Ramones: quando il ‘basso costo’ diventa storia

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Di Alessandro Carugini

23 aprile 1976, usciva il primo album dei Ramones intitolato semplicemente Ramones. Un lavoro fatto al risparmio ed in breve tempo, destinato a diventare una pietra miliare del genere punk. Le radici primordiali del disco nacquero nello scantinato della madre di Joey Ramone. Tra quelle mura vennero scritti brani come “Judy Is a Punk”, “Blitzkrieg Bop” e vennero gettate le basi di quello che sarebbe stato il loro primo lavoro in studio.

Dai primi concerti al contratto con la Sire Records

I Ramones iniziarono a suonare a metà del 1974, con il loro primo spettacolo ai Performance Studios di New York City. La band si esibiva tipicamente nei club del centro di Manhattan, in particolare al CBGB e al Max’s Kansas City. All’inizio del 1975, Lisa Robinson, una giornalista di Hit Parader e Rock Scene, li vide dal vivo ed iniziò a parlare di loro nei suoi articoli. La Robinson era rimasta folgorata dal modo di suonare dei Ramones e si convinse che dovevano avere un contratto discografico. La giornalista contattò Danny Fields , ex manager degli Stooges. Alla fine del 1975, Fields divenne il manager dei Ramones.

I Ramones registrano un demo con le canzoni “Judy Is a Punk” e “I Wanna Be Your Boyfriend” da inviare alle varie etichette discografiche e mostrare il loro valore. Il produttore Craig Leon gli aveva visti dal vivo e portò il demo all’attenzione del presidente della Sire Records. Ai Ramones fu offerto un contratto dalla Sire, nonostante l’etichetta seguisse solo gruppi rock progressivi europei. L’accordo era quello di pubblicare un singolo, ma la band rifiutò, insistendo per registrare un intero album. Il management della Sire, sotto le pressioni dello stesso Leon, cedette alla richiesta della band e nel Gennaio del 1976 la band iniziò le registrazioni dell’album presso i Plaza Sound Studio.

I Ramones in studio

Le sessioni durarono una settimana per 6400 dollari. La base strumentale delle canzoni fu eseguita in 3 giorni mentre le parti vocali furono registrate in quattro giorni. Nel 2004, Leon ha ammesso di aver registrato Ramones rapidamente a causa del budget risicato.

Il processo di registrazione era una deliberata esagerazione delle tecniche utilizzate dai Beatles nei loro primi lavori. Il missaggio utilizzava anche tecniche più moderne per il tempo come la sovra incisione. La band ha anche utilizzato una tecnica nota come doubling, in cui la linea vocale utilizzata viene cantata due volte e sovrapposta.

Mickey Leigh (il fratello di Joey) e Leon hanno aggiunto in post produzione degli effetti di percussione, che non sono stati menzionati nelle note di copertina. Alla fine l’album aveva la qualità del ‘DO IT YOURSELF’ tipico del mondo punk ma avevano usato un alto grado di preparazione e professionalità tecnica. Questo mix si è trasformato in un album spinto e diretto. I brani presenti nell’album “Ramones” spaziavano dalla frivola canzone pop punk d’amore alla martellata ai signori della guerra. Il tutto condensato in poco meno di 30 minuti divisi in 14 brani.

Il disco inizialmente non ebbe successo, ma nel 2016 arrivò al primo posto nella classifica di Rolling Stone dei migliori album punk di tutti i tempi.

L’album Ramones canzone per canzone

Blitzkrieg Bop“, scritta da Tommy, inizia con un intervallo strumentale della durata di circa 20 secondi. Dopo la chitarra e il basso cessano, lasciando spazio alla voce di Joey: “Hey ho, Let’s go!” Il basso e la chitarra gradualmente riprendono forza.

Beat on the Brat” parla di come Joey ha visto una madre inseguire un bambino con una mazza da baseball nell’atrio del suo condominio e ha scritto una canzone al riguardo.

Judy Is a Punk” è un pezzo di fantasia e si riferisce a due giovani delinquenti di Berlino e San Francisco e alla loro possibile morte.

I Wanna Be Your Boyfriend” è la canzone più lenta dell’album. Rende omaggio alle canzoni d’amore degli anni ’60.

Chain Saw” inizia con il rumore di una sega circolare ed è ispirato al film “The Texas Chain Saw Massacre”.

Now I Wanna Sniff Some Glue” un pezzo minimalista che descrive la noia giovanile e l’inalazione della colla. Tommy disse che “Now I Want to Sniff Some Glue” è il primo pezzo positivo dell’album.

I Don’t Wanna Go Down to the Basement” è un altro pezzo minimalista e ispirato ai film horror. Con la sua durata di 2 minuti e 35 secondi, è il pezzo più lungo dell’album.

Loudmouth” è il pezzo armonicamente più complesso dell’LP.

Havana Affair” è ispirata al fumetto Spy vs. Spy dell’illustratore cubano Antonio Prohias.

Listen to My Heart” è il proseguimento della precedente traccia. La prima canzone dei Ramones a esprimere una prospettiva ironica e pessimista su una relazione fallita.

53rd & 3rd” parla di un “prostituto” maschio che attende i clienti all’angolo tra la 53esima strada e la Third Avenue a Manhattan . Quando arriva il cliente, lo uccide con un rasoio per dimostrare che non è omosessuale.

Let’s Dance” è una cover di Chris Montez.

I Don’t Want to Walk Around with You” è una delle prime composizioni del gruppo, scritta all’inizio del 1974.

Today Your Love, Tomorrow the World” nasce dal finale della precedente canzone. Si riferisce a un membro della Gioventù Hitleriana.

Una copertina iconica

Inizialmente, i Ramones volevano una copertina dell’album simile all’album dei Beatles del 1964 “Meet the Beatles!”. Fecero alcuni provini in quella posa ma i grafici della Sire erano insoddisfatti del risultato. La direzione artistica era affidata a Toni Wadler che decise di scegliere, per la copertina dell’album, una foto in bianco e nero di Roberta Bayley, già pubblicata nella rivista Punk. La foto presenta, da sinistra a destra, Johnny, Tommy, Joey e Dee Dee che fissano la telecamera con facce vuote. Tutti indossano le loro ‘divise’: blue jeans rovinati e giacche di pelle. La band è in piedi contro un muro di mattoni. La posizione dei membri del gruppo in questa fotografia influenzerà i loro futuri design per le copertine dei prossimi album.

In una speciale classifica redatta nel 1991 da Rolling Stone, questa copertina si piazza al 58esimo posto tra le 100 migliori copertine di un album. L’artwork è diventato in poco tempo il più imitato nella storia della musica.

Alessandro Carugini

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