Cultura

Poesie di Natale, tre componimenti poco noti: Saba, D’Annunzio e Gozzano

Tre poesie di Natale di tre autori fra i più noti della letteratura nel Novecento; nel nuovo appuntamento della rubrica Letteratura per l’Infanzia, versi dedicati alla Natività.

Poesie di Natale, A Gesù Bambino di Umberto Saba

Fra le poesie di Natale da menzionare A Gesù Bambino di Umberto Saba è, decisamente, la più dolce. Questo componimento è una lieve e delicata preghiera che il poeta triestino rivolge a Gesù chiedendogli di essere sempre gentile, di animo buono e paziente.

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome
.

Questa poesia di Natale è una vera e propria preghiera di umiltà. E’ la Notte Santa: la Natività di Gesù si è manifestata al mondo. In cielo il simbolo per eccellenza: la cometa che ha segnato la strada ai Magi. Ecco che Umberto Saba si rivolge al piccolo Gesù immaginando di essergli accanto; il poeta lo riconosce come Re dell’universo e sottolinea i suoi insegnamenti: l’uguaglianza, la bontà, il perdono. Poi, si rivolge al Santo Bambino chiedendogli di esser sempre gentile, dolce, buono e che possa diffondere la bontà e la generosità alle persone intorno a lui. Una poesia di Natale in cui si ringrazia Gesù per i suoi insegnamenti e in cui si denota un tangibile animo contrito da parte del poeta che considera queste qualità doni di Gesù, auspicando di diffonderli, nel suo nome, alle persone intorno a lui.

Il Presepio di Gabriele D’Annunzio

Un’altra bellissima poesia di Natale è il componimento Il presepio del Vate, Gabriele D’Annunzio:

A Ceppo si faceva un presepino
con la sua brava stella inargentata,
coi Magi, coi pastori, per benino
e la campagna tutta infarinata.
La sera io recitavo un sermoncino
con una voce da messa cantata,
e per quel mio garbetto birichino
buscavo baci e pezzi di schiacciata.
Poi verso tardi tu m’accompagnavi
alla nonna con dir: “Stanotte L’Angelo
ti porterà chi sa che bei regali!”.
E mentre i sogni m’arridean soavi,
tu piano, piano mi venivi a mettere
confetti e soldarelli fra’ i guanciali.

Questi versi rievocano una tipica scena familiare. Il presepe è da sempre una tradizione antica; Gabriele D’Annunzio, in questo componimento, racconta l’atto intimo e giocoso, nelle sue immagini di bimbo, della preparazione del presepe. Ecco che appare la consueta cometa argentata, i Magi, la parvenza di neve finta sulla scena, la poesia di Natale e i doni che il piccolo Gabriele riceveva dopo averla recitata. Il titolo di questa poesia ha un sottotitolo fra parentesi: (Alla Nonna). Proprio perché, in questi versi, il poeta richiama alla memoria l’amata figura della nonna paterna, Anna Lolli. Era la nonna a riempirlo di baci e donargli la schiacciata di mandorle dopo il ”sermoncino”; mentre, durante la notte, dopo averlo messo a letto, metteva confetti e soldi sotto il cuscino. Una scena affettuosa che richiama alla mente affetti passati e un’ estrema tenerezza.

Poesie di Natale, la natività in E’ nato! Alleluia! di Guido Gozzano

Il poeta crepuscolare Guido Gozzano era un malinconico perennemente alla ricerca del passato. Interessato alla simbologia del presepe, amava vivere la nascita di Gesù Bambino proprio attraverso questo simbolo: quanto di più caloroso, casalingo e familiare ci possa essere.

È nato il sovrano bambino
la notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino
orsù cornamuse, più gaie
sonate, squillate campane
venite pastori e massaie
oh genti vicine e lontane
per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore
è nato, è nato il Signore
è nato nel nostro paese
la notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino
è nato il sovrano bambino
è nato, alleluia alleluia.

Gozzano, con il suo animo puro e sensibile, è stato colui che è riuscito a trovare la bellezza poetica nelle consuetudini; il poeta a cui era caro il tema della Natività, mettendolo spesso in risalto nelle sue opere. Questa poesia sembra quasi un canto di lode, un Salmo composto appositamente per la nascita del Redentore. Si notino le immagini di giubilo: le cornamuse, le sonate, le campane squillanti. Termini che riportano a scene armoniose e festose; l’esortazione colma di letizia rivolta a massaie e pastori in cui il poeta invita ad accorrere al grande evento, la nascita di Gesù Bambino attesa da lungo tempo.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino

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