La Camera del Congresso americano ha approvato a larghissima maggioranza un testo di legge bipartisan che pone le basi per poter punire la Cina per il trattamento riservato alla minoranza musulmana degli Uiguri nella regione dello Xinjiang.

Un testo simile era già stato approvato dal Senato. Nel provvedimento si parla di «campagna brutale di repressione con incarcerazioni di massa, torture e lavori forzati» e si autorizza il Dipartimento di stato a creare una «lista nera» di entità che collaborano col governo cinese alla repressione delle minoranze etniche e religiose.

Una normativa che restringe le importazioni di prodotti dallo Xinjiang, per condannare il “lavoro forzato” imposto alla minoranza degli uiguri in questa regione nel nord-ovest della Cina. È la legge che la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato, a larghissima maggioranza, nella notte fra mercoledì e giovedì.

“In questo momento Pechino orchestra una campagna di repressione brutale e accelerata contro il popolo uiguro e altre minoranze musulmane”, ha dichiarato la speaker Nancy Pelosi prima del voto, sottolineando che “lo sfruttamento del lavoro forzato da parte del Governo cinese attraversa gli oceani fino alle nostre coste e nel mondo intero”.

Nel testo si parla di una “campagna brutale di repressione con incarcerazioni di massa, torture e lavori forzati” e si autorizza il ministero degli esteri ad allestire una “black list” di entità che concorrono con Pechino alle repressioni. Il Senato aveva votato un progetto di legge analogo lo scorso luglio. I due testi dovranno ora essere armonizzati.

Per parte sua la Cina, che respinge le accuse di repressione contro gli uiguri, non ha ancora reagito all’adozione del testo da parte della Camera statunitense. Il voto della Camera si innesta in un clima sempre più teso nelle relazioni fra Washington e Pechino. Lunedì scorso la Casa Bianca, sempre denunciando violazioni dei diritti umani da parte della Repubblica popolare, ha ufficializzato il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022.