Il gruppo Osez le Féminisme ha sporto denuncia contro Miss France. Secondo Pauline Harmange, autrice di Odio gli uomini, caso letterario in Italia edito da Garzanti, questo è l’esempio giusto da seguire. La scrittrice è intervenuta contro i concorsi di bellezza in occasione del festival L’Eredità delle Donne a Firenze.
Concorsi di bellezza: l’associazione femminista Osez le féminisme! ha presentato denuncia contro Miss France
Da anni le associazioni femministe, e non solo, mettono in discussione le regole dei concorsi di bellezza. L’ultimo caso, finito su tutti i giornali internazionali, è il concorso Miss France che verrà portato in tribunale dall’associazione Osez le Féminisme!. L’associazione ha deciso di appoggiare la denuncia di tre aspiranti Miss France che vogliono rimanere anonime. La portavoce di Osez le Féminisme! Alyssa Ahrabare, accusa gli organizzatori sfruttano le donne e ripetono anno dopo anno uno “spettacolo, discriminatorio e lucrativo“.
“Ogni anno protestiamo contro questo concorso che diffonde valori sessisti, ma non cambia niente. Abbiamo quindi deciso di usare il diritto per fare avanzare la causa delle donne”.
L’associazione ha pertanto presentato una denuncia al tribunale del lavoro. Endemol, la società che organizza Miss France, è accusata di diverse violazioni del codice del diritto del lavoro. Dall’assenza di remunerazione, alle regole discriminatorie. Per partecipare al concorso bisogna essere alte almeno 1.70m, non avere piercing o tatuaggi, non essere sposate, non aver un partner convivente o figli, non fumare o bere in pubblico. Per ultimo, non bisogna aver partecipato a servizi fotografici o atti “contrari alle buone maniere” e a “valori etici come l’eleganza”. Secondo la portavoce, quella delle aspiranti Miss è una vera è propria prestazione di lavoro e in quanto tale non può essere soggetta a discriminazioni.
Nonostante le critiche che subisce da anni, Miss France risulta essere ancora una delle trasmissioni più seguite. La presidente si è detta stufa delle polemiche e sostiene che essendo un concorso televisivo non può rientrare nelle regole del codice del lavoro. L’associazione femminista ha sottolineato come la versione maschile di Miss France, ovvero Mister France, preveda invece un contratto di lavoro dipendente, firmato dagli aspiranti Mister e dalla società televisiva. Se la denuncia verrà accettata, il processo sarà tra più di un anno.
Sui social, l’associazione femminista ha lanciato l’hashtag #PasTaMiss, non la tua miss. Nell’appello sui Twitter, l’associazione definisce Miss France uno spettacolo “retrogrado e sessista, incarnazione stessa della donna oggetto“. L’appello è stato accolto da centinaia di utenti che hanno rilanciato l’hashtag.
Pauline Harmanage contro i concorsi di bellezza: “una forma di controllo del corpo della donna”
Pauline Harmange è l’autrice del caso letterario Odio gli uomini (Garzanti, 2021), la cui tesi è che odiare gli uomini può rendere libere le donne. In questi giorni, l’autrice è ospite del festival L’eredità delle Donne, festival sull’empowerment femminile a Firenze. In quest’occasione Harmanage si è espressa contro i concorsi di bellezza e sostiene la scelta di Osez le Féminisme!.
“È una buona scelta quella di fare causa, di usare la legislazione esistente. Queste donne non sono protette dalle leggi sul lavoro. Le regole dei concorsi sono arbitrarie, le leggi invece esistono e dovrebbero valere per tutti”.
L’autrice ha poi continuato sostenendo che i concorsi di bellezza sono evidentemente sessisti e che sono una forma di controllo del corpo della donna.
“Un evento che vuole giudicare le donne solo in base all’aspetto fisico è evidentemente sessista. Ma anche tutte le regole che le concorrenti devono rispettare solo per essere ammesse sono una forma di controllo del loro corpo, come non potessero essere esseri umani liberi e indipendenti.”

Come la donna è rappresentata nei concorsi influisce sulla società
Anche se può sembrare un problema superficiale, in realtà non lo è. I concorsi di bellezza non fanno altro che alimentare la rappresentazione della donna come un oggetto, diventando parte integrante di una società in cui è presente la cultura dello stupro e i numeri dei femminicidi e violenze di genere sono in continuo aumento. I numeri di violenze contro le donne sono simili in Italia e in Francia.
Nel suo intervento Pauline Harmanage ha parlato anche della polizia, non sempre in grado di fornire un aiuto concreto alle donne. La soluzione potrebbe essere formare ulteriormente gli agenti e prepararli a casi del genere.
“La polizia non è attrezzata per gestire questi casi, non è preparata. Ci sono casi in cui le donne si sono rivolte inutilmente alla polizia decine di volte prima di essere uccise. Non sono protette. Ci sarebbero metodi per tenere partner ed ex partner a distanza, come il braccialetto elettronico, ma raramente sono messi in atto. È come se davvero nessuno si interessasse a queste donne fino a quando non è troppo tardi e anche quando denunciano non trovano dall’altra parte chi le sappia ascoltare e non farle sentire doppiamente colpevoli. Tutti devono capire che cosa è la violenza sulle donne e devono imparare a riconoscerla.“
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Michela Andreatta




