Si aggiungono altri manifestanti al boicottaggio della 70ª edizione dell’Eurovision. Da quando è stata confermata la partecipazione di Israele al festival musicale, infatti, molti Paesi hanno preso posizione. Oltre l’organizzazione No Music For Genocide, alla Slovenia e ad altri Paesi si aggiunge anche la Serbia.

Manifestanti in Serbia chiedono il ritiro dall’Eurovision

Un gruppo di manifestanti si è radunato fuori la sede dell’emittente pubblica serba RTS avanzato la richiesta che il Paese si ritiri dall’edizione come segno di protesta contro la partecipazione di Israele. «Un Eurovision senza Israele significherebbe difendere gli ideali che questo evento proclama», viene scritto dagli organizzatori della manifestazione. Non è possibile essere realmente uniti dalla musica, sostengono i partecipanti, se le condizioni restano queste. Lo hanno ribadito ancora al centro di Belgrado, brandendo bandiere palestinesi e accusando Israele di genocidio.

La richiesta avanzata dai manifestanti in Serbia si allinea a quanto fatto da Slovenia, Spagna, Paesi Bassi, Islanda e Irlanda che, congiuntamente, si sono ritirati dal festival. Ciononostante, sia i Paesi Bassi che l’Islanda, pur non partecipando, trasmetteranno ugualmente il Contest rispettivamente su NPO e RÚV. Una decisione differente per la Spagna che, per la prima volta dal 1961, ha scelto di non trasmettere l’Eurovision. La medesima scelta è stata presa anche dalla Slovenia la quale ha annunciato che trasmetterà dei film sulla Palestina anziché il festival musicale. Ksenija Horvat, direttrice di RTV Slovenia ha dichiarato: «Manderemo in onda la rassegna cinematografica “Voices of Palestine”, con documentari e film palestinesi».

Ormai mancano pochi giorni all’inizio dell’Eurovision programmato a maggio, dal 12 al 16. Eppure, nonostante il Contest sia sempre stato seguito negli anni da un forte entusiasmo, la 70ª edizione sembra avere basi differenti. Le polemiche, infatti, sono iniziate fin dall’annuncio della presenza di Israele e proseguita poi con i vari boicottaggi al festival. Molti, ad oggi, ancora si chiedono per quale ragione la Russia sia esclusa dal 2022 a seguito dell’invasione dell’Ucraina. L’ipocrisia nasce proprio qui, permettendo a un Paese che sta attuando un genocidio di partecipare a un Contest in cui si parla di unione e vicinanza.

Stefania Cirillo