Cultura

La primavera di Sandro Botticelli, un’opera e infinite letture

Da qualche giorno finalmente, la tanto attesa primavera è arrivata. Nonostante le temperature ancora fredde e un clima un po’ instabile, si sente già quel tepore del sole sulla pelle, che ci fa assaporare un nuovo inizio. Lo sbocciare dei fiori e l’allungarsi delle giornate sono il preludio a una stagione dell’anno che molti amano. Anche quest’anno guardiamo questo cambiamento dalle nostre finestre, sperando in tempi migliori. Ma la primavera ci ricorda anche un capolavoro dell’arte italiana, non solo rinascimentale, ma di tutti i tempi: La primavera di Sandro Botticelli.

Iconografia della Primavera di Botticelli

La Primavera di Sandro Botticelli è uno fra i dipinti più famosi e apprezzati al mondo. Ogni anno, migliaia di persone al giorno si fermano estasiate davanti allo splendore di questa tavola, esposta agli Uffizi di Firenze. La sua datazione è abbastanza incerta. Secondo alcuni questa tempera su tavola viene dipinta alla fine degli anni ’70 del 1400, secondo altri verso la seconda metà degli ’80. Quindi per convenienza si suole indicare la sua data verso il 1480 circa. La sua iniziale destinazione era per la residenza privata di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino del più famoso Lorenzo il Magnifico.

Sandro Botticelli dipinge quest’opera creando una composizione abbastanza affollata, ma rispettando comunque l’estrema armonia tipica delle sue opere e di quelle del Rinascimento. La lettura della scena si snoda partendo da destra verso sinistra. All’estrema destra, tutto comincia con Zefiro, simbolo del vento di primavera, che seduce e feconda la ninfa Clori, volta verso di lui. Dalla loro unione nasce Flora, personificazione della primavera e forse la figura più bella e affascinante di tutta la composizione. Col suo splendido abito floreale, pur non trovandosi al centro, ruba la scena a tutti. Al centro infatti si staglia Venere, come nell’altro capolavoro di Sandro Botticelli, “La nascita di Venere” appunto, seguita dalle tre Grazie e sormontata da Cupido. A sinistra, chiude il gruppo un disinteressato Mercurio, che guarda fuori dal quadro.

La Primavera di Sandro Botticelli. Photo credits: Guida turisitica-Michele Busillo
La Primavera di Sandro Botticelli. Photo credits: Guida turisitica-Michele Busillo

Un’opera, tanti livelli di lettura

Riguardo l’interpretazione della Primavera di Sandro Botticelli, possiamo dire che quest’opera presenta di certo molti e diversi livelli di lettura. Il primo e il più evidente è quello sopra descritto: la descrizione mitologica dei personaggi. Ma esistono diverse teorie ed ipotesi che sono state mosse e coltivate negli anni. Secondo alcuni infatti, la scena potrebbe rappresentare l’allegoria del matrimonio tra il committente Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici e Seramide Appiani. I due rispettivamente sarebbero interpretati da Mercurio e dalla Grazia al centro fra le altre due.

Un’altra lettura invece, si avvicina di più al piano strettamente storico della composizione. Secondo alcuni studi, la scena della Primavera di Sandro Botticelli potrebbe essere una raffigurazione, sempre allegorica, dell’età dell’oro che si svolse sotto il dominio dei Medici. L’armonia della scena, che emana serenità e benessere sarebbe in questo caso un’esaltazione dei sovrani illuminati di quel tempo. Infine la presenza di Flora, potrebbe far pensare a Firenze, per via del suo nome che in latino è Florentia.

Claudia Sferrazza

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