A Sanremo 2025 Brunori Sas, che questa sera celebrerà la Festa del Papà con un concerto al Palazzo dello Sport di Roma, ha intenerito l’Italia intera con la sua delicata L’albero delle noci, dolce dedica alla figlia Fiammetta. Una poesia che gli è valsa il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo e la medaglia di bronzo nella classifica generale. Il brano racconta lo stravolgimento portato nella sua vita dalla nascita della bambina; come lui stesso ha raccontato, «Si parla spesso della felicità di diventare genitori, ma io volevo anche condividere la paura di sentirsi inadeguati, incapaci di sostenerla».

Il cantautore calabrese, in ogni caso, è in ottima compagnia. Nel panorama musicale italiano tantissimi artisti, nel tempo, si sono cimentati con canzoni pensate per la loro prole. Cantanti e gruppi di generi diversi, ma accomunati dallo stesso sentimento d’amore incondizionato.

Festa del papà: quando l’amore paterno arriva all’Ariston

Festa del papà
Festa del papà: un estratto dal video di Prima di ogni cosa, scritta da Fedez per il figlio Leone

Talvolta, proprio come per Brunori, cantare l’affetto paterno si rivela, oltre che un regalo prezioso per il proprio figlio, anche una scelta vincente, specialmente sul palco dell’Ariston. Ne sa qualcosa Marco Masini che, archiviati finalmente i vergognosi pregiudizi sul suo conto, ha avuto la meritata rivalsa durante la cinquantaquattresima edizione del Festival della Canzone Italiana grazie al pezzo autobiografico L’uomo volante, che tratta il tema di un uomo maturo che desidera diventare genitore. «Se ti avessi, lo sai/ Capirei la mia vita/ Scoprendo dentro di me/ Con il senno di poi/ Che ogni scelta sbagliata/Mi conduceva da te».

Discorso analogo vale per Francesco Renga, trionfatore della kermesse l’anno successivo con Angelo, brano scritto per la figlia Jolanda, avuta dalla compagna Ambra Angiolini poco tempo prima della sua partecipazione al Festival, in cui affida la bambina a un protettore alato, nella speranza che le stia accanto. «Angelo, prenditi cura di lei/Lei non sa vedere al di là di quello che dà/ E l’ingenuità, è parte di lei/Che è parte di me».

Nel 2016, gli Stadio hanno vinto a sorpresa Sanremo, portando in gara, con la loro consueta carica rock, la storia di un padre che consola sua figlia, sofferente per una delusione d’amore. Il brano s’intitola Un giorno mi dirai; in esso, l’uomo spiega alla ragazza quanto la vita vada vissuta appieno, accogliendo anche i periodi bui e i dolori. «Un giorno mi dirai/Che un uomo ti ha lasciata e che non sai/ Più come fare a respirare, a continuare a vivere».

Di padre in figlia

L’eterno Ragazzo Fortunato Jovanotti ha stupito tutti quando, nel 1999, ha abbandonato momentaneamente le sue sonorità scanzonate per dedicare alla primogenita Teresa la dolcissima ninna nanna Per Te. Una filastrocca semplice, ma efficace, che lascia trasparire tutto il suo senso di protezione nei confronti della neonata, oltre che lo scombussolamento emotivo. «È per te che a volte piove a giugno/ è per te il sorriso degli umani/ è per te un aranciata fresca/è per te lo scodinzolo dei cani».

Prima di lui, nel 1984, Fabio Concato aveva composto per la piccola Carlotta Fiore di maggio, celebrando la sua nascita. La immagina in un locus amoenus, avvolta dal sole e al riparo da tutte le brutture della vita, mentre il mondo festeggia il suo arrivo. «Tu che sei nata dove c’è sempre il sole/ sopra uno scoglio che ci si può tuffare./e quel sole ce l’hai dentro il cuore/ sole di primavera./su quello scoglio in maggio è nato un fiore.».

Tutti conosciamo Aurora Ramazzotti, così come sappiamo che la canzone L’Aurora, scritta dal padre Eros, sia stata pensata e realizzata proprio in suo onore. L’allora bimba è descritta come una stella, il cui compito è credere e sperare. Solo così, infatti, potrà realizzare i suoi sogni. «Sarà sarà l’aurora./ Per me sarà così/ Come uscire fuori/Come respirare un’aria nuova».

Di padre in figlio

Nel 1982 è nato Giovanni Baglioni; il padre Claudio, per l’occasione, ha dato vita ad Avrai. Come lui stesso l’ha definita, «è una canzone che nel tempo è diventata una sorta di inno, dell’augurio, della promessa, del patto stabile che ci deve essere tra coloro che sono già al mondo e quelli che stanno per arrivare». Il pezzo racchiude tutti gli auguri e le speranze di felicità per quel bambino che ha una lunga strada da percorrere davanti a sé. «Avrai avrai avrai/ Il tuo tempo per andar lontano/Camminerai dimenticando/ Ti fermerai sognand.

Prima del Pandoro-gate, prima delle rivelazioni di Fabrizio Corona e prima dell’insanabile crisi, Chiara Ferragni e Fedez erano, almeno in apparenza, una coppia felice. Il 19 marzo, proprio nel giorno della Festa del Papà, è nato Leone, il loro primogenito, e Prima di ogni cosa è tutta per lui. Da bambino cinico e spietato, come lui stesso si è autodefinito, Federico si ritrova improvvisamente a essere padre, e tutta la sua vita assume un significato diverso. «Poi sei arrivato tu, e tutto si è fermato/ Vorrei insegnarti tutto quello che non ho imparat.

Gli fa eco, in qualche modo, l’amico-nemico J-Ax che, nel singolo Tutto sua madre, va oltre e rompe il tabù dell’infertilità, raccontando le difficoltà incontrate da lui e dalla compagna nel diventare genitori, tra aborti e cure mediche. «Quand’è che ci fate un figlio?/Tutti la stessa domanda/ Io trattenevo la rabbia/Perché avrei voluto spaccargli la faccia».

Festa del Papà: “A modo tuo”, due facce della stessa medaglia

A modo tuo, scritta e composta da Luciano Ligabue, è una dedica alla figlia Linda. Per sua scelta, però, il brano è stato affidato alla voce di Elisa che, a riguardo, ha detto: «Questo brano l’ha scritto interamente Luciano, dedicato a sua figlia Linda, e lui ha voluto sentirlo cantare da una mamma. Luciano è un artista a 360 gradi, è anche uno scrittore, per questo credo gli venga spontaneo mettersi così tanto nei panni degli altri, scrive per altre anime e altre voci come se fossero la sua, e racconta storie e sentimenti come pochi altri sanno fare, non solo in Italia.». La sua decisione, in realtà, mostra come, che si tratti di un padre o di una madre, desideri e timori restano gli stessi, così come l’amore che si prova per un figlio.

«Sarà difficile diventar grande
Prima che lo diventi anche tu
Tu che farai tutte quelle domande
Io fingerò di saperne di più.
Sarà difficile
Ma sarà come deve essere
Metterò via i giochi
Proverò a crescere.

Sarà difficile chiederti scusa
Per un mondo che è quel che è
Io nel mio piccolo tento qualcosa
Ma cambiarlo è difficile.
Sarà difficile
Dire tanti auguri a te
A ogni compleanno
Vai un po’ più via da me».

Federica Checchia

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