Stasera in tv: Il film The Raven non si lancia in un blasfemo tentativo di ricostituzione dell’immaginario di Edgar Allan Poe, ma resta nel genere poliziesco, tra la macabra catena a indovinelli di Seven e il mistery action vittoriano dell’eccentrico Sherlock Holmes di Guy Ritchie. Ai virtuosismi di quest’ultimo, James Mc Teigue (V per Vendetta) oppone una regia meno invadente, che tuttavia non risparmia alcuno sgocciolamento di sangue o esplorazione di viscere. Il potenziale del film, tra un protagonista tormentato e geniale e un materiale letterario iconico, non è messo a frutto. Dopo una più interessante esposizione sul quotidiano del genio, si installa la sistematica serie di inseguimenti e indizi, e tutto procede in pilota automatico.

Edgar Allan Poe (John Cusack) è rientrato a Baltimora, dove spende i propri giorni lottando con alcolismo, creditori e critici letterari. Un misterioso doppio omicidio è congegnato con un trucchetto immaginato dallo scrittore, in uno dei suoi racconti. L’assassino, in seguito, rapisce proprio la fidanzata di Poe, Emily (Alice Eve), e sfida lo scrittore a trovarla. Per farlo, egli dovrà decifrare una serie di indizi lasciati in ogni vittima, che si basano proprio sulle celebri opere del poeta. Inoltre, il serial killer chiede a Poe di trasformare la vicenda in un feuilleton da pubblicare ad episodi, così contribuire alla creazione di una suprema opera letteraria, tra fantasia e realtà.

The Raven, fantasia sulla morte di Poe

Edgar Allan Poe è deceduto il 7 ottobre 1849 in circostanze che rimangono ad oggi misteriose. Sappiamo solo che il giorno 3 ottobre, egli fu trovato a Baltimora, in uno stato di grande sofferenza e bisogno. Portato all’ospedale, morì 4 giorni dopo, all’età di 40 anni, senza aver mai spiegato il motivo della sua condizione. Nessun documento, certificato di morte incluso, è mai stato ritrovato. L’inventore del genere investigativo ci ha lasciato con un enorme mistero da risolvere. Numerose le teorie sulla morte.

Secondo alcuni, questa sarebbe causata dall’abuso dell’alcol, nonostante l’autore si fosse mesi prima ingaggiato in un gruppo di lotta per la sobrietà. Recenti esami scientifici hanno confermato, dall’ analisi dei suoi capelli, che il poeta rimase fedele al proprio buon proposito fino all’ultimo. Un’altra ipotesi è data da avvelenamenti vari, fughe di monossido di carbonio delle lampade a gas, o intossicazione da mercurio, prescritto per curarsi dal colera, e che avrebbe anche spiegato lo stato allucinatorio precedente alla morte. Rabbia, tumore al cervello e polmonite, tra le varie ipotesi. Si aggiunge perfino una teoria di omicidio, per mano dei fratelli della fidanzata Emilia Shelton, che erano contrari al matrimonio.

Stasera in tv - In The Raven, John Cusack interpreta il ruolo di Allan Poe- Photo Credits: studenthandouts.com
Stasera in tv – In The Raven, John Cusack interpreta il ruolo di Allan Poe- Photo Credits: studenthandouts.com

Stasera in tv: un Poe folle, contro le follie del tempo

Perché, dunque, si sono detti gli autori di The Raven, non cavalcare l’onda della fantasia e riformulare l’ipotesi omicidio, attraverso un crime movie? Un Poe macchietta, interpretato con passione da John Cusack, è presentato come un personaggio “scomodo”. Povero, imprecante e ubriaco, in guerra con il caporedazione, che gli chiede materiale truce e sensazionalista, con i concorrenti giornalisti, di cui uno viene, per l’appunto, ucciso. E se, fantasia per fantasia, fosse Poe il vero colpevole? La sua vulcanica immaginazione colora il linguaggio di tutti i giorni, ed egli augura ingegnose morti e torture medievali a coloro con cui litiga.

Anche escludendo un twist del genere, questa ambiguità di fondo rappresenta un’interessante ombra, che si aggiunge alla più ragionevole questione dell’”art for art’s sake“. Come un Tarantino oggigiorno, Edgar Allan Poe è infatti accusato di aver influenzato con la propria immaginazione violenta, le azioni del criminale. Alla questione della legittimità dell’opera d’arte fa da pendant la rappresentazione di un sistema mediatico, già allora completamente ossesso dal sensazionalismo violento. Se, come afferma l’editore di Poe, la morte vende, per quale motivo la stessa società che compra i giornali, si permette di maltrattare il tenebroso artista? Baltimora è suggestivamente immersa in una livida fotografia, fumosa, crepuscolare ed apocalittica; ed una sete di violenza che richiama la Londra della letteratura sensazionalista dei “penny dreadful” e del fenomeno mediatico Jack lo Squartatore.

The Raven, un poeta in azione

Il protagonista, nella prima parte di The Raven, è depresso e talmente ubriaco da non reggersi in piedi. Dal momento in cui è chiamato a collaborare con la polizia, si trasforma in detective provetto, tra inseguimenti a cavallo, arrampicate sui tralicci del teatro, e capacità di risolvere seduta stante, ogni macabro indizio che gli viene presentato.

Non c’è continuità tra prima e seconda parte e quest’ultima risulta un ciclico susseguirsi di indizio, inseguimento, indizio successivo. Priva di tensione esteriore, poiché gli indizi sono immediatamente decifrati da un lucido e sobrio Poe e, soprattutto, interiore. A quale scopo ritrarre un uomo logorato dai propri demoni, se questi non rappresentano un ostacolo nell’evolversi della trama? La difficoltà evidentemente gli dà forza! Di fronte alla possibile morte dell’amata, il nostro nero e depresso Edgar, ritrova l’ispirazione, ritrova la forma e riscatta il trauma della precedente moglie morta, come un perfetto eroe hollywoodiano. Stasera in tv, su Italia 2 alle 21.10.

Sara Livrieri

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