«Per me Mayhem significa affrontare chi sono veramente, nella speranza che l’album porti gioia e festa alle persone di tutto il mondo che celebrano chi sono, o anche la loro vulnerabilità, e tutte le cose a cui cercano di dare un senso». A cinque anni da Chromatica, e dopo le OST di Top Gun: Maverick e di Joker: Folie à Deux, Lady Gaga ha pubblicato il suo nuovo album di inediti. Un ritorno alle origini, come i fan avevano intuito sin dal primo ascolto di Disease e di Abracadabra ma anche molto di più.

Lady Gaga pubblica Mayhem: più di un disco pop

Lady Gaga Mayhem
Mayhem è l’ottavo album in studio di Lady Gaga

Mayhem è un disco sfacciatamente pop, che richiama opere precedenti, come The Fame Monster o Born This Way e si discosta con decisione dal country di Joanne o dalle ballad cinematografiche di A Star is Born. Incasellarlo in un unico genere, tuttavia, sarebbe un errore: le quattordici tracce che lo compongono racchiudono al loro interno sonorità industrial, elettroniche, rock.

Un disordine ordinato, ben evidente a partire dalla copertina, con il riflesso sfocato dell’artista su uno specchio rotto, simbolo della bellezza dell’imperfezione. Come Gaga stessa ammette: «Mi sento spesso così, frammentata, ma ho imparato a celebrare chi sono, con tutte le mie contraddizioni». Mayhem è il risultato di tutte le schegge imprecise che compongono la sua personalità, e che danno vita a un racconto non sempre lineare, ma perfettamente coerente.

Le tracce del disco

L’album di apre con il secondo singolo estratto, Disease, pubblicato nell’ottobre 2024. Un pezzo dark e dal fascino inquietante, che mescola sapientemente un sound rockeggiante e l’elettronica. Segue Abracadabra, ormai hit assoluta, anche grazie alla coreografia del video che rimanda ai tempi di Judas. Una partenza a tutto gas, che carica l’ascoltatore di aspettative e non le delude mai nei brani successivi. Il pop anni 2000 si fonde con le chitarre electro-grunge in Garden of Eden, mentre la tagliente Perfect Celebrity svela il lato più cupo della fama, che lei ha sperimentato in prima persona, con un ritmo che richiama la sublime perfidia di Paparazzi.

Si potrebbe pensare che Mayhem sia un’autocelebrazione, ma non è così. In ogni brano c’è sì Lady Gaga, ma sono presenti anche tutti i musicisti che nel tempo l’hanno influenzata e che l’hanno resa la camaleontica cantante che tutti amiamo. In Vanish Into You c’è tutta la teatralità del miglior David Bowie, da sempre suo idolo, così come in Killah è impossibile non percepire qualcosa di Prince. La chic-dance di Zombieboy, che si candida a diventare una delle banger dell’album, è un omaggio alle signore del pop come Gwen Stefani, con un coro che fa pensare a Hollaback Girl o alla più recente Hot to Go! di Chappell Roan.

Mayhem: una, nessuna, centomila Lady Gaga

LoveDrug ha in sé la spensieratezza della musica pop e disco anni Ottanta, sonorità che viene ripresa anche dalla successiva How Bad Do U Want Me, una canzone che avrebbe potuto tranquillamente essere stata scritta dalla Taylor Swift dell’era 1989; una combo alla quale non avremmo mai pensato, ma sulla quale le due dive dovrebbero riflettere. Dalla power ballad Don’t Call Tonight si passa a Shadow of a Man, un chiaro tributo al Re del pop Michael Jackson, che sembra quasi sostituirsi alla cantautrice nel travolgente inciso, così come accade in The Beast, in cui il funk alla Prince ritorna con prepotenza.

La ballata Blade of Grass ci accompagna verso il gran finale. Gaga torna a essere Stefani e ci mostra tutta la sua vulnerabilità e la sua estensione vocale. D’altronde, il premio Oscar vinto per Shallow non è assolutamente un caso, ed è bene ricordarlo. Chiude le danze il boppone del 2024, Die With a Smile, in duetto con Bruno Mars.

Mayhem ha un’anima dichiaratamente pop, ma mille sfaccettature, proprio come lei; dopo una serie di alti e bassi personali e professionali (basti pensare al flop di Joker: Folie à Deux) ora appare più centrata, sicura, libera. Negli anni passati ha dimostrato di saper far tutto, spaziando dal jazz al grande schermo, quasi sentisse la necessità di farsi valere a 360°. Ora, però, questo sembra non interessarle più, ed è pronta ad essere se stessa, in una versione aggiornata e più consapevole. Si è parlato di un comeback di Lady Gaga, ma la verità è che non è mai andata da nessuna parte; ha sperimentato, ha osato, è cambiata, metamorfica come solo lei sa essere, ma è sempre stata qui.

Federica Checchia

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