Esteri

Perù: scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, almeno 17 morti

Sono almeno diciassette le persone che hanno perso la vita nel sud del Perù, a seguito della ripresa delle proteste. Lo riferiscono le autorità sanitarie locali, attraverso un comunicato.

I feriti sarebbero trenta, e come ha detto un funzionario dell’ospedale “Carlos Monge” di Juliaca, hanno riportato ferite da arma da fuoco.

Scontri e proteste: le motivazioni

I manifestanti chiedono la libertà di Castillo -Photo Credits:rsi.ch
I manifestanti chiedono la libertà di Castillo -Photo Credits:rsi.ch

A dare il via agli scontri, sono stati i manifestanti che hanno tentato di invadere l’aeroporto della città, situata circa 1’300 km a sud di Lima, nella regione di Puno, vicino al confine con la Bolivia. Questo aeroporto era già stato oggetto di un tentativo di assalto sabato. Come rende noto il difensore civico locale, le motivazioni di questi scontri, riguardano la richiesta di elezioni anticipate, il rilascio di Pedro Castillo, l’ex presidente incarcerato, la chiusura del Congresso e modifiche alla Costituzione. I manifestanti chiedono le dimissioni della presidente Dina Boluarte.

Le proteste sono iniziate all’inizio di dicembre, in seguito alla destituzione e all’arresto di Castillo, il 7 dicembre, poco dopo aver tentato di sciogliere illegalmente il Congresso, descritto come un «colpo di stato». Da dicembre ad oggi, si conterebbero circa 39 vittime.

Castillo: 18 mesi di carcere per l’ex presidente del Perù

Deve scontare 18 mesi di carcere l’ex presidente Castillo, accusato di ribellione e tentato di colpo di Stato.

Dovrà restare in carcere fino al 6 giugno 2024, una decisione contro cui Castillo intende opporsi. L’ufficio del difensore civico, ha scritto su Twitter:

«Chiediamo alle forze dell’ordine di fare un uso legale, necessario e proporzionato della forza e sollecitiamo la Procura di Stato a svolgere un’indagine tempestiva per chiarire i fatti».

Mariapaola Trombetta

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