Robert Louis Stevenson è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta scozzese dell’età vittoriana, noto principalmente per i romanzi “L’isola del tesoro” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. Nasceva oggi, a metà ‘800, uno degli scrittori britannici più amati in tutto il mondo. A lui è dedicato il Focus di oggi.
Robert Louis Stevenson, vita ribelle di uno scrittore in cerca di avventura
R.L. Stevenson, nasce ad Edimburgo, in Scozia, il 13 novembre 1850, dopo una giovinezza ribelle e in polemica con il padre e con il puritanesimo borghese del suo ambiente, studia Legge, diviene avvocato ma non esercita mai la professione. Nel 1874 i sintomi della malattia polmonare che lo aveva colpito durante l’infanzia si fanno più gravi. Inizia una serie di soggiorni curativi in Francia. Qui Stevenson conosce Fanny Osbourne, americana di dieci anni più grande di lui, divorziata e madre di due figli. La nascita della relazione con Fanny coincide con l’inizio dell’impegno a tempo pieno come scrittore.
Nel 1879 raggiunge Fanny in California, dove era tornata per ottenere il divorzio. I due si sposano e tornano insieme ad Edimburgo. Raggiunge un discreto benessere economico, tuttavia la salute cagionevole e l’attrazione per l’avventura lo spingono a lasciare definitivamente l’Europa alla ricerca di un clima più mite. Nel 1888 dopo una breve sosta a New York, riparte per l’Ovest e poi, insieme alla famiglia, alla volta del Pacifico meridionale. Si stabilisce nelle isole Samoa a partire dal 1891. Qui trascorrerà una vita tranquilla, lavorando fino al giorno della sua morte. Stevenson si interessò molto agli indigeni, che lo soprannominarono Tusitala, cioè narratore di storie.
La sua produzione artistica
Artista estremamente versatile, nella sua carriera Stevenson affronta i generi letterari più diversi, dalla poesia ad una sorta di romanzo poliziesco, dal romanzo storico al racconto esotico. Il nucleo della sua opera è morale. Sfruttando la libertà narrativa consentita dal racconto fantastico e dal romanzo d’avventura, Stevenson esprime con una forma mitico-simbolica molto suggestiva idee, problemi e conflitti, proiettando i personaggi, come il lettore, nelle circostanze più insolite e inattese.
Sofferenza, gioco e fantasia sono i caratteri distintivi dell’opera di questo scrittore “vittoriano” scozzese. Tanti i lavori dello scrittore ma sicuramente i più celebri, che effettivamente lo hanno poi portato alla fama, sono stati “l’isola del Tesoro” pubblicato nel 1881 e “Lo strano caso del Dott. Jekyll e Mr. Hyde” pubblicato nel 1886. Altri suoi lavori degni di nota sono “Kidnapped” (1886), “The master of Ballantrae” (1889), “Catriona” (1893), romanzi storici d’ambiente scozzese. “The island nights’ entertainments” (1893) e la mirabile raccolta d’impressioni “In the south seas” (post., 1896). Lasciò incompiuto, morendo, uno dei suoi racconti più vigorosi: “Weir of Hermiston” (post., 1896).
Stevenson e il “doppelgänger”
Stevenson è considerato uno dei maggiori esponenti di quel movimento letterario che reagì al naturalismo e al positivismo. L’originalità della sua narrativa è data proprio dall’equilibrio tra fantasia e stile chiaro e preciso. Forse fu proprio la malattia ad alimentare la propensione a isolarsi in un mondo immaginario e fargli nutrire l’amore per la vita avventurosa. Ateo e libertino rappresenta proprio lo stereotipo dell’artista di quegli anni. I due temi che più hanno interessato lo scrittore sono il viaggio ed il doppio.
Stevenson è anche ispirato dalla psicologia, soprattutto alla figura del doppelgänger, “doppio viandante” tradotto in italiano come sosia o alter ego. Stevenson è altrettanto interessato ai fenomeni paranormali o metafisici. Scrive anche dei dialoghi tra sé stesso e il suo alter ego in cui registra la sensazione di essere 2 persone in una. Subisce anche l’influenza scozzese delle leggende popolari in cui è comune la figura del doppio per eccellenza cioè il fantasma nella mitologia celtica che gli uomini vedono un istante prima di morire. Il motivo del doppio, dell’io diviso è un sovvertimento letterario contro la razionalità dilagante del periodo. Ha conosciuto la nascita agli albori del romanticismo. Il fantastico ha colto l’ambiguità delle pulsioni e dei desideri dandogli la forma del doppio, proiezione di paura e desideri repressi nell’inconscio.
Ilaria Festa
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