Talentuoso, affascinante e… complesso. Joaquin Phoenix, considerato universalmente tra i migliori attori della sua generazione, è apprezzato dal pubblico e dalla critica per diversi ruoli, dallo spietato imperatore Commodo ne Il Gladiatore di Ridley Scott, fino al solitario e introverso Theodore Twombly, protagonista di Her, al fianco della futura consorte Rooney Mara e della voce di Scarlett Johansson. Dal tormentato cantante country Johnny Cash (Walk The Line) a Napoleone Bonaparte, Phoenix ha saputo dare vita a personaggi intricati e tridimensionali, spigolosi e oscuri, portati sul grande schermo con grande maestria ed autenticità.
Del resto, tra l’interprete e le parti da egli ottenute, spesso vi sono delle forti somiglianze a livello emotivo, fattore che ha contribuito alla credibilità delle sue performance. Come ogni cosa, però, anche questo aspetto della sua complicata personalità ha un rovescio della medaglia. Il Premio Oscar nato a Rio Piedras, San Juan, è famoso per le sue ottemperanze e per i “capricci” portati avanti sul set, oltre che per la sua imprevedibilità, mai nascosta e, anzi, enfatizzata nel lavoro. Nessuno, nel 2010, si è infatti stupito quando, all’improvviso, ha annunciato il suo ritiro dalle scene per dedicarsi all’hip hop. La dichiarazione, in seguito, si è rivelata essere parte del mockumentary Joaquin Phoenix – Io sono qui!, diretto e prodotto Casey Affleck, ma tutti sono stati concordi nell’affermare che, dalla star statunitense, ci si possa aspettare questo e altro.
Joaquin Phoenix e le accuse di Todd Haynes

L’ultima bravata, che potrebbe costargli cara a livello di reputazione, risale ad agosto 2024 quando. A soli cinque giorni dall’inizio delle riprese, Phoenix ha abbandonato il set di quello che avrebbe dovuto essere il prossimo film di Todd Haynes (Lontano dal paradiso, Carol), co-sceneggiato dallo stesso Joaquin. Al centro della pellicola, ambientata negli anni Trenta, la storia d’amore tra due uomini (interpretati dallo stesso Phoenix e Danny Ramirez), che lasciano la California per il Messico. A detta del regista, è stata proprio la stella di Hollywood a spingere per affrontare l’argomento in modo intenso e privo di filtri; sembra dunque improbabile che questo repentino ripensamento derivi da qualche tematica in particolare.
Il ritiro di Joaquin Phoenix è postato caro al regista e alla produzione, arenatasi e interrotta definitivamente, nonostante i tentativi di salvare il salvabile. Come riportato da Deadline, il tutto ormai «è su un binario morto». I finanziamenti, d’altronde, erano vincolati alla sua presenza, e ora «i membri della troupe in Messico aspettano di essere pagati». Interrogato a riguardo durante Venezia 81, si è limitato a fare spallucce: «Gli altri creativi non sono qui per dire la loro, e semplicemente non mi sembra giusto commentare. Non sono sicuro di come potrebbe essere utile, quindi penso semplicemente che non lo farò». A gettare benzina sul fuoco sugli atteggiamenti da diva di Phoenix, ha pensato il collega James McAvoy. L’attore britannico, di recente in sala con il thriller psicologico Speak No Evil, ha infatti rivelato di essergli subentrato all’ultimo secondo nel film Split, diretto da M. Night Shyamalan. «Penso che l’abbia abbandonato circa due settimane prima delle riprese, se non ricordo male. È stata davvero una cosa dell’ultimo minuto.».
