Pedro Almodóvar è senza dubbio il regista spagnolo più celebre, in patria e nel resto del mondo. Le sue opere, sempre pregne di messaggi, raccontati con un sapiente gioco di leggerezza e profondità caratteristico del suo stile, sono amate da pubblico e critica, tanto che, a partire dal 10 giugno di quest’anno, la CG Entertainment ha riportato in sala alcuni dei suoi classici più noti, riuniti in una rassegna chiamata Corpi in prestito. Si è partiti con Kika – Un corpo in prestito(1993), che dà il nome all’iniziativa, per poi proseguire con Il fiore del mio segreto (1995), Parla con lei (2002), La mala educación (2004) e Volver(2006).
Nel frattempo, il cineasta originario di Calzada de Calatrava è impegnato nella realizzazione del suo nuovo lungometraggio The Room Next Door. Si tratta della sua prima produzione in lingua inglese, che vedrà come protagoniste Julianne Moore e Tilda Swinton. In attesa di rivedere la sua Arte sul grande schermo, ripercorriamo la sua straordinaria carriera attraverso cinque imperdibili titoli.
Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988)- La protesta di Pedro Almodóvar contro i telefoni

Non tutti lo sanno, ma Almodóvar ha lavorato per dieci anni per la compagnia telefonica nazionale spagnola, odiandone ogni minuto. Mujeres al borde de un ataque de nervios è, dunque, una feroce critica rivolta al mondo della telefonia e della segreteria telefonica che, secondo la sua opinione, aiuterebbe i bugiardi a farla franca. Le disavventure della doppiatrice Pepa, in effetti, iniziano proprio in seguito a un messaggio vocale lasciatole dal suo compagno Iván, che la lascia senza troppi convenevoli. La brillante commedia è liberamente ispirata a La voce umana di Jean Cocteau. La vicenda si snoda attraverso equivoci e stramberie, narrate finemente dal sofisticato umorismo del produttore castigliano. Il film è stato presentato in concorso alla 45ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Ha ottenuto cinque Premi Goya, oltre che una candidatura agli Oscar come miglior film straniero. Jane Fonda ne aveva acquistato i diritti, con l’intento di dirigere un remake americano, progetto che è però naufragato.
Tutto su mia madre (1999)- Il capolavoro assoluto
Difficile pensare a Pedro Almodóvar e non associarlo al meraviglioso monologo di Agrado sull’accettazione di se stessi. Todo sobre mi madre è uno strepitoso spaccato della società, analizzata e descritta senza mezzi termini, ma con un accento poetico a tratti commovente. Il viaggio di Manuela, e il suo tardivo dono al figlio Esteban, immergono lo spettatore in un universo all’epoca meno conosciuto, quello del cambio di genere. La delicatezza di Almodóvar nel raccontare le vite di Lola, di Huma, di Rosa (Penélope Cruz) e di tutti i personaggi di questa storia dolceamara gli è valsa numerosi riconoscimenti, tra i quali l’ambita statuetta dorata, vinta nella categoria Miglior film straniero. Il titolo è un omaggio ad Eva contro Eva, in lingua originale All about Eve, eccezionale prova attoriale di Bette Davis. All’inizio di Tutto su mia madre, Manuela e il figlio stanno guardando proprio quella pellicola. Il capolavoro assoluto del regista è un ringraziamento personale alla sua mamma, che tanto lo ha influenzato nel suo percorso artistico.
Parla con lei (2002)- Il melodramma che non ti aspetti
Hable con Ella si è aggiudicato un Oscar come Miglior sceneggiatura originale, oltre che un Golden Globe e un BAFTA. Melò, grottesco e assolutamente geniale, Parla con lei racconta l’amicizia dello scrittore argentino Marco e dell’infermiere Benigno, innamorati rispettivamente della torera Lydia e della danzatrice Alicia. Tra momenti tragicomici, drammatiche uscite di scena e una travolgente ironia, il film è una lunga sospensione d’incredulità, che viene messa in atto quasi automaticamente da chi guarda, conscio di avere a che fare con l’estro creativo di un regista che esula da qualsiasi schema predefinito. In diverse scene, sono inseriti dei camei più o meno riconoscibili. Il più importante sicuramente è il cantautore Caetano Veloso, che esegue Cucurrucucú paloma, canzone citata anche da Franco Battiato.
La mala educación (2004)- Un noir malinconico
Presentato fuori concorso a Cannes, è un lungometraggio parzialmente autobiografico. Tutto ha inizio a Madrid, nel 1980, quando Juan (Gael García Bernal) si finge suo fratello Ignacio per presentarsi al regista in crisi Enrique. Si torna poi indietro nel tempo, agli anni sessanta e a due compagni di collegio, gli stessi Enrique e Ignacio, che condividono i primi turbamenti amorosi e che, insieme, scoprono la propria omosessualità. Tra bigottismo e relazioni complesse, soprattutto quelle tra le mura domestiche, La mala educación è un noir che affronta nuovamente il tema della transizione di genere, mettendo in risalto le difficoltà di chi sceglie di compiere questo percorso, spesso osteggiato dagli stessi parenti e da chi dovrebbe, invece, essere un supporto.
Volver (2006)- Lettera d’amore alle donne
Presentato in concorso al Festival di Cannes 2006, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura e per la migliore interpretazione femminile. Il riconoscimento è stato assegnato al gruppo di attrici protagoniste Penélope Cruz, Carmen Maura, Lola Dueñas, Chus Lampreave, Yohana Cobo, Blanca Portillo. Questo trionfo in rosa non è casuale, perché Volver è, nella sua interezza, una lettera d’amore di Almodóvar alle donne. Penélope Cruz, candidata agli Oscar, guida un gruppo di interpreti che danno vita a dei personaggi sfaccettati, potenti e interconnessi, da Sole e Raimunda a Irene, a Paula. Tre generazioni di ragazze che soffrono, lottano, s’ingarbugliano, ma sopravvivono. La vita le mette a dura prova, ma il mondo femminile sa come rinascere dalle sue ceneri, per tornare in piedi, più forte di prima.
Federica Checchia
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