Con Tempora Marinella Brandinali propone una raccolta poetica che affronta uno dei temi più antichi e universali della letteratura: il tempo. Pubblicato da SBS Edizioni, il volume si colloca in quella linea della poesia contemporanea che privilegia l’ascolto interiore e la meditazione esistenziale. Il titolo richiama immediatamente una dimensione classica: già Cicerone, Lucrezio, Seneca, Ovidio, Catullo e molti altri autori classici hanno analizzato la tematica del fluire temporale. Tempora, in questo senso, evoca la tradizione latina e, insieme, quella riflessione sullo scorrere dell’esistenza che attraversa la poesia europea da Orazio fino a Leopardi. Come accade nei Canti leopardiani, anche nella scrittura di Brandinali il tempo non è soltanto successione di eventi ma esperienza emotiva: una forza invisibile che modifica gli esseri umani, sedimenta memorie e ridefinisce continuamente il rapporto tra passato e presente.
Tempora, il tempo come materia poetica e la natura come linguaggio

Uno degli aspetti più significativi della raccolta è il dialogo costante tra paesaggio naturale e la dimensione intima. Vento, luce, stagioni, silenzi e acqua diventano simboli di stati d’animo, trasformando la natura in una vera e propria grammatica emotiva. In questo senso, la raccolta Tempora di Marinella Brandinali richiama alcune atmosfere del simbolismo novecentesco ma anche autori classici della poesia greca e latina. Un parallelismo interessante sopraggiunge con il poeta greco Mimnermo (VII-VI secolo a.C.) noto per la sua poesia elegiaca sul tempo e per il suo mondo concettuale concentrato sull’effimero dell’ esistenza umana, così come pure sul modo in cui paragona la vita degli uomini alla caducità della natura.
Nel componimento Come le foglie il poeta greco equipara il cadere delle foglie durante la stagione autunnale al dissolversi degli anni e della giovinezza. Questa metafora diventa un modello per la poesia elegiaca latina, che eredita il senso della fugacità del tempo e della bellezza effimera della vita. Ovidio nei Fasti, con la sua celebre espressione Tempora labuntur, scrive quanto il tempo, correndo adagio e silenzioso, facesse invecchiare gli uomini senza lasciar traccia del suo passaggio:
”Tempora labuntur, tacitisque senescimus annis, et fugiunt freno non remorante dies”
Ovidio, Fasti, VI, 771-772
Poeti come Tibullo, Properzio e anche Orazio, in seguito, saranno poi ispirati dall’immagine della transitorietà; lo stesso Orazio, successivamente, utilizzerà un espediente visuale e naturale per rappresentare la fugacità del tempo servendosi di immagini tratte dalla natura come foglie, fiumi, stagioni, per sottolineare che tutto è transitorio.
Marinella Brandinali, Tempora e la poesia del Novecento
Per quanto riguarda la poesia del Novecento, la raccolta dell’autrice Marinella Brandinali si accosta a tratti alla capacità tipica di Giovanni Pascoli dell’attribuire agli elementi naturali una risonanza psicologica profonda. Tuttavia, mentre Pascoli tendeva a trasformare la natura in luogo del mistero e dell’inquietudine legata al mondo infantile, la raccolta Tempora la utilizza come spazio di consapevolezza e contemplazione. L’inverno suggerisce il raccoglimento e la perdita, mentre la luce diventa possibilità di rinascita: una poesia che osserva il mondo esterno per comprendere meglio quello interiore.
Le poesie della silloge si muovono in una dimensione sospesa, dove il vissuto personale si intreccia con riflessioni universali sull’esistenza. Il lettore è accompagnato in un percorso emotivo che attraversa attese e nostalgie in un dialogo continuo tra dimensione intima e mondo esterno. Uno degli elementi più significativi di Tempora è il rapporto costante tra paesaggio naturale e paesaggio interiore; il vento, la luce, l’elementale diventa immagine simbolica attraverso cui l’autrice racconta mutamenti emotivi.