Ridley Scott e “l’ affaire Napoleon”
Il leggendario stratega era noto, tra le altre cose, per non essere esattamente uno zuccherino, sia sul campo di battaglia che nella sfera privata. Chi, dunque, avrebbe potuto rendergli giustizia meglio dell’altrettanto problématique Joaquin? Sulla carta, la decisione sembrava essere la più consona e, in effetti, gli sforzi fatti riguardo la caratterizzazione del generale corso sono più che encomiabili. Pare, però, che ci siano stati molteplici nodi da sbrigliare durante la lavorazione del lungometraggio, in particolare con Ridley Scott. Avendo già collaborato con lui ne Il Gladiatore, probabilmente il cineasta si aspettava mesi più semplici. Phoenix, però, non gli ha sicuramente reso la vita facile. Stando alle voci, Napoleon ha rischiato di restare senza il suo Napoleone, dopo le minacce da parte dell’artista di mollare tutto se Paul Thomas Anderson non fosse stato coinvolto per riscriverne la sceneggiatura.
«Ricordo che siamo entrati in questa stanza in cui ci troviamo adesso per questa intervista, qui alla Scott Free Productions. Poi abbiamo dovuto fare una grande riorganizzazione della sceneggiatura di Napoleon, circa dieci giorni prima delle riprese.» – ha dichiarato durante un’intervista a Empire– «È stato un lungo turno di lavoro. Perché all’improvviso Joaquin è arrivato e ha detto: ‘Non credo di poter fare questo film’. E io ho detto: ‘Ma di cosa diamine stai parlando?!’. Ma si, lui è così, è fantastico. Lo fa sempre. Penso che lo faccia deliberatamente per spaventarmi a morte, forse vuole assicurarsi che gli presti attenzione.». Ha poi rilanciato: «Con Joaquin, possiamo riscrivere il film perché si sente a disagio. E questo è successo con Napoleon. Abbiamo modificato il film per aiutarlo a concentrarsi su chi fosse Bonaparte. Ho dovuto rispettarlo, perché quello che veniva detto era incredibilmente costruttivo.». Tutto è bene quel che finisce bene, insomma, ma chissà bel clima tra un ciak e l’altro.
Joaquin Phoenix, Joker dentro e fuori dal set
Anche il personaggio che gli ha permesso di ottenere la statuetta dorata, Joker, protagonista dell’omonimo cult movie di Todd Phillips, è stato un bel grattacapo per gli addetti ai lavori. Già sul set del primo capitolo c’erano stati dei problemi, e Jimmy Kimmel lo ha rivelato durante il suo talk show, mostrando un video dietro le quinte in cui Phoenix se la prende con l’assistente alla fotografia. La colpa di Lawrence “Larry” Sher? Quella di bisbigliare troppo durante le scene, e di aver soprannominato Joaquin Cher. «Continui a bisbigliare, chiudi quella (beep) di bocca. Sto cercando di trovare qualcosa di vero» -lo sentiamo sbraitare nella clip- «So che hai iniziato tu a chiamarmi Cher, a prendermi in giro. Come fossi una (beep) di diva. Non è neanche un insulto. Cher è una cantante, attrice, ballerina e icona della moda, come può essere un insulto? Non posso lavorare così».
Phoenix si è scusato pubblicamente per l’episodio, definendosi imbarazzato, ma anche il sequel, Joker: Folie à Deux, nei cinema dal 2 ottobre, non sembra essere stato una passeggiata di salute. Scott Silver ha scherzato su di lui e sulla co-star Lady Gaga : «Ho una battuta su Joaquin. Lui è il tunnel alla fine della luce. Pensi: ‘Ok, questa scena funziona, andiamo a girarla e basta’. E poi arriva Joaquin e dice: ‘No, no, no, ragioniamoci un altro po’, parliamone’. E all’improvviso sono passate tre ore e stai riscrivendo l’intera scena su un tovagliolo. Per fortuna Lady Gaga è molto istintiva e sa adattarsi, ma molto spesso abbiamo riscritto la mattina scene che gli attori avevano imparato la sera prima. Non è stata un’impresa da poco.». Joaquin Phoenix non sarà la persona più accomodante del panorama cinematografico, questo è sicuro, e spesso ha sbagliato, nel privato e non. Diciamoci, però, la verità: è talmente bravo che, alla fine, siamo disposti a perdonargli quasi tutto.
Federica Checchia
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