Cultura

Pentecoste, storia del vestito dell’angelo della festa

Pentecoste è il sesto appuntamento della nostra rubrica di narrativa StoryLine. In occasione dell’avvicinarsi della solennità di Pentecoste abbiamo deciso di dedicare il nostro racconto a questa ricorrenza religiosa e al dramma della Terra dei Fuochi ispirandoci alla festa della Madonna della Pace che in quei giorni si tiene in quelle zone.

Pentecoste, l’inizio


Veronica aveva solo 8 anni eppure l’idea di indossare quel vestito la faceva già grande e realizzata visto che dove svolgere il ruolo del piccolo angelo. Quello principale della festa del paese che si teneva a Pentecoste. Quest’anno sarebbe stato speciale perché il tradizionale abito azzurro dell’angelo sarebbe stato rosa pallido visto che a Paola piaceva così. Dal basso dei suoi 7 anni diceva, come un’accademica affermata, che l’angelo è donna perché la sua grazia, il suo splendore e la sua bellezza sono prerogative che di certo non appartengono a un uomo. Questo ed il fatto che fossero amiche fin dai tempi dell’asilo convinse Veronica ad adattarsi a quel colore. Sentiva già i volti stupefatti delle persone che si domandavano come mai quel particolare rosa e s’immaginava la riposta sbarazzina data all’unisono con Paola: “perché l’angelo è donna”. Sorrise e si preparò ad indossare un piccolo mantello e una coroncina domandandosi quando Paola sarebbe arrivata.

Pentecoste è il sesto appuntamento della rubrica di Narrativa StoryLine dedicato a questa solennità religiosa
Il fumo di uno strano fuoco s’addensava all’orizzonte, questa immagine come quella di copertina è stata realizzata dal pittore Sergio Totaro

Cinquanta giorni prima


Paola si faceva sentire poco da quell’ultima volta che avevano giocato a Pasqua rincorrendosi a vicenda mentre il fumo di uno strano fuoco dall’odore cupo si addensava all’orizzonte. Ogni tanto tossiva ma si giustificava con Veronica dicendo che si trattava solo di un semplice raffreddore. Piuttosto cercava di attirare l’attenzione dell’amica inscenando una gara di bellezza per stabilire chi dovesse interpretare l’angelo alla festa che si sarebbe svolta a Pentecoste. “Sono io l’angelo di quest’anno io sono più bella e sono già donna”, diceva scherzosamente Paola. Come prova di questo si era truccata goffamente il viso tanto che Veronica non riuscì a trattenere le lacrime e una sonora risata. Prima di lasciarsi quel giorno Paola le aveva promesso che le avrebbe insegnato a truccarsi. Veronica non era troppo convinta ritenendo un continuo carnevale quell’intrattenersi costantemente davanti allo specchio toccandosi continuamente la faccia e le ciglia. “L’angelo è donna ed una donna non può essere da meno di un angelo”, disse Paola convincendola a prendere un appuntamento presso il suo presunto centro estetico. Veronica immaginandoselo come un gioco divertente accettò e fissò un incontro per il martedì seguente. Quando però si recò a casa di Paola la madre le disse che era partita ma che presto sarebbe tornata. Erano passati cinquanta giorni e non aveva avuto più notizie per cui Veronica pensò di interpretare l’angelo alla festa del paese e di vestire con i colori di Paola perché così in qualche modo sarebbe stata anche lei presente.

Pentecoste è il sesto appuntamento della rubrica di Narrativa StoryLine dedicato a questa solennità religiosa
Non sei mai andata via, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

Paola non è andata via


Non aveva potuto nemmeno cercare di contattarla perché a ogni sua richiesta i genitori le rispondevano che sarebbe stata Paola a farsi viva. Veronica pensava che sicuramente l’avrebbe fatto oggi perciò usci di casa si preparò al tradizionale volo per la festa del paese. In lontananza ancora quel fuoco cupo che aveva visto con Paola per l’ultima volta nel giorno del loro improvviso allontanamento. Nonostante la tristezza che quelle nere fiamme gli avevano messo, Veronica salì in alto su un palazzo della piazza principale, come da tradizione. Ben presto la gioia segnò nuovamente il suo volto perché da li si poteva guardare tutto fino al mare. “È bellissimo“, disse tra se pensando che a Paola sarebbe piaciuto e che ora molto probabilmente era li di sotto a guardarla. “Sono qui”, rispose Paola. Aveva una aspetto diverso con un volto radioso e luminoso. “Non sei mai andata via”, disse Veronica. “Vola!”, la redarguì Paola, “aspettano te io ti guarderò”. Veronica resto a fissarla un istante mentre scompariva in un delicato bagliore. “È proprio vero l’angelo è donna”, urlò sentendosi illuminata da quella luce e spiccando il volo senza timore davanti ai volti attoniti degli spettatori. Veronica non aveva più paura perché sapeva che il suo angelo era sempre stato con lei.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
Back to top button