri è notevole e continua ad ispirare la musica contemporanea, che ha fatto propri la velocità dei brani, circa due o tre minuti a canzone, e l’utilizzo di pochissimi accordi che fanno da base a tutto il ritmo. Inoltre, a livello di genere, hanno motivato notevolmente i colleghi anglosassoni, che hanno fatto dei padri fondatori del punk – rock una grande fonte di ispirazione a cui fare riferimento per la propria arte, facendo propri anche i suoni essenziali e privi di virtuosismi fuori luogo e lo stile ribelle e minimalista degli abiti. 

Inoltre, il fatto che nel tempo abbiano iniziato a parlare anche di cause sociali e diritti umani, come alcuni del passato, prendendo posizioni nette e decise, ha fatto sì che si andasse a consolidare l’idea che la musica non sia priva di uno scopo più alto, ma che può ispirare e far smuovere le coscienze. 

Come le successive band si sono ispirate ai Ramones

Il fenomeno mondiale dei Ramones ha fatto sì che molte delle successive band e artisti che sono nate contestualmente, o poco dopo, siano rimaste talmente colpite dalla loro rivoluzione musicale da far propri sia il genere, che la brevità dei brani, i pochi accordi utilizzati e i temi trattati. 

Lungo questi cinquant’anni sono numerosi i cantanti in cui risulta evidente l’influenza del gruppo americano, si pensi ad alcuni grandi che ancora oggi vengono ricordati o fanno la storia della musica: Green DayThe OffspringBad ReligionThe ClashMetallicaU2Red Hot Chili PeppersBlink – 182. Questi solo alcuni dei tanti talenti che hanno dato spazio, nella loro arte, alla rivoluzione punk iniziata negli anni Settanta. 

Per i Green Day, negli album “Dookie”, del 1994, e “21 Century Breakdown”, del 2009, è lampante come le sonorità dei Ramones siano fondanti per tutta la realizzazione dei due dischi. Inoltre, gli stessi li hanno omaggiati più volte, come al Rock & Roll Hall of Fame, suonando canzoni come “Teenage Lobotomy” e “Rockaway Beach”.  Ogni singolo della band, formatasi nel 1987 a Rodeo, è un chiaro rimando alla musica punk del gruppo newyorkese, quasi come a volerli onorare per l’immenso contributo dato, pur mantenendo, però, una propria identità ben definita. 

Anche i The Clash, soprattutto agli inizi della propria carriera quando tentavano di farsi strada nel mondo musicale creando una propria identità unica e forte, traevano spunto dal genio dei Ramones, particolarmente evidente nell’omonimo album pubblicato nel 1977 di cui fa parte il brano “White Riot”, chiaramente ispirato dai suoni e ai giri di chitarra della band statunitense. O anche nella canzone “Police & Thieves”, dove viene inserita la menzione “Thight Wind”, la quale rimanda a “Blitzkrieg Bop”

Infine, i Red Hot Chili Peppers, anch’essi particolarmente stimolati dai padri fondatori del punk – rock. Il tributo più eclatante è quello del brano “Havana Affair”, cover realizzata nel 2003 e inserita nell’album “We’re a Happy Family – a Tribute to Ramones”. Ma anche “Readymade” in cui si possono sentire i suoni rock, hardcore e punk che rimandano inequivocabilmente al gruppo punk per eccellenza. 

Articolo di Ambra Gabriella Samonà