Moda

L’origine e i tipi chignon, la pettinatura anti-afa per sopravvivere all’estate

Quest’estate l’afa si fa sentire molto di più di altri anni e raccogliere i capelli per sopperire alla calura estiva diventa sempre più urgente: la tendenza di quest’estate tra le svariate pettinatura anti-afa sembra essere lo chignon, che rimane la più gettonata, ma anche facilmente riproducibile a casa.

Dallo Spiky Bun al Romantic Chignon

Chignon Photo credits wikipedia
Chignon Photo credits wikipedia

Un tipo di pettinatura, che sarà tra le acconciature più richieste di quest’estate è lo Spiky Bun, che riporta lo stile retrò degli anni ‘90. Per realizzarlo occorre separare i ciuffi con una riga centrale o laterale. Una volta creata una coda alta al centro della testa si attorciglia e si ferma con un elastico, per poi attorcigliare i capelli su se stessi. Si fermano i capelli con alcune mollette, avendo cura di lasciare delle punte libere da direzionare verso il volto. Per chi predilige una pettinatura più tradizionale c’è invece il cosiddetto Romantic, adatto a tutte le tipologie di capelli, e per le persone con lineamenti più marcati, dato che avvolge il viso. Questo tipo di chignon è basso, romantico e leggermente spettinato.

Anche in questo caso di dividono i capelli con una riga centrale o laterale. Quindi si crea una coda morbida e bassa, e si avvolgono i capelli, fermandoli con alcune mollette, infine si crea un po’ di movimento nella zona della nuca. Un altro tipo di chignon è Backwards Braided Bun. In questo caso si crea una treccia piatta fino al centro della nuca. Quindi si raccolgono i capelli in una coda alta e si fissano con un elastico. Si girano le lunghezze intorno l’elastico, con cui è stata legata la coda, e si lascia qualche punta slegata per un effetto più soft.

L’origine dello chignon

Lo chignon sembra l’acconciatura più semplice, ma in realtà le sue origini risalgono all’antichità. Le donne greche acconciavano i capelli in un nodo basso, tradizionalmente adornato con gioielli, per indicare lo status sociale al quale appartenevano. Invece nella Cina antica era un modo per identificare le donne sposate rispetto a quelle nubili. In India lo chignon era una pettinatura legata alla tradizione ayurvedica. Secondo la concezione indiana i capelli sarebbero un’estensione spirituale del corpo. Dato che il corpo emana vibrazione, la forma circolare dello chignon crea una rotazione dell’energia in senso orario, mantenendola all’interno del corpo. Infine in Giappone la tradizione dello chignon viene associato ai Samurai e ai lottatori di Sumo. Questi guerrieri sistemavano i capelli in un chignon, in modo tale da dare maggiore stabilità all’elmo.

Lo chignon torna ad essere una pettinatura “alla moda” nel diciottesimo secolo, in particolare tra le donne di medio e alto rango. Il vero trionfo dello chignon avviene soprattutto in epoca vittoriana, quando diventa più austero e meno libero. L’utilizzo dello chignon nelle acconciature delle danzatrici si ritrova fin dall’inizio dell’Ottocento. In quel periodo le dame di corte hanno delle acconciature particolarmente voluminose e ingombranti. I capelli delle danzatrici rispecchiano in toto queste pettinature, fino al 1830 quando comincia ad evidenziarsi un’evoluzione della tecnica, e un conseguente alleggerirsi dei costumi e delle pettinature per garantire i maggiori virtuosismi di ballo. A partire dal 1880 il balletto in Francia comincia ad assumere rigide regole riguardanti i costumi e le pettinature a chignon delle ballerine.

Sonia Faseli

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