Essenzialità e musicalità del verso
La poesia di Marinella Brandinali colpisce, in particolar modo, per la sua sobrietà espressiva. I versi evitano ogni eccesso retorico e costruiscono invece un ritmo lento, quasi sussurrato. La parola poetica ricerca il tacito più che il clamore, privilegiando immagini limpide ed essenziali che rendono l’intera raccolta particolarmente efficace: il linguaggio rimane accessibile pur conservando una notevole densità simbolica.
La musicalità dei testi accompagna, poi, il lettore in una lettura che richiede attenzione e ascolto, immergendosi nella propria interiorità e lasciando fuori la frenesia del contemporaneo. Questa scelta stilistica avvicina Tempora a una certa tradizione della poesia del secondo Novecento italiano, in particolare a quella linea anti-oratoria rappresentata da autori come Mario Luzi o Antonia Pozzi, dove la parola poetica rinuncia all’effetto sensazionalistico per divenire spazio di ascolto e riflessione.
Il tema della memoria e del ritorno
In Tempora la memoria assume un ruolo centrale: non si tratta, tuttavia, di un rifugio nel passato. La memoria diventa uno strumento di consapevolezza, un modo quasi per comprendere il presente attraverso ciò che è stato vissuto. La concezione del ritorno attraversa l’intera silloge: ritornare ai luoghi interiori, alle emozioni profonde, ma anche a quelle esperienze che continuano a modellare, incessantemente, l’identità. Proprio attraverso il ritorno a sé stessi la poesia si trasforma in uno spazio di riconciliazione tra passato e presente.
Il passato, in Tempora, non è evocato con una semantica intrinseca volta alla nostalgia sterile o alla malinconia fine a sé stessa. Si tratta del ricordo che diventa diventa strumento di indagine e comprensione del presente. Un rapporto tra memoria e identità continuo che richiama, in parte, la lezione di Marcel Proust per il quale il passato non è mai definitivamente perduto ma continua a vivere attraverso sensazioni e frammenti emotivi. Nei versi di Marinella Brandinali il ritornare assume un valore profondo; significa recuperare parti di sé, attraversare ciò che è stato senza esserne prigionieri. La memoria diventa così movimento, non immobilità: una lezione racchiusa nell’etimologia stessa del termine nostalgia – Nóstos (νόστος – ritorno, viaggio di ritorno) + Álgos (άλγος – dolore, tristezza) – il ricordo del tempo che fu, quindi, non è staticità d’intervento ma possibilità di trasformazione.
Tempora, Marinella Brandinali: la poesia e la velocità del tempo presente
La raccolta invita a rallentare recuperando un tempo umano più autentico. Proprio in questo aspetto risiede una delle qualità più interessanti del libro: la capacità di opporsi alla frammentazione contemporanea attraverso una poesia intima ma mai chiusa in sé stessa. La dimensione personale si apre continuamente a interrogativi universali, trasformando l’esperienza individuale in riflessione condivisa.
Tempora non è soltanto una raccolta di poesie ma un vero e proprio itinerario emotivo e spirituale che attraversa fragilità, mutamenti, trasformazioni e rinascite. Marinella Brandinali costruisce una poesia delicata e profonda, capace di dialogare con la tradizione letteraria senza perdere una voce personale e contemporanea. La silloge restituisce alla poesia una funzione oggi sempre più necessaria: creare uno spazio di ascolto e di consapevolezza dove il tempo non sia soltanto qualcosa che passa, non una dimensione da rincorrere o rivangare in modo statico, ma qualcosa che attraversa profondamente in cui sostare a riflettere.
Tempora di Marinella Brandinali trascende la semplice narrazione per trasformarsi in una meditazione sul tempo e sulla memoria. L’autrice accompagna il lettore tra ricordi e riflessioni, intrecciando esperienza personale e dimensione universale. Ogni pagina si apre come uno spazio sospeso, un invito a percepire il tempo non come semplice misura ma come strumento percettivo di emozioni e storie uniche. Una silloge che si fa esperienza sensibile, capace di restituire la preziosità del tempo e la delicatezza della memoria.





