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“Questo post è stato rimosso” di H. Bervoets | Letture coraggiose

Non è domenica (di nuovo) ormai la rubrica #LettureCoraggiose è anarchica ed esce quando vuole. Le regole servono, ma qui non abbiamo un regolamento come in Hexa, il posto di lavoro Kayleigh, protagonista di “Questo post è stato rimosso“.

Trama:

Essere un moderatore di contenuti significa vedere l’umanità al suo peggio, ma Kayleigh ha bisogno di soldi. Ecco perché accetta un incarico per una piattaforma di social media di cui non le è permesso fare il nome. La sua responsabilità consiste nell’esaminare video e foto offensivi, sproloqui e teorie cospirative, e decidere quali debbano essere rimossi. Ma presto il lavoro inizia a cambiarli tutti, facendo deragliare le loro vite in modi allarmanti. […] Kayleigh si chiede se quel che fanno non sia troppo per loro. Eppure lei sta benissimo. O no?
Ambientato nel mondo tossico dei moderatori di contenuti, “Questo post è stato rimosso” è una storia potente e attuale su chi o che cosa determini la nostra visione del mondo. (dal sito di Mondadori)

“Questo post è stato rimosso” – photo credits: Mondadori

“Questo post è stato rimosso” di Hanna Bervoets

La letteratura contemporanea, quella che un domani sarà studiata, cosa racconterà? Quando cerco di rispondere a questo interrogativo mi viene in mente un testo come quello di Hanna Bervoets. Il dramma della nostra società, non ancora del tutto indagato dalla letteratura, sono i social. Nell’ultimo ventennio ci si è focalizzati molto su altri aspetti giovanili: la criminalità, l’abuso di droghe e altre sostanze, il malessere, la noia, l’insoddisfazione, la solitudine e molto altro. Internet è visto come uno strumento, non come un argomento. Ed è alienante leggere in un libro la descrizione di un processo virtuale nascosto, anzi occultato, come la revisione dei contenuti digitali.

Questo post è stato rimosso” racconta, su diversi piani, la storia di una moderatrice di un grande social. Non viene mai usato il nome originale del social, nel libro si parla di un certo Hexa. Che sia Facebook, Twitter o Reddit poco importa, è il sistema di analisi di commenti, post e video a essere alienante.

Nel romanzo i social appaiono come una fabbrica di pensiero e il ruolo dei moderatori è lo stesso dei controllori di qualità, che devono verificare se la patatina è conforme per forma e colore allo standard richiesto. Solo che quello che passa sotto gli occhi di Kayleigh sono contenuti segnalati dagli utenti del social e non sono né croccanti, né buoni. Kayleigh ogni giorno analizza 500 o più contenuti e ha pochi minuti per capire se quello che sta guardando rispetta o meno le linee guida.

Le passano sotto gli occhi immagini di violenza, aggressioni verso sé e gli altri, video disturbanti, strane teorie del complotto e commenti razzisti od omofobi.

Rimuovere post e non solo: la dura vita del moderatore

La paga però è buona. Tra le pagine di questo libro si percepisce la necessità del gruppo di amici della protagonista di essere lì per motivi economici, ne hanno bisogno, tanto da sopportare tutto ciò che sono costretti a vedere.

Nel romanzo l’autrice inserisce una serie di esempi realistici che, per quanto immaginati e non reali, non si percepiscono come inventati. L’autrice stessa alla fine del romanzo inserisce una serie di fonti che ha utilizzato per conoscere le condizioni di lavoro dei moderatori e l’impatto psicologico che questo ha sulle persone.

Questi post fanno male: l’aspetto della salute mentale

Il contesto lavorativo fa da sfondo, ma anche dal motore degli eventi. È nel parcheggio della sede di Hexa che Kayleigh incontra la sua fidanzata Sigrid. Per tutto il romanzo la relazione, apparentemente normale tra le due donne, viene raccontato dal punto di vista di Kayleigh.

Solo una volta conclusa la lettura si può fare un passo indietro e iniziare a notare momenti e comportamenti strani. Nel corso del romanzo l’autrice è stata capace di rendere del tutto convincente il racconto della normalità vissuta da Kayleigh.

Gli effetti del moderare sulle persone e sulle relazioni

Entrambe le donne subiscono l’influenza del lavoro che stanno svolgendo, come anche il resto del gruppo che frequentano. Abuso di alcol e altre sostanze, alienazione dei contenuti e una rapida inversione nell’empatia dei personaggi diventano la normalità. È la visione costante di materiale complottistica e disturbante a mettere in dubbio le certezze e a far perdere la strada della ragione.

Nel romanzo manca una conclusione concreta. Sono appena 108 pagine che raccontano il turbinio dei mesi di lavoro per Hexa. Non è un romanzo di denuncia, non è un romanzo di formazione, sulla salute mentale o sull’amore lesbico. È un romanzo breve che come una stilettata ferisce, ma non lascia quasi il segno. E credo che questo dipenda moltissimo dalla carenza di una conclusione.

Per il resto Hanna Bervoets è capace di coinvolgere in poche pagine il lettore nei rapporti umani reali, quanto disfunzionali, tra i colleghi di lavoro e nelle relazioni.

Dove andrà questa nostra società?

Vorrei aggiungere solo un’ultima opinione su “Quest post è stato rimosso” di Hanna Bervoets: è un’essenziale punto di partenza letterario per riflettere sul lavoro scomodo dei moderatori. Il testo infatti prende spunto da una serie di fonti che l’autrice ha studiando sul lavoro dei moderatori. Le fonti spezzano l’idillio narrativo e il romanzo si palesa il racconto realistico, lo definirei un “social dramma romanzato”.

Il dramma si concretizza con l’ingresso nel gruppo delle teorie complottiste, senza filtri, tra Soros, terra piatta e negazione dell’olocausto. È un fenomeno non recente, ma che recentemente è riuscito a inglobare molte persone. La tana del Bianconiglio si allarga sempre di più e raccontare il fenomeno nella letteratura è un modo per combatterne gli effetti sulle persone e le famiglie.

Vi invitiamo a leggere gli scorsi episodi di #LettureCoraggiose, tra cui i sempre attualissimi “Caccia all’omo” e “Fuori i nomi!” di Simone Alliva. Le scorse settimane abbiamo parlato anche de “Confessioni di un omosessualeÉmile Zola” di Anonimo, de “La stagione più crudele“, romanzo d’esordio di Chiara Deiana, di “Benedetto sia il padre“, il nuovo libro di Rosa Ventrella e “La donna orso” di Karolina Ramqvist. Nei link trovate le recensioni e le interviste alle autrici. Per non perdervi le nuove uscite di #LettureCoraggiose seguiteci su:
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Articolo di Giorgia Bonamoneta.

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