I presidenti di Francia e Germania hanno duramente condannato la politica estera di Donald Trump, accusandolo di voler liberarsi delle «regole internazionali» e sostenendo che le sue modalità potrebbero portare il mondo a trasformarsi in una «regole internazionali». In due dichiarazioni autonome, Emmanuel Macron e Frank-Walter Steinmeier hanno avvertito che l’ordine internazionale basato sulle regole del dopoguerra potrebbe presto disintegrarsi.
Le parole di Macron contro Trump
«Gli Stati Uniti sono una potenza consolidata, ma che si sta gradualmente allontanando da alcuni dei suoi alleati e si sta liberando dalle regole internazionali che fino a poco tempo fa promuoveva» ha dichiarato Macron dall’Eliseo. «Le istituzioni multilaterali funzionano sempre meno efficacemente. Viviamo in un mondo di grandi potenze, con una reale tentazione di spartirsi il mondo».
Come da lui ribadito, la Francia «rifiuta il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo, ma anche il vassallaggio e il disfattismo. Ciò che abbiamo ottenuto per la Francia e in Europa è un passo nella giusta direzione. Maggiore autonomia strategica, minore dipendenza da Stati Uniti e Cina».
Il discorso di Steinmeier
Steinmeier, intervenendo mercoledì sera a un simposio a Berlino per celebrare il suo settantesimo compleanno, si è detto convinto che la democrazia globale sia a rischio. Per l’ex ministro degli Esteri tedesco, l’invasione russa dell’Ucraina ha rappresentato uno spartiacque. Sarebbe stato il comportamento attuale degli Stati Uniti, però, a segnare una seconda «rottura epocale». Secondo lui, c’è stato un «crollo dei valori da parte del nostro partner più importante, gli Stati Uniti, che ha contribuito a costruire questo ordine mondiale. Si tratta di impedire che il mondo si trasformi in un covo di ladri, dove i più senza scrupoli prendono tutto ciò che vogliono».
Sebbene nessuno dei due presidenti lo abbia detto direttamente, si presume che entrambi si riferissero al raid statunitense di Caracas dello scorso fine settimana e alla cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro. A preoccuparli, inoltre, c’è anche la volontà di Donald Trump di prendere il controllo della Groenlandia.
Il silenzio dell’Unione Europea
Queste dichiarazioni arrivano mentre i leader dell’Unione Europea -divisi tra l’esigenza di difendere il diritto internazionale e quella di mantenere gli Stati Uniti come partner economico e alleato nella difesa dell’Ucraina- faticano a concordare una risposta comune alle azioni di Washington.
L’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha dichiarato giovedì che l’Unione starebbe valutando la sua risposta, qualora i piani degli Stati Uniti di acquisire la Groenlandia si concretizzassero. «I messaggi che riceviamo sono estremamente preoccupanti», ha affermato.«Se questa fosse una minaccia reale… quale sarebbe la nostra risposta?».
Federica Checchia





