Il Capodanno non è solo sinonimo di nuovo anno ma segna l’inizio di un cambiamento. Questo tema è ben presente nella letteratura.

Capodanno: tra speranza e frivolezza

Luigi Pirandello ha una vastissima raccolta letteraria e “Un Natale di guerra” parla da sé. Passare le feste lontano da casa è sempre difficile ma quando si è in trincea lo è un po’ di più. Questo soldato italiano riflette su come non ci sia nulla in cui sperare, attorno a lui solo sofferenza e morte.

Per Giuseppe Ungaretti il Capodanno era un momento di tristezza e di nostalgia, ma anche di speranza e di fede. Nella sua raccolta L’allegria dedica una poesia al Capodanno del 1916. Scritta durante la prima guerra mondiale, il poeta esprime il suo desiderio di pace e di amore, con versi brevi e intensi: “Un altro anno / di dolore / di inganni / di speranze / di affetti / di fede / di amore / Un altro anno / di vita / Dio lo benedica”.

“La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne: Hester Prynne, dopo aver affrontato il suo peccato pubblico, racconta la storia di Hester Prynne, costretta a portare la lettera “A” (Adultera) sul petto per espiare il suo peccato: aver avuto una figlia illegittima. Il Capodanno viene rappresentato come un momento di riflessione e accettazione del proprio destino.

“Il Circolo Pickwick” di Charles Dickens, racconta del presidente di un circolo letterario Samuel Pickwick. La festa di Capodanno è un’occasione per criticare la disuguaglianza sociale e al tempo stesso il sostegno creatosi tra i personaggi. 

Se c’è chi spera in un anno migliore, ne “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald i personaggi ostentano il lusso, facendo capire quanto superficiale sia la loro vita.

Pablo Neruda e la poesia

Pablo Neruda con la poesia “Ode al primo giorno dell’anno” esprime quello che apparentemente è un giorno come un altro eppure segna l’inizio di speranze e novità.

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.

Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.

Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli…
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.

Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare

Gabriella Pino