Passi pistacchi è l’albo illustrato, edito Edizioni Lapis, dell’autrice Chiara Lorenzoni che attraverso le sue filastrocche e le illustrazioni di Francesca Dafne Vignaga descrive la bellezza del fluire delle stagioni. Ogni stagione ha una propria caratteristica, un proprio colore, un profumo particolare che si lega prima a quel dato periodo e dopo alle memorie olfattive di ognuno. Nel consueto spazio dedicato alla Letteratura per l’infanzia, dodici filastrocche e tante illustrazioni per viaggiare 365 giorni attraverso parole e immagini: una lettura che consegna al bambino che vi si approccia, ma anche all’adulto, una dolcissima esperienza sensoriale.

Passi Pistacchi, un parallelismo con i grandi autori del passato: il fluire del tempo in Pezzani, Rodari, Moretti e Valeri

Passi Pistacchi
Photo Credits: edizionilapis.it

La letteratura per l’infanzia è costellata di poeti che nelle loro opere hanno cercato di dare una visione alla ciclicità del tempo, attraverso versi apparentemente semplici ma che nel concreto inducevano a riflettere bambini e anche adulti. Passi Pistacchi, con le meravigliose poesie corredate dalle bellissime illustrazioni, rientra pienamente in quel filone della poesia per l’infanzia che induce, automaticamente, a porre un parallelismo con i grandi autori del passato.

Renzo Pezzani, definito ”il poeta dei bambini”, ha composto nella sua produzione letteraria copiose opere dedicate all’infanzia e allo scorrere del tempo; il vero poeta, per Pezzani, è colui che non rifugge il proprio passato di bambino ma anzi lo accoglie. La poesia di Pezzani è immediata perché racconta la vita e soprattutto dimostra l’importanza della poesia stessa come strumento educativo, anche per insegnare le cose di ogni giorno come il fluire del tempo. Uno dei famosi componimenti del poeta originario di Parma è ”I mesi dell’anno”, in cui Pezzani racconta con dolcezza ogni peculiarità dei dodici mesi:

Dice Gennaio “Chiudete quell’uscio!”
Dice Febbraio “Io sto nel mio guscio!”
Marzo apre gli occhi e inventa i colori;
Aprile copre ogni prato di fiori;
Maggio ti porge la rosa più bella;
Giugno ha nel pugno una spiga e una stella;
Luglio si beve un ruscello d’un fiato;
Sonnecchia Agosto in un’ombra sdraiato;
Settembre morde le uve violette;
Più saggio Ottobre nel tino le mette;
Novembre fà di ogni sterpo fascina;
Verso il Presepio Dicembre cammina!

Degno successore di Pezzani è il grande Gianni Rodari, a cui si devono numerose poesie e filastrocche dedicate alle stagioni, alle festività, a tutte quelle caratteristiche che scandiscono lo scorrere preciso di un flusso temporale caratterizzato da azioni ben precise da parte degli uomini, ma anche della natura come nei versi de ”Le stagioni”:

Primavera è una giovinetta
con in bocca la prima violetta.
Poi vien l’estate, nel giro eterno..
ma per i poveri è sempre inverno.
Vien l’autunno dalla montagna
ed ha l’odore di castagna.
Vien l’inverno dai ghiacciai
e nel suo sacco non ha che guai.

In Marino Moretti, autore crepuscolare fra i più noti, si nota anche una certa preponderanza ai flussi temporali: il suo modo di fare poesia si basa, principalmente, sull’impotenza dell’uomo nei confronti de tempo ma nella sua produzione è possibile trovare sia versi dedicati a un passato che fu, sia componimenti atti a descrivere tratti stagionali con ritmi da filastrocca e una singolare malinconia di sottofondo. Moretti descriverà l’autunno utilizzando le parole come una tavolozza di colori:

Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l’inverno ormai vicino:
il bosco scherza con le foglie gialle
benché l’inverno senta ormai alle spalle;
ciancia il ruscel col rispecchiato cielo
benché senta nell’onda il primo gelo.
E’ sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore a ombrello: un fungo.

Stessa dinamica nelle poesie di Diego Valeri, autore noto per aver scritto numerose poesie per bambini. La sua poetica si basa sulla natura e l’avvicendarsi delle stagioni. I versi qui citati sono contenuti nella nota raccolta del Valeri dedicata all’infanzia e datata 1928; Il Campanellino. Ecco la poesia I mesi dell’estate:

Giugno, luglio, agosto.
Sono nudi come l’aria
ma ciascuno porta un suo fregio,
l’uno un ramo di ciliegio
che di frutti ondeggia e svaria;
il secondo ghirlandette
di papaveri fiammanti,
spighe il terzo barbaglianti,
in manipolo costrette.
Bravi e validi figlioli,
rosolati al solleone;
saltan come in un trescone
di gagliardi compagnoni.

Un’esperienza emozionale viaggiando fra le stagioni

Passi Pistacchi è un bellissimo albo illustrato, adatto a un’età di lettura dai 5 anni in su, in cui si ripercorrono proprio quelle vie già tracciate dai grandi autori della letteratura infantile del ‘900. L’albo si apre con la poesia ”Primavera che vola”, per poi introdurre il lettore alla trasformazione della luminosa estate; le api nei versi di ”Ape Trifoglio” volano sulle corolle dei fiori colorati, il frinire dei grilli accompagna, come una melodia, l’aprile silenzioso che si adagia sui cortili traboccanti di bambini che giocano.

Ape di prato
corolle pistilli
polline ambrato
silenzio di grilli.
Un quadrifoglio
tanto cercato
solo un trifoglio
tutto sbagliato.
Pesce d’aprile
nuota dietro di me
corro in cortile
a giocare con te.

Il maggio descritto in ”Sonno marmotta” risveglia l’allegria sopita dell’Aprile dolce dormire; la raccolta Passi Pistacchi, così, schiude i suoi versi al bagliore dell’estate dove i piedi adesso sono nudi, i cieli tersi, le biciclette per strada fra il sapore di gelati pistacchi e menta. Ogni stagione ha quindi un colore, un sapore ben preciso; un rumore che la rende riconoscibile come le onde che si odono all’interno delle conchiglie, o la sabbia al tatto granulosa.

Il crepitio delle foglie autunnali che nell’avanzare dei passi creano melodiche onomatopee; l’odore di mosto che si sparge nell’ottobre dorato, le foglie che si tingono di vermiglio e ”il giorno muore in una favilla”. Tutti i cinque sensi, in ogni stagione, sono impregnati dalle peculiarità di queste ultime; il sapore farinoso delle castagne in autunno o il dolciastro delle zucche, mentre fuori la pioggia inebria la terra e i funghi, simbolo della stagione autunnale, decorano i boschi con i loro colori come nei versi di ”Pioggia acquerello”:

Dentro la tana sonno sbadiglia
Brilla la luna bianca vaniglia.
Funghi lamponi more mirtilli
Ombrelli arancio gocce a spilli.
Libri matite cere pastelli
Odore d’astuccio e acquarelli.

Passi Pistacchi, quando immagini e parole pulsano all’unisono in una sola sinfonia

E infine giunge l’inverno, con gli argentei e azzurrini fiocchi di brina che imperlano il cielo; i tramonti rosa, i camini accesi e l’odore di resina:

Fiocchi di brina nevica il cielo
Sull’uvaspina di ghiaccio un velo.
Giallo di becco nel bianco abbaglia
Canto di merlo tra la ramaglia.
Passi di volpe orma di zampa
Rosa tramonto il bosco avvampa.
Lingue di fiamma fuoco camino
Gocce di resina ciocchi di pino.

Ogni periodo dell’anno ha scrigni di esperienze magiche da offrire e ogni bambino può impararlo. In Passi Pistacchi immagini e parole pulsano all’unisono in una sola sinfonia; le illustrazioni e i versi aiutano non solo a memorizzare le differenze fra i vari periodi dell’anno, ma anche ad acquisire informazioni sulla ciclicità del tempo in modo divertente.

Stella Grillo

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