Cultura

Vivere in un sogno: Paul Gauguin e le opere del post-impressionismo

Nato a Parigi il 7 Giugno 1848 e morto a Hiva Oa l’8 Maggio 1903, Paul Gauguin è stato uno dei più importanti artisti della corrente del post-impressionismo.

Poco apprezzato in vita e, di conseguenza, acclamato dopo la sua morte, Gauguin creò i suoi capolavori tramite l’impiego di simboli di stampo primitivista, di rappresentazioni di stile sintetista e, infine, utilizzando i colori sgargianti in modo non naturalistico, distaccandosi completamente dalla tecnica e dai criteri usati dagli impressionisti. Inquieto, particolare e innovativo, l’artista ispirò altri pittori e influenzò fortemente le avanguardie novecentesche, di cui fecero parte sia Pablo Picasso che Henri Matisse. In occasione dell’anniversario della sua morte, ripercorriamo le opere migliori mai create dal pittore parigino.

Paul Gauguin: le opere più famose

Sparse tra i musei di tutto il mondo, i quadri di Gauguin sanno ancora affascinare migliaia di spettatori al giorno, i quali si ritrovano a intraprendere ore di fila pur di ammirare dal vivo le opere più particolari dell’artista. Oltre al bellissimo “Van Gogh mentre dipinge girasoli“, completato nel periodo in cui i due amici vissero nel sud della Francia, ad Arles, importantissimo per la fase pre-tahitiana è il “Cristo giallo”. Realizzato nel 1889, questa particolarissima crocifissione riprende in una maniera completamente nuova uno dei temi più affrontati da tutta la storia dell’arte, ambientando, però, l’evento nella Bretagna a lui contemporanea. L’incarnato del Cristo, di un giallo acceso, viene fortemente riproposto nella campagna circostante, facendo divenire un tutt’uno i due differenti elementi. Grazie all’utilizzo evocativo della linea e del colore, Gauguin portò a termine per la prima volta la sua tecnica del cloisonniste.

Negli ultimi dieci anni di vita, l’artista si trasferì in Polinesia e rimase incredibilmente affascinato da Tahiti, paese che dipinse fino alla morte e da cui prese spunto osservando gli abitanti che conobbe. Qui, nel 1891, dipinse le bellissime “Due donne di Tahiti”, oggi conservate al museo d’Orsay di Parigi. Lo schema adottato nell’opera, due polinesiane sedute sulla riva del mare, venne ripreso dal pittore in tutte le sue creazioni di stesso soggetto. Le due donne sono dipinte con corpi imponenti, occhi a mandorla accattivanti e capelli neri e lucenti raccolti da fiori di ogni tipo, ma la loro compostezza e il loro silenzio affascinò più di tutto l’artista parigino, il quale le dipinse per fermare nel tempo una scena tipica di una giornata polinesiana. Portato a termine con scelte compositive e cromatiche particolarmente complicate, l’opera è ancora oggi una delle più belle mai realizzate da Gauguin.

“Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”

Il dipinto più oscuro e anticonformista mai realizzato dal pittore fu la splendida tela di 139×374.5 cm “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?. Finita nel 1897, la tela rappresenta tutte le domande essenziali dell’umanità, nonché un vero e proprio testamento spirituale di Gauguin. Come se fosse un affresco attaccato su uno sfondo oro (basti guardare gli angoli), Paul dipinse in punta di pennello un bambino addormentato e tre donne vicine nella parte destra, mentre sulla sinistra rappresentò una giovane ragazza che si sporge verso una persona anziana, simbolo di morte e vecchiaia. Un’idolo sullo sfondo sembra indicare la fine della vita e, al centro dell’opera, un personaggio coglie dei frutti mentre altre figure di persone ed animali si aggirano tutt’intorno. Di grande importanza sono proprio questi personaggi enigmatici, che vanno ad incarnare completamente il senso dell’opera e le domande esistenziali che Gauguin si pone. La lettura del dipinto, che si affronta da destra verso sinistra, non fa altro che essere intrisa di significati filosofici e rimandi simbolici, risultando volutamente ambigua per tutti coloro che provano ad interpretarla.

Genio senza fine, uomo fragile e dal cuore infranto (nel periodo in cui dipinse “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? provò ad uccidersi con l’arsenico a causa della miriade di lutti che lo colpirono), Gauguin ha lasciato il segno nella storia dell’arte grazie al suo incommensurabile talento, al suo enorme fascino pittorico e alle sue incredibili rivoluzioni artistiche, aprendo la strada a tutti coloro che decisero di addentrarsi nelle avanguardie del ‘900.

Monica Blesi

Seguici su Metropolitan Magazine.

Back to top button