Immaginate di essere a casa vostra, avvolti nella vostra copertina di Linus, comodamente seduti sul divano. State guardando quella serie TV che tutti vi hanno consigliato, convinti di trascorrere una serata in tranquillità, senza pensare a quella bolletta da pagare, a quella riunione di lunedì che proprio non vi scende, a quel Capodanno da organizzare. All’improvviso, però, ecco il plot twist che fa volar via i popcorn.
Un colpo di scena, inaspettato ed efficace, che vi costringe a restare incollati allo schermo per tutta la notte, trasformando quella che avrebbe dovuto essere qualche ora di relax in una sessione estrema di binge watching. Da Westworld a Lost (ricordate “Not Penny’s Boat”?), sono molti i telefilm che hanno fatto del coup de théâtre il loro punto di forza. Determinare quale siano i più riusciti è impossibile, ed è una questione del tutto soggettiva; noi, però, ne abbiamo selezionati cinque. Attenzione, il pericolo spoiler è dietro l’angolo.
Game of Thrones: quando si gioca al gioco del trono, o si vince o si diventa un plot twist

La serie tratta dalla saga letteraria di George R. R. Martin ci ha abituati a grandissimi plot twist, la maggior parte dei quali dai toni decisamente tragici. Dal Red Wedding (sì, lo sappiamo, fa ancora male) alle origini di Hodor (fa malissimo, malissimo) sono molte le scene sconvolgenti che hanno reso le otto stagioni di Game of Thrones un vero e proprio fenomeno internazionale.
Nessuno, tuttavia, eccetto i lettori dei romanzi, avrebbe potuto immaginare che Ned Stark, signore di Winterfell e, a tutti gli effetti, il protagonista designato, sarebbe deceduto al nono episodio, giustiziato per ordine del reuccio Joffrey Baratheon. D’accordo, era stato catturato; è vero, ad interpretarlo era Sean Bean, un nome, una garanzia di finale drammatico. Tutti, però, eravamo certi che, in qualche modo l’avrebbe fatta franca. Soltanto il colpo del boia ha svegliato il pubblico dell’illusione che tutto sarebbe finito per il meglio, insegnando ad esso e al mondo della serialità una sconvolgente verità: Valar Morghulis, anche il main character.
Friends: The One where Monica and Chandler shocked us all
Friends rientra a pieno titolo nella categoria “comfort series”; è una comedy rassicurante, divertente, iconica, nella quale rifugiarsi quando si vuole spegnere il cervello per un po’. I sei protagonisti sono ormai un po’ anche amici nostri; abbiamo riso con loro, pianto con loro e con loro ci siamo emozionati.
Il tira e molla tra Rachel e Ross ha tenuto banco per tutte le dieci stagioni che compongono il telefilm ma, senza alcun dubbio, i fan hanno subito il loro maggiore shock a causa di Monica e Chandler. Nonostante la gang fosse a Londra per il matrimonio del maggiore dei Geller, è stata sua sorella a far venire giù gli spalti del pubblico in studio quando, a sorpresa, si è ritrovata nel letto insieme a Chandler, interpretato dal compianto Matthew Perry, dopo una notte d’amore. Una coppia assolutamente imprevedibile, che però ha ottenuto una risposta totalmente positiva (pare che le riprese siano state interrotte per diversi minuti, in attesa che i presenti si calmassero). Era nata come una gag divertente e passeggera, è diventata LA love story per eccellenza.
The Good Place: un plot twist “divino”
Diciamocelo, The Good Place sembrava una commedia come tante; deliziosa, certo, e geniale nell’idea di base ma, essenzialmente, tranquilla. La storia di Eleanor (Kristen Bell) che, dopo la sua morte, viene erroneamente spedita nella “parte buona” dell’aldilà, era una trovata originale e simpatica ma, tutto sommato innocua.
Proprio per questo motivo, la rivelazione al termine della prima stagione ha letteralmente spiazzato tutti. Michael, il responsabile del luogo, rivela infatti una sconvolgente verità: Eleanor e soci non si trovano nel Good Place, ma in un nuovo ed elaborato distretto del Bad Place in cui i protagonisti devono farsi impazzire a vicenda. La risata malvagia di Michael che, fino ad allora, si era presentato come un personaggio assolutamente benevolo, è un bel ceffone per lo spettatore.
Squid Game: giochi (non) innocenti
Come tutto ciò che arriva dall’Estremo Oriente, anche Squid Game è un prodotto complesso e profondo, che va al di là del semplice intrattenimento. Un po’ Hunger Games, un po’ Saw-L’enigmista, la serie è diventata un fenomeno culturale, che ha appassionato l’intero pianeta. Anche in questo caso, non mancano i plot twist, che cambiano continuamente il punto di vista dello spettatore su chi siano, in fondo, i buoni e i cattivi.
Il primo shock, in ogni caso, arriva già nell’episodio pilota, quando le persone chiamate a prendere parte a questi bizzarri giochi, in cambio di una folle somma di denaro, si trovano ad affrontare la prima prova. In un’enorme stanza, decorata come una cameretta per bambini, i partecipanti dovranno cimentarsi con uno dei divertimenti classici dell’infanzia, Un, due, tre, stella. Quello che, però, si presenta come una gara semplice e innocente, si trasforma in un massacro nel momento in cui la gigantesca bambolina che tiene il conto si gira e inizia a uccidere chiunque si muova. Ed è solo l’inizio (della fine).
Dark: affari di famiglia, qualsiasi essa sia
Più che un plot twist, l’intera Dark è tutta un unico colpo di scena. La serie tedesca è stata amata dal pubblico ma, al tempo stesso, è stata la causa di gran mal di testa nei telespettatori, che più di una volta hanno rischiato di perdersi cercando di star dietro agli intricati rapporti di parentela che legano i personaggi.
L’effetto sorpresa è assicurato dalla rivelazione sul protagonista Jonas, uno e trino insieme al Viaggiatore e il villain Adam, che altri non sono che le sue versioni del futuro. E che dire del rapporto madre-figlia più complicato della storia, con la poliziotta Charlotte, che scopre di essere figlia di sua figlia, in un impossibile gioco di viaggi nel tempo?
Il trauma primordiale, tuttavia, viene da Mikkel, il fratellino di Martha, la ragazza amata da Jonas, che scompare all’inizio della serie e che, sorprendentemente, si svela esssere il papà dello stesso Jonas. Questo passaggio è il momento topico dell’intero telefilm, la forza motrice che scatena tutti gli eventi passati, presenti e futuri. Il microcosmo della cittadina tedesca inizia e finisce con l’identità di Mikkel, che sposta gli equilibri di Dark e la espone per quello che è, lasciandoci con tanti dubbi, specialmente riguardo alla strana, grande, difficile famiglia che popola Winden. Pensate che casino organizzare la cena di Natale.
Federica Checchia
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