Il 5 dicembre del 1997 usciva nelle sale cinematografiche “Will Hunting” di Gus Van Sant. In questo pellicola divenuta un cult spiccava l’interpretazione del compianto Robin Williams in uno dei suo ruoli più famosi come quello dello psicoterapeuta Sean che gli valse l’Oscar come miglior attore non protagonista. Questo lungometraggio, oltre a diverse nomination come quella a miglior regista, trionfò agli Oscar anche come migliore sceneggiatura originale. Un premio assegnato a dei giovanissimi Ben Affleck e Matt Damon che rivestivano anche il ruolo di protagonisti del film. Una pellicola nata anche a grazie ad una geniale trovata dei due attori e amici da sempre che attirò l’attenzione di Harwey Weinstein.
Will Hunting, la nascita di un capolavoro

“Prima di Matt ero da solo. Recitare era solo un’attività che avrei fatto per scherzo e avrei fatto solo poche cose, come recitare in un piccolo show televisivo o qualcosa del genere. Nessuno dei miei amici sapeva che quello era ciò che facevo o come funzionava. Poi all’improvviso ho cominciato ad avere questo amico, Matt e lo capiva e voleva farlo anche lui.” Così Ben Affleck, come riportato da Il Giornale, ha raccontato l’inizio dell’amicizia tra lui e Matt Damon quando entrambi erano 2 bambini che vivevano a pochi isolati di distanza e frequentavano le stesse scuole.
Nel 1996 i due andarono a vivere insieme a New York. In quel periodo avevano già ricoperto piccoli ruoli in diversi film cinematografici ma il desiderio di successo di entrambi li spinse a scriversi da soli una sceneggiatura da proporre alle grandi Major. All’epoca era difficile che lo script di due sconosciuti ricevesse l’attenzione dei grandi produttori per questo decisero di ideare una trappola che li aiutasse a capire chi veramente avesse letto e compreso la loro sceneggiatura.
Damon, Affleck e Harwey Weinstein
Bisogna dire che inizialmente “Will Hunting” era nato come thriller poliziesco in un cui un ragazzo dotato di un’intelligenza superiore che viveva alla periferia di Boston veniva assoldato dall’FBI. Poi la Rock Castle, che per prima aveva acquistato la sceneggiatura, suggerì ai due giovani autori di concentrarsi sul rapporto tra Will e lo psicologo ed eliminare il fattore thriller. A copione finito però Damon ed Affleck inserirono una scena di sesso omosessuale senza alcun senso tra lo psicoterapeuta e il professor Lambeau alla pagina 60 per attirare l’attenzione dei produttori che avessero veramente letto la loro sceneggiatura.
L’unico ad accorgersene fu Harwey Weinstein che allora non era stato ancora distrutto dalle accuse di molestie e stupro ma era uno dei massimi produttori in circolazione. Questi disse, dopo aver convocato i due sceneggiatori per parlare del loro script, disse, come riportato da Il Giornale, “Intorno a pagina 60 i due professori, entrambi etero, hanno una scena di sesso. Cosa diavolo è?”. I due autori svelarono il loro inganno e alla fine Weinstein decise di produrre il film acquistando i diritti dalla Rock Castle che aveva già pagato i due autori con 675 000 dollari. “Will Hunting” venne poi realizzato dalla Miramax.
L’idea di un sequel del film
Oggi “Will Hunting” è conosciuto come uno dei migliori film di formazione dell’universo hollywoodiano. Un cult che ha contribuito a ridefinire le skills del genere conquistando generazioni di spettatori grazie al grande insegnamento sul come vivere meglio con noi stessi abbattendo debolezze e difficoltà. Recentemente, in occasione della presentazione di “Air – La storia del grande salto” di cui è regista, è stato chiesto a Ben Affleck, dopo diversi rumours, se ci sarebbe stato un sequel di “Will Hunting”. Affleck ha semplicemente, come riportato da Movie Player, che: “Non è [un sequel] che realizzeremo mai. Voglio dire, si tratta sempre di ciò che potrebbe accadere… ma non è un sequel che faremo”.
Stefano Delle Cave
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