Con oltre quattrocentosettanta film all’attivo e numerose collaborazioni con molti dei più grandi registi mondiali, Ennio Morricone ha riscritto le regole e il modo di comporre colonne sonore e questo, inevitabilmente, ha condizionato anche tutto il panorama musicale nazionale e internazionale.
Da “Nuovo Cinema Paradiso” a “C’era Una Volta il West”, da “Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo” a “C’era Una Volta in America”, “La Leggenda del Pianista Sull’Oceano” e “Metti, Una Sera a Cena”, ogni colonna sonora è un viaggio intimo, profondo ed emozionale che rende la pellicola ancora più suggestiva e poetica grazie alle note straordinarie che solo un grande genio come Morricone sa comporre con tanta delicatezza e maestria.
Grandi nomi come Sergio Leone, Quentin Tarantino, Roman Polanski, Giuseppe Tornatore, Dario Argento e Pedro Almodóvar hanno scelto le sue musiche come sottofondo per i propri lavori, resi ancora più grandi e suggestivi da note che hanno dato quel tocco evocativo in più che altrimenti sarebbe mancato.
Di conseguenza, è indubbio come il grande lavoro e la profonda conoscenza musicale del Maestro abbiano condizionato profondamente tutto il panorama nazionale e internazionale. Non a caso, grandi cantanti come Franco Battiato, Brunori Sas, Lucio Dalla e Vinicio Capossela hanno tratto ispirazione e reso omaggio alle sonorità sublimi e penetranti di un artista che ha saputo mettere l’anima nella sua arte, lasciando un segno indelebile che perdurerà nel tempo.
Ennio Morricone e alcune delle grandi collaborazioni musicali: Luigi Tenco, Mina e Gino Paoli
A partire dagli anni Sessanta, Ennio Morricone, già affermato compositore per celebri film di respiro internazionale, inizia a collaborare con grandi nomi della musica italiana. Tra i primi capolavori in cui ha apposto la propria firma, vi è il brano “Quello Che Conta”, cantato da Luigi Tenco e colonna sonora del film “La Cuccagna”, di Luciano Salce.
Il brano racconta delle paure per il futuro, fatto principalmente di incertezze, e del magone causato dalla fine dell’estate. Le parole del testo fanno riferimento all’isolamento e alla sensazione di solitudine, che fa sentire l’individuo privo di punti di riferimento, e di come l’amore della persona a noi cara può salvarci dalle situazioni di difficoltà.
La musica, scritta appunto da Morricone, fonde perfettamente la sua impronta stilistica con le note orchestrali che caratterizzano gran parte dei suoi lavori e si sposa perfettamente con il clima della commedia all’italiana di quegli anni. Inoltre, il connubio tra la voce di Tenco, esaltata dalla malinconia del sound, le parole intense scritte da Salce e le note delicate del brano rendono l’opera particolarmente intensa e toccante.
“Sapore di Sale” e “Se Telefonando”
Nel 1962 è il turno di “Sapore di Sale”, di Gino Paoli. Scritta dallo stesso cantante, è ispirata all’amore complicato e tormentato con Stefania Sandrelli ed è stata composta in Sicilia. Il brano racconta la malinconia e la delusione per un amore passeggero giunto al termine, il tutto celato dietro note e parole apparentemente allegre.
Anche la melodia è stata partorita da Paoli, mentre l’arrangiamento vero e proprio è stato realizzato da Morricone. Caratterizzato da suoni jazz e d’avanguardia, il sound è volutamente distante dalla classica struttura della canzonetta italiana del periodo e grazie al sax di Gato Barbieri, al basso suonato con il plettro e gli accordi distorti del pianoforte, la canzone risulta sonoricamente innovativa per l’epoca, sinonimo di come un grande artista sia capace di rivoluzionare la musica in modo grandioso e ineccepibile.
Il 1966, invece, è caratterizzato da uno dei brani più intensi, profondi e iconici della storia italiana, “Se Telefonando”. Interpretato da Mina, anche qui il tema principale è la fine di una storia d’amore intensa ma breve, nata durante i giorni estivi. Realizzato da Ghigo De Chiara e Maurizio Costanzo, il testo è un intenso susseguirsi di frasi, tra cui “Avrei voluto averti vicino ogni momento, ogni sera”, che esprimono la fugacità del sentimento, breve e fragile, e il dolore che dirompe dopo la fine di una relazione.
Anche qui, la composizione musicale è estremamente delicata ma al contempo dirompente per enfatizzare i sentimenti tormentati. Vi è un evidente richiamo al canto delle sirene della polizia francese, da cui Morricone trasse ispirazione; inoltre, per dare risalto alla potenza vocale di Mina, sono presenti molti cambi di tono, spesso decisi e netti. La malinconia e la tensione della canzone, tra l’altro, sono accentuati da potenti trombe, il cui suono, in alcuni momenti, da una dinamicità crescente.
L’eredità di Ennio Morricone, compositore visionario e simbolo della cultura pop
L’eredità musicale di Ennio Morricone rappresenta un dono immenso per l’umanità e ancora oggi molti artisti nazionali e internazionali traggono ispirazione dalle sue opere. Tra i tanti che hanno deciso di omaggiarlo attraverso le proprie canzoni troviamo Lucio Dalla, il quale, seppur non in modo esplicito, si è rifatto alle sonorità cinematografiche che hanno caratterizzato tutta la carriera del compositore romano.
L’esempio più calzante è “Agnese Dellecocomere”, canzone particolarmente malinconica in cui l’atmosfera è particolarmente eterea e il testo richiama uno storico chiosco bolognese la cui proprietaria si chiamava Agnese Lella.
Anche Franco Battiato ha più volte attinto alle opere di Morricone. Si pensi a “La Canzone dei Vecchi Amanti”, reinterpretazione del noto brano di Jacques Brel, o “Alexander Platz”, interpretata da Milva, in cui Battiato utilizza note cinematografiche, archi ed elementi orchestrali per enfatizzare la malinconia, il suono e il significato della canzone.
Lo stesso Vinicio Capossela, infine, in “Dove Siamo Rimasti a Terra Nutless” celebra esplicitamente “C’era Una Volta in America”, di Sergio Leone, attraverso arrangiamenti e assoli che si ispirano al celebre “Deborah’s Theme” e in cui racconta delle intime confidenze tra due amici, in cui Nutless viene visto come un fratello.
La musica di Morricone come fonte d’ispirazione per le grandi band internazionali
Anche diversi artisti stranieri hanno attinto al lavoro di Ennio Morricone, a conferma di come la grandezza e l’ottimo lavoro di un grande artista possono essere riconosciuti in tutto il mondo. Gli esempi più evidenti sono alcuni brani dei Muse, U2 e Metallica. Nelle canzoni “Knights Of Cydonia”, “Hoodoo” e “City of Delusion” i Muse fanno propri temi come il western e i timbri leggendari in cui risuonano in modo lampante molti accordi delle diverse colonne sonore dell’artista romano. Inoltre, spesso, durante i loro live, suonano il famoso brano di “C’era Una Volta il West”. Infine, anche i Metallica e gli U2 hanno deciso di celebrare Morricone attraverso canzoni come “Magnificent”, in cui il gruppo irlandese si rifà alle atmosfere particolari dei diversi temi, o attraverso intro originali di colonne sonore suonate per aprire i propri concerti.
Articolo di Ambra Gabriella Samonà





