L’omosessualità è un termine nato nel 1869. I rapporti amorosi fra esponenti dello stesso sesso sono sempre esistiti, basti pensare al modello pedagogico vigente nell’Antica Grecia; tuttavia, erano altre le espressioni usate per riferirsi all’attrazione fra individui dello stesso sesso.

Nel nuovo appuntamento della rubrica Parole dal Mondo, in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia la bifobia e la transfobia, origine e storia di una parola fondamentale per i diritti umani.

Omosessualità, definizioni lacunose e limitate nel tempo

Omosessualità, la bandiera arcobaleno usata per appresentare la comunità LGBTQ+ - Photo Credits: wikipedia
Omosessualità, la bandiera arcobaleno usata per appresentare la comunità LGBTQ+ – Photo Credits: wikipedia

Il termine Omosessualità è oggi consuetudine ma, fino a quasi la metà dell’800, si utilizzavano altre parole per indicare l’attrazione fra persone dello stesso sesso. Evidenze tangibili fra relazioni di individui appartenenti al medesimo genere, si hanno già a partire dall’antica Grecia. Due esempi lampanti sono Saffo Alceo: massimi esponenti della Grecia arcaica di lirica eolica le cui poesie nascono, rispettivamente, nel tiaso: struttura presieduta dalla poetessa per l’educazione delle giovani donne della società di Lesbo, legata al culto di Afrodite; le ragazze accompagnavano il loro viaggio formativo attraverso amicizie ma anche amori omoerotici. Corrispettivo del tiaso saffico, era leteria di Alceo: dove avvenivano simposi e incontri culturali, alternati a rapporti pederastici, ai fini formativi. L’Omosessualità come termine e semantica si rifletteva in termine come pederastia, omogenia o uranismo. Definizioni limitate, parziali, lacunose e dispregiative, a volte:

  • Pederastia: il rapporto sessuale di un adulto con un fanciullo. Nell’antica Grecia era quasi un rito di iniziazione approvato dalla società del tempo. La pratica, successivamente, divenne discutibile col passare del tempo. Ne conviene che, chiunque abbia una relazione, uomo o donna che sia, con un minore configuri reato. Di conseguenza, etichettare l’omosessualità similare alla pederastia è un’espressione di giudizio morale contro la persona omosessuale;
  • Omogenia: qualcosa appartenente alla stessa specie, derivante dalla stessa natura, elementi distribuiti in modo uniforme. Ne consegue una vaghezza e nebulosità semantica;
  • Uranismo: forma passiva dell’omosessualità maschile, caratterizzata da una sessualità psichica orientata in senso femminile. Il termine deriva dal dio Urano che, secondo varie ipotesi, avrebbe assunto questo comportamento dopo aver perso i genitali per mutilazione. Karl Heinrich Ulrichs coniò il termine nel 1864, cinque anni prima del’espressione Omosessualità.

Omosessualità, origine e storia di un termine normale

Karl Heinrich Ulrichs fu un pioniere del primo movimento omosessuale. Il concetto di Uranismo da lui divulgato non veicola ciò che il termine Omosessualità, invece, racchiude; tuttavia, le intuizione di Ulrichs furono profetiche. Urano, nel greco antico, era il cielo: Ulrichs riprende tale significato nel senso di “celestiale” in quanto, nel Simposio di Platone Afrodite era definita Urania, protettrice degli amori omosessuali. Fu anche inventore del concetto di ”Terzo sesso”, ovvero ”anima femminile imprigionata in un corpo maschile”. Il suo scopo era ricercare le condizioni biologiche di tale condizione. Karl-Maria Kertbeny fu, invece, colui che coniò nel 1869 il termine Omosessualità: probabilmente, suo obiettivo, fu quello di creare un neologismo che non limitasse la condizione di omosessualità alla semplificata espressione di donne imprigionate in un corpo maschile.

Quello che Kertbeny volle evidenziare e rivendicare era la piena virilità della condizione omosessuale, senza svilirla o sminuirla. Il termine Omosessualità deriva dalla parola tedesca Homosexualität, a sua volta derivante da una fusione fra il greco omoios, ”simile”, e il latino sexus, ”sesso”. Kertbeny usò il termine in una pubblicazione anonima contro il Ministero della Giustizia prussiano, il quale, introdusse una legge per punire gli atti sessuali compiuti fra due persone di sesso maschile. Inventò anche i termini  Normalsexualität (“normosessualità”) e Doppelsexualität (“bisessualità”).

Kertbeny e l’auspicio di creare un termine moralmente neutro

L’inventore del termine Omosessualità non era un medico, bensì, un letterato. La creazione della parola non fu quindi un tentativo di etichettare, ghettizzare o medicalizzare la pratica omosessuale: l’auspicio di Kertbeny fu quello di contribuire alla creazione di un termine moralmente neutro che sostituisse quelli in uso all’epoca, troppo limitanti e, spesso, dispregiativi. In Italia il termine comparì nel 1894; tuttavia, si diffuse solo a partire dagli anni ’30. Fra gli anni ’50 e ’60, il Movimento di Liberazione Omosessuale, cercò di far svanire l’attenzione del pubblico sul solo aspetto della sessualità del termine: sostituì Omosessualità con Omofilia – da omoios e filia, ”amore fraterno”, in greco – che, tuttavia, cadde in disuso. Negli ultimi anni, proprio per non far concentrare l’attenzione esclusivamente alla sessualità, si è introdotta l’espressione di Omoaffettività.

Gergo moderno e sinonimi

Nel tempo si utilizzarono nel linguaggio comune espressioni rientranti come veri e propri sinonimi di omosessuale. Primo fra tutti, nato da gergo statunitense, il termine gay, presente nello slang omosessuale già negli anni ’20 del XX secolo e riferito, principalmente, per indicare due uomini omosessuali. Nel caso di omosessualità fra donne si parla, invece, di lesbismo; termine derivante dall’isola di Lesbo in cui viveva la poetessa Saffo che, appunto, presiedeva il tiaso. Altra parola riferita all’omosessualità è Queer che, però, si traduce con gli aggettivi ”eccentrico, insolito, poco usuale”. Nasce per alludere in modo indiretto all’orientamento sessuale di un soggetto senza però entrar troppo nel dettaglio. Probabilmente la parola deriva dal tedesco, anche se risultano delle evidenze in lingua inglese già a partire dall’800. Fino al 1970 la semantica del termine aveva valenza dispregiativa: in seguito, si utilizzò internazionalmente assumendo un valore neutro.

Stella Grillo

Foto in copertina: Pinterest