Dopo i Clash, Kate Bush e molti altri, Stranger Things ha fatto per l’ultima volta quello che sa fare meglio: far scoprire alla Gen Z i grandi del passato (e di sempre). Questa volta è toccato a Prince, protagonista, suo malgrado, di due momenti chiave dell’episodio finale dell’acclamato show dei Duffer Brothers, conclusosi dopo dieci anni, cinque stagioni e un mix di nostalgia e aspettative mancate.
Se, infatti, la serie cult di Netflix ha chiuso i battenti lasciando dietro di sé una serie di interrrogativi senza risposta, su un aspetto non ha mai perso un colpo. In ogni scena, infatti, la colonna sonora ha sempre giocato un ruolo estremamente importante, aiutando gli spettatori a immergersi nelle emozioni dei protagonisti, e nelle dinamiche della storia. Non è quindi una sorpresa il fatto che i brani, ripescati direttamente dagli anni Ottanta, abbiano beneficiato del successo dello show.
La musica di Prince vola su Spotify
Da Capodanno a oggi, Purple Rain e When Doves Cry hanno registrato un aumento incredibile negli ascolti su Spotify e, stando ai dati, sono stati proprio i più giovani a determinare questa impennata. Secondo i dati ufficiali, diffusi dalla piattaforma svedese, Purple Rain ha segnato un +243% di stream globali tra il 31 dicembre e il 1° gennaio 2026. Gli ascolti tra gli utenti Gen Z sono cresciuti del 577%. Risultati simili, sebbene leggermente inferiori, per When Doves Cry, che ha registrato un +200% globale e un +128% tra i più giovani.
Di riflesso, l’intera discografia di Prince sembra star vivendo una nuova giovinezza, con un aumento del 190% degli stream globali. I fratelli Duffer, dal canto loro, sembrano aver sempre saputo di aver puntato sul cavallo vincente. «Sapevamo di aver bisogno di un needle drop epico», hanno raccontato a Tudum: «E non c’è nulla di più epico di Prince».
Federica Checchia





