Totti-Mancini: quando il numero 10 illumina il Derby

Il derby di Roma e il numero 10: lo speciale su due campioni che hanno giocato una delle stracittadine più sentite al mondo: Francesco Totti e Roberto Mancini

“Il derby non è una partita come le altre”: un’affermazione sentita tante di quelle volte al punto di considerarla quasi banale. E, secondo il sentimento popolare, veritiera (anche se Zeman non sarà d’accordo). Ma cosa rende il derby una partita a sé? Quali sono gli aspetti che contraddistinguono una stracittadina, in particolare quella della capitale, come una sfida unica?

Certo, il fattore ambientale, quello emotivo: ma, quando la tensione e la paura lasciano spazio alla fantasia e alla classe dei campioni in campo, entra in scena anche l’aspetto tecnico, la bellezza del calcio. Nello specifico, il derby di Roma non ha sempre regalato bel gioco e spettacolo. Anzi, in più occasioni la tensione per la posta in palio e la paura di sbagliare hanno prevalso sull’estetica.

Ma ci sono stati anni in cui il derby della capitale ha visto scendere in campo dei campioni assoluti: sono gli anni dal 1997 al 2000, e due fuoriclasse del calibro di Francesco Totti e Roberto Mancini si sono sfidati sul terreno dello Stadio “Olimpico” di Roma.

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Roma-Lazio 4-1, stagione 1999/00 – Panoramica sullo Stadio Olimpico
Photo credits: febbredaroma.it

Totti e Mancini: due generazioni di numeri 10

Francesco Totti e Roberto Mancini si “passano” 12 anni di età: l’attuale Commissario Tecnico della Nazionale, nato nel 1964, ha appeso gli scarpini al chiodo 16 anni dopo quel Roma-Genoa del 28 maggio 2017, l’ultima partita di Francesco Totti.

Mancini fa il suo esordio in Serie A in un Bologna-Cagliari del 13 dicembre 1981: Francesco Totti aveva appena 5 anni, e scenderà in campo per la prima volta nella massima serie 12 anni dopo. Stadio Rigamonti, 29 marzo 1993, Brescia-Roma: l’allenatore dei giallorossi era un certo Vujadin Boskov. Ed è proprio l’allenatore serbo il primo punto di contatto tra i due numeri 10: se per Totti Boskov ha rappresentato l’allenatore che lo ha fatto esordire in Serie A, per Mancini alla Sampdoria ha significato vittoria.

Mancini: la storia con la Sampdoria

Dopo la prima stagione tra i professionisti con il Bologna, Mancini viene acquistato dalla Sampdoria del presidente Paolo Mantovani. In maglia blucerchiata il “Mancio” ottiene i suoi maggiori successi: in coppia con Gianluca Vialli, ribattezzati insieme “i gemelli del gol“, diventa protagonista assoluto del periodo più importante del club ligure. Al termine di 15 stagioni in blucerchiato (424 presenze, 132 gol) il palmarès recita: 4 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 1 Coppa delle Coppe e sopratutto lo scudetto del 1991, sotto la guida di Vujadin Boskov in panchina. A livello europeo Mancini, in terra ligure, sfiora anche la conquista della Coppa dei Campioni, sfumata solo ai tempi supplementari contro il Barcellona. Nell’estate 1997, a 33 anni, Roberto Mancini viene acquistato dalla Lazio.

Roberto Mancini ai tempi della Sampdoria
Photo credits: Wikipedia

Totti: una carriera dedicata alla Roma

La carriera di Francesco Totti ha vissuto un unico grande amore, lungo 25 anni. Da quel 29 marzo 1993, quando Boskov lo buttò nella mischia a Brescia, Totti ha collezionato altre 618 presenze in Serie A. Con 250 gol è anche il secondo marcatore della storia del massimo campionato italiano, alle spalle di Silvio Piola. Con la maglia della Roma ha messo in bacheca 1 scudetto, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane: nel 2007, un anno dopo esser diventato Campione del mondo con la Nazionale in Germania, conquista anche la Scarpa d’oro (26 reti nella stagione 2006/07). Una bandiera, riconosciuta in Italia e all’estero. Un simbolo di appartenenza alla città, alla maglia e ai colori giallorossi: con la sua carriera ha realizzato il sogno che aveva da bambino, e che molti ragazzi ancora nutrono. Questa è, forse, oltre ai trofei e alle giocate in campo, la più grande eredità lasciata da Francesco Totti.

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L’addio al calcio di Francesco Totti
Photo credits: sport.sky.it

1997-2000: gli anni d’oro della Lazio, quelli di costruzione della Roma

Nel derby di Roma, Francesco Totti e Roberto Mancini si sono incontrati in 8 occasioni, tutte dal 1997 al 2000 (gli anni di permanenza di Mancini alla Lazio).

In quegli anni la Lazio, con Sergio Cragnotti presidente, vive forse il periodo più glorioso della sua storia. Con l’arrivo di Mancini, seguito da quello di Sven-Göran Eriksson in panchina e da quelli di altri calciatori di livello assoluto, i biancocelesti iniziano il percorso che culminerà poi con la conquista dello scudetto nel 2000.

Dall’altra parte la Roma sta vivendo un periodo di transizione: Franco Sensi è diventato presidente da 4 anni, e il sogno di costruire una squadra in grado di competere per lo scudetto si fa sempre più acceso. Nel 1997 alla guida dei giallorossi c’è Zdeněk Zeman, uno dei pochi ex che può contare il derby di Roma (un altro dei pochi è proprio Eriksson, allenatore della Roma dal 1984 al 1987). Zeman rimane alla Roma fino al 1999, quando Sensi decide di affidare la panchina a Fabio Capello: sarà lui il condottiero della Roma scudettata appena tre anni dopo.

Gli 8 derby di Totti e Mancini

Stagione 1997/98: dominio biancoceleste

Nella stagione 1997/98 si disputarono ben 4 derby: i consueti due di campionato, e due in Coppa Italia (andata e ritorno dei quarti di finale). La Lazio di Eriksson fece bottino pieno, vincendone tutti e quattro. Il primo derby stagionale va in scena il 2 novembre 1997: i biancocelesti battono la Roma di Zeman per 3-1, e ad aprire le marcature è proprio Roberto Mancini, che realizza così, all’esordio, il suo primo gol in un derby. Mancini si ripete anche nell’andata dei quarti di finale della coppa nazionale, segnando la terza rete del 4-1 finale.

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Roberto Mancini in azione nel derby
Photo credits: corriere.it

Stagione 1998/99: la prima volta di Totti

Nel derby di andata della Serie A 1998/99 Francesco Totti realizza il suo primo gol contro la Lazio: sarà la prima delle 11 reti in totale messe a segno dal campione di Porta Metronia contro i biancocelesti (record).

La prima volta di Totti nella stracittadina è solo un evento di un derby bellissimo, uno dei più belli della storia: un 3-3 pieno di emozioni. Dopo il vantaggio giallorosso con Delvecchio, è sempre Roberto Mancini a salire in cattedra: doppietta per lui (il secondo gol, bellissimo, con il tacco) e risultato ribaltato. Salas poi realizza la terza rete, e la Roma rimane in dieci per l’espulsione di Petruzzi. La squadra di Zeman, nonostante l’inferiorità numerica, trova la forza di reagire, e prima con Eusebio Di Francesco, poi con Totti, ristabilisce la parità. Nel finale, Delvecchio trova anche il gol del 4-3, ma la rete viene annullata per un fuorigioco molto dubbio. Dopo 4 vittorie consecutive termina anche la striscia di derby vinti dalla Lazio.

Nella stracittadina del girone di ritorno la Roma si impone per 3-1, e ritrova la vittoria nel derby dopo quasi 5 anni. Il terzo gol è opera di Totti, che chiude la partita riaperta dal gol di Vieri. Nell’esultanza, Totti mostra la maglia con quel “Vi ho purgato ancora” che diventerà uno dei simboli degli sfottò nel derby capitolino.

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L’esultanza di Totti, diventata poi celebre – Roma-Lazio 3-1, stagione 1998/99
Photo credits: rompipallone.it

Stagione 1999/00: una vittoria per uno

Al termine della stagione 1999/00 la Lazio diventa Campione d’Italia: Mancini, alla soglia dei 36 anni, in campionato scende in campo in 20 occasioni, rimanendo a secco in termini di realizzazioni. Segna invece tre reti in Coppa Italia, e contribuisce alla conquista, per la terza volta nella storia biancoceleste, del torneo.

Totti, invece, che ormai da un anno è diventato il capitano della Roma, è sempre più al centro del mondo giallorosso. La squadra di Capello chiude il campionato al sesto posto, ma getta le basi per provare a vincere qualcosa di importante: l’anno successivo sarà scudetto.

Nei due derby di campionato Roberto Mancini rimane in panchina in entrambe le occasioni. Nella stracittadina di andata la Roma si impone per 4-1, grazie alle doppiette di Delvecchio e Montella. In quella di ritorno, con la Lazio nelle zone altissime della classifica, i biancocelesti hanno la meglio (2-1).

Totti e Mancini fuori dal campo

Dopo il suo addio al calcio, Francesco Totti ha raccontato un aneddoto interessante. Correva la stagione 2009/10 e l’allora allenatore della Roma, Luciano Spalletti, rassegna le dimissioni alla seconda giornata di campionato. Totti racconta, nella sua autobiografia, di come la società avesse chiesto a lui e agli altri senatori del gruppo un parere sul prossimo allenatore tra due nomi: Claudio Ranieri e Roberto Mancini. La scelta dei calciatori ricade sul tecnico di Jesolo, salvo poi essere smentita dai fatti: poco dopo Ranieri viene ufficializzato sulla panchina della Roma e, a fine stagione, rischia di vincere un clamoroso scudetto.

I due numeri 10, dopo aver lasciato i campi da calcio, ora sono soliti affrontarsi su altri campi, come quelli da Paddle. A testimonianza, nonostante la rivalità vissuta in campo, dei buoni rapporti che intercorrono tra i due.

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Mancini e Totti con le racchette da Paddle
Photo credits: ilmessaggero.it

Totti e Mancini rappresentano forse quei numeri 10 che il Derby di Roma, ma in generale il calcio italiano, ha perso e sta perdendo. L’augurio, anche questo banale, è che il prima possibile possano tornare a calcare i nostri campi dei campioni di tale livello.

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