Cinema

Peter Greenaway, il cineasta barocco

Eccessivo, discusso, visivamente strabordante: il cinema di Peter Greenaway turba e incanta. La carriera del regista gallese si sviluppa attraverso quarant’anni alla ricerca di un estetismo che rivoluziona il linguaggio cinematografico. Formatosi come pittore, scrittore e critico cinematografico, Greenaway esordisce nel 1982 sul grande schermo con “I misteri del giardino di Compton House“, commedia satirica ambientata nel tardo Seicento e incentrata sull’opera di un giovane paesaggista alle prese coi capricci dell’aristocrazia.

Fin dalla sua prima opera l’autore rivela le sue ossessioni: il formalismo, il richiamo alla pittura olandese del XVII secolo, la critica alle classi dominanti. Greenaway asciuga la trama dei suoi film fino a renderla quasi irrilevante; ciò che conta è la forma con cui è raccontata. Giochi di luce, sovrimpressioni, uso simbolico dei colori, inquadrature che rassomigliano a quadri d’epoca. Il regista ingabbia la storia in una griglia, fastosa ed elaboratissima, al cui interno lascia compiere ai suoi personaggi le azioni più folli e grottesche.

L’opera di Peter Greenaway

La carriera dell’autore si snoda attraverso opere come “Il ventre dell’architetto” (1987), in cui un architetto americano malato di cancro viene sopraffatto dalla bellezza classica di Roma, e “Giochi nell’acqua” (1988), storia di tre donne che annegano i propri mariti in un macabro countdown (i numeri da 1 a 100 appaiono nel corso del film, come recita il titolo originale, “annegando tra i numeri”). Il capolavoro del periodo è certamente “Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante“, con Helen Mirren e Michael Gambon, cronaca di un triangolo amoroso in un circolo efferato tra cibo, sesso e morte.

Nel 2007 Greenaway torna all’amata arte olandese col dramma “Nightwatching“. Protagonista è il pittore Rembrandt (interpretato da Martin Freeman) implicato suo malgrado in una serie di misteriosi omicidi celati dietro la creazione del suo capolavoro “La ronda di notte”. Una nuova pietra miliare del maestro gallese, che promette di portare prossimamente sullo schermo la storia di Hyeronimus Bosch.

Davide Cossu

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