Dopo anni di anonimato fra Serie B e Serie C, il Pisa torna a sognare in grande e a competere per il ritorno in Serie A a 31 anni dall’ultima partecipazione. Il 2-1 subito giovedì al Brianteo nella finale d’andata dei playoff contro il Monza ha complicato le cose ma la rete di Berra al 93esimo consente ai toscani di crederci ancora. Per i nerazzurri, sorpresa della Serie B ‘21/‘22, si tratta di un’occasione imperdibile, che, comunque finisca, darà ai molti giovani che compongono la squadra una grande consapevolezza dei propri mezzi.
Pisa, breve storia recente
Il Pisa nella sua storia può vantare 7 partecipazioni alla Serie A e 2 vittorie del campionato di Serie B, oltre a 2 Coppe Mitropa. L’ultima partecipazione alla massima serie del calcio italiano, tuttavia, risale alla stagione 1990/1991 e si concluse con una retrocessione in cadetteria, la seconda in 3 anni. Da allora iniziò la parabola discendente dei nerazzurri che li condusse alla retrocessione in C del ‘94 e al successivo fallimento. I toscani furono dunque costretti a ripartire dal campionato di Eccellenza, tornando fra i professionisti due anni più tardi, nel 1996, con la vittoria della Serie D e l’approdo in C2.
Dopo la promozione in C1 nel ‘99, il Pisa rimase nel limbo della Serie C per anni, sfiorando la Serie B in due occasioni ma capitolando in finale playoff. La cadetteria arrivò nel 2007, quando il Pisa sembrò essere tornato grande e la Serie A tornò nei sogni dei tifosi. Il 20esimo posto in classifica della stagione 2008/2009, però, fece svegliare di colpo i pisani, che si ritrovarono nuovamente in terza serie. A peggiorare le cose fu il dissesto patrimoniale della società, che costrinse il Covisoc ad escludere i toscani dalla Serie C dell’anno successivo, costringendoli ancora a ripartire dai dilettanti. Il ritorno fra i professionisti arrivò l’anno successivo, mentre per il ritorno in B servì aspettare fino al 2016.
La serie cadetta, questa volta, durò una sola stagione: nel 2018 fu di nuovo Serie C, playoff e sconfitta agli ottavi. Gli alti e bassi terminarono una volta per tutte nel 2019, con la vittoria agli spareggi di Serie C e il sogno di tornare grandi grazie al progetto del presidente Corrado supportato dalla nuova proprietà angloamericana di Knaster.
Pisa, la stagione ‘21/‘22
Dopo un nono e un 14esimo posto nelle scorse stagioni, quest’anno il Pisa ha dimostrato da subito di avere le carte in regola per lottare per la promozione diretta con squadre date per favorite come Monza e Lecce. I 6 successi e un pareggio nelle prime 7, infatti, hanno messo in chiaro come il Pisa di D’Angelo non giocasse il ruolo di comparsa. Nonostante i 3 punti nelle successive 5 partite e la sconfitta al 19esimo turno contro il Frosinone, i toscani si sono laureati campioni d’inverno davanti al Brescia.
L’avvio del girone di ritorno, però, è stato uno choc: una vittoria in 7 partite (contro il Monza), 5 pareggi e una sconfitta hanno costretto i pisani ad inseguire nuovamente gli avversari. La sconfitta di Ascoli prima e il tonfo esterno contro il Benevento poi (5-1), sono però stati i presagi di un crollo imminente, culminato con i pari di Brescia e Perugia e con la sconfitta di Lecce che ha escluso definitivamente i toscani dalla lotta per la promozione diretta. Grazie, però, alle difficoltà del Monza sul finale, i nerazzurri hanno potuto chiudere la stagione con 67 punti, gli stessi dei brianzoli, restando davanti in virtù del vantaggio negli scontri diretti.
Il percorso playoff del Pisa, invece, è partito con un’altra sconfitta a Benevento, questa volta per 1 a 0. Con lo stesso risultato, però, gli uomini di D’Angelo hanno battuto i giallorossi al ritorno, superando il turno per il miglior posizionamento in classifica. Anche contro il Monza il Pisa ha perso all’andata con un solo gol di scarto. Al ritorno, questa volta, per passare il turno serviranno almeno 2 gol di vantaggio (in caso di vittoria con un solo gol di scarto, saranno i supplementari ed eventualmente i rigori a decidere la terza promossa in Serie A).
Gli uomini della stagione
Quella del Pisa è una rosa ben costruita, con un mix di gioventù ed esperienza in ogni reparto. È il caso del reparto offensivo, dove il classe 2000 Lucca (autore di 6 gol e 4 assist) si è spesso alternato con l’esperto Torregrossa (7 gol e 2 assist per lui). Un gol e 4 assist nonostante i 37 anni d’età per Masucci, al suo quinto anno in maglia nerazzurra. Tanto spazio anche ai 26enni Cohen (4 gol e 1 assist) e Puşcaş, bomber della squadra con 8 firme.
Nel trio di centrocampo si sono spesso dati il cambio il trentenne Mastinu e il 23enne Marin, con tanto spazio anche per Nagy e Gucher, uno dei senatori del Pisa. Lo stesso è accaduto in difesa, dove il classe ‘90 Caracciolo e il 27enne islandese Hermannsson sono stati affiancati dal 23enne Beruatto e dal 22enne Birindelli. Con l’infortunio fra i pali di Nicholas, 34 anni compiuti ad aprile, anche il classe 1997 Livieri ha avuto i suoi 4 gettoni.
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Autore: Alessandro Salvetti.
Crediti foto: pagina Facebook ufficiale Pisa Sporting Club.





