Arte e Intrattenimento

Masako Katsura, la “First lady” del biliardo

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Per la rubrica “Esseri Unici” oggi raccontiamo la storia di Masako Katsura. Costei fu la prima donna che negli anni ’40 si impose nel panorama internazionale e successivamente in quello mondiale del gioco del biliardo. Specificatamente nella variante della carambola. Nata a Tokyo nel 1913 rimase ben presto orfana dei genitori. Cresciuta dalla sorella maggiore impugnò la prima stecca da biliardo grazie al cognato che aveva una sala giochi. A15 anni Masako vinse il campionato femminile giapponese nella variante della carambola. A 19 anni cominciò a gareggiare nei tornei maschili e negli anni ’40 era ormai una giocatrice professionista affermata.

Nelle competizioni tenutesi in Giappone arrivò seconda per tre volte nel campionato nazionale di “Three-cushion billiards“. Nelle esibizioni era famosa per riuscire a conquistare 10.000 punti nelle partite di “Straight rail“. Il gioco della carambola si pratica sul biliardo internazionale (cioè un tavolo con la superficie piana delle dimensioni di 284 x 142 cm), biglie di diversi colori, normalmente bianco giallo e rosso, e due stecche. Il gioco prevede di colpire la propria biglia con la stecca e di farla carambolare sulle altre due. Questo però dopo aver toccato un certo numero di sponde a seconda della variante. Al completamento della sequenza giusta, si ottiene un punto e si ha la possibilità di tirare nuovamente.

Masako katsura, le partecipazioni ai campionati

Nella foto Masako Katsura durante un torneo di biliardo photo credit: twnews.it
Nella foto Masako Katsura durante un torneo di biliardo photo credit: twnews.it

Dalla metà del XIX secolo la specialità che vide tantissimi campioni statunitensi fu proprio quella della carambola. All’età di circa 30 anni Masako Katsura durante un’esibizione conobbe l’ufficiale statunitense Vernon Greenleaf che sposò nel 1950 trasferendosi successivamente negli Usa. Nel 1952 prese parte all campionato mondiale di “Three-Cushion” ospitato negli Usa, concludendo questa competizione al settimo posto. La sua fama si consolidò e partecipò a diverse esibizioni negli Stati Uniti con l’otto volte campione del mondo Welker Cochran e successivamente con il 51 volte campione del mondo Willie Hoppe.

Impresa storica per la disciplina e per l’emancipazione femminile: la giocatrice giapponese diventò una star internazionale, tanto da guadagnarsi l’appellativo di first lady del biliardo. Katsura dovette scontrarsi con una realtà a prevalenza maschile avvolta nei più granitici pregiudizi. Un’altra donna però prima di lei aveva dato filo da torcere agli uomini nei tornei: Ruth McGinnis. La campionessa statunitense nel 1948 era riuscita infatti a partecipare al torneo mondiale, primato femminile assoluto nel gioco del biliardo, di pool continuo, una variante del pool specialità tipicamente americana che prevede un piano a buche larghe e l’utilizzo di 16 biglie.

L’abbandono delle scene internazionali

Nella foto Masako Katsura durante un torneo di biliardo photo credit: brogi.info
Nella foto Masako Katsura durante un torneo di biliardo photo credit: brogi.info

Ruth McGinnis segnò così con il suo talento l’ingresso femminile nel mondo del biliardo in un modo assolutamente pioneristico, ma fu  Masako Katsura ad attirare l’attenzione del mondo sulla partecipazione di una donna a match maschili in ambito internazionale. Dopo una sconfitta contro l’allora detentore del titolo Harold Worst, Katsura abbandonò i tornei internazionali , per fare una breve comparsa a sorpresa al “Palace Billiards” di San Francisco nel 1976. Dopo quegli ultimi sonori applausi, uscì definitivamente di scena e negli anni ’90 si ritirò in Giappone, dove si spense all’età di 82 anni.

Qui, nel 2002 si è tenuto un torneo in suo onore dal titolo Katsura Memorial: “The First Ladies Three Cushion Grandprix”  poi andato in onda su SKY PerfecTV!. Ispirata a Masako Katsura, come donna che si impose nel mondo dello sport spesso destinato al solo universo maschile, è invece la serie tv firmata Netflix dal titolo “The queen’s gambit“. La protagonista è Beth Harmon , una bambina prodigio che incarna il sogno americano e negli anni ’60 ottiene il titolo mondiale, primato che gli americani ottengono contro gli imbattibili sovietici e per di più grazie a una donna. nato dalla fantasia e dalla penna di Walter Tevis, autore dell’omonimo romanzo pubblicato nel 1983.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina (Masako Katsura) photo credit: americanstocknews.com

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