Cultura

Fedez, letteratura per “bimbi per strada”

1,3 miliardi di streaming globali e 57 dischi di platino: Federico Leonardo Lucia, meglio noto come Fedez, è uno dei rapper più in vista del panorama musicale nazionale. Tuttavia, nei suoi quattordici anni di carriera non si è limitato solo alla musica. Infatti, durante il periodo di pandemia, non è mancato l’intrattenimento tramite Instagram con appuntamenti dj-set alle 18. Soprattutto, lui e Chiara Ferragni hanno avviato una campagna di raccolta fondi che, in breve tempo, ha portato alla realizzazione di un reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano. Insomma, non solo musica. Ma la musica resta sempre il suo primo amore, dopo la moglie Chiara e il figlio Leone.

Classe 1989, Fedez nasce a Milano e cresce, con la famiglia, nella periferia milanese. Si avvicina alla musica a 18 anni, collaborando con artisti che, come lui, cercavano di sfondare la scena del rap italiano. La sua ultima uscita, Bella storia, ci riporta al sound delle prime produzioni. Fedez infatti ha sempre affermato di provenire dalla strada, di averne imparato le regole non scritte. Durante il periodo di lockdown causato dalla pandemia, ha più volte affermato di aver ritrovato le sue origini e l’ha dimostrato con le sue ultime canzoni uscite.

Bimbi per strada: il tributo a Robert Miles

Tutti, bene o male, conosciamo il brano Children di Robert Miles. Quel giro di piano che riporta alla mente gli anni ’90, le discoteche e la musica dance. In un periodo come quello che stiamo vivendo, ricercare il sound “da discoteca”, è una forma di liberazione nei confronti di una pandemia che ha -giustamente- costretto i gestori dei locali a non riaprire. Bimbi per strada (Children) vuole essere un tributo al compianto Robert Miles, scomparso a soli 47 anni, che ha spopolato proprio nel 1995 grazie al suo brano Children. Il pezzo voleva quasi accompagnare i giovani a fine serata, in un periodo in cui le morti bianche a causa di droga o incidenti stradali stavano prendendo il sopravvento.

Il testo della canzone vuole essere un tributo sia alla situazione attuale, sia ai giovani che sono stati duramente colpiti dalle devastanti conseguenze del periodo storico che stiamo vivendo. Il brano apre proprio con la frase “tre mesi steso in sala”, che ricorda il duro lavoro di tutti gli operatori sanitari negli ospedali. Fedez cita la spensieratezza dei bambini che mandano “i grandi a casa” mentre loro scendono per strada: la crisi che il mondo sta attraversando mette da parte i più piccoli per concentrarsi sul salvare l’economia. La spensieratezza è anche ritrovare la normalità in un tormentone estivo.

Copertina di Bimbi per strada (Children) - PhotoCredit: web
Copertina di Bimbi per strada (Children) – PhotoCredit: web

Fedez e gli scontri politici

Il rapper ha alle spalle sei album e svariati singoli. I suoi sono sempre stati testi di denuncia, in ambito politico ma anche nel mondo del gossip. Ricordiamo infatti la sua Alfonso Signorini (eroe nazionale), e Non c’è due senza trash, parodia di Barbara d’Urso. Da ricordare poi gli scontri con Maurizio Gasparri, che ha soprannominato Fedez il “coso dipinto” su Twitter, tanto da dargli l’idea di rinominare la versione deluxe del suo quarto album Poop-Holista come Poop-Holista – Cosodipinto edition. Si è sempre detto simpatizzante del Movimento 5 stelle, posizione politica che nel 2014 gli è valsa la squalifica come giudice di X-Factor; le sue idee politiche poi sono state causa di scontri con Matteo Salvini.

In generale, Fedez non si è mai fatto problemi a dire la sua, anche se questo gli ha causato scontri con diversi personaggi pubblici, ma non solo. Ha infatti interrotto le collaborazioni sia con J-Ax, che con Fabio Rovazzi. Attualmente, durante la sua pausa dalla musica, ha iniziato a collaborare con lo youtuber Luis Sal, con il quale ha creato il podcast Muschio Selvaggio. Il rapper non è uno che, come si suol dire, sta con le mani in mano. Dopo il presunto flop dell’album Paranoia Airlines, si è dedicato a fare musica come ai vecchi tempi.

Fedez, Chiara Ferragni e il piccolo Leone - PhotoCredit: web
Fedez, Chiara Ferragni e il piccolo Leone – PhotoCredit: web

La pausa dalla musica

In ogni caso, i lati più taglienti del suo carattere con il passare del tempo si sono attenuati. Quasi un anno fa ha annunciato di volersi prendere una pausa dalla musica, per dedicarsi alla famiglia e a un lavoro di introspezione su sé stesso. Così, Fedez è riuscito a riconnettersi con il suo bimbo per strada, recandosi a registrare presso uno studio indipendente dove ha conosciuto l’artista Cara. Con lei, ha inciso Le Feste di Pablo, che ci ha fatto compagnia durante la quarantena.

Ora in attesa del secondo figlio, la famiglia Lucia-Ferragni vive momenti importanti per la famiglia e per la carriera. Dopo il figlio, il matrimonio, gli impegni sociali e il pieno supporto alla moglie, Fedez sta dimostrando la maturità artistica che, dopo un periodo di forti critiche per la sua musica, sembrava aver perso. Forse, come ha affermato lui stesso, ogni tanto è necessario fermarci a osservare noi stessi per capire da che punto ricominciare. A noi non resta che augurargli il meglio, sperando di sentire presto altri successi come Bimbi per strada.

a cura di Marianna Soru

